Articoli

Perché visitare il Veneto? Basterebbe citare Venezia per convincere qualcuno a venire in questa regione ma la realtà è che c’è molto di più da vedere.

Lo ammetto sono di parte, essendo veneta, ma questo territorio non smette mai di stupirmi e spesso mi ritrovo a conoscere itinerari nuovi e affascinanti.

Nella classifica fra le regioni italiane più visitate spicca proprio il Veneto è il merito va sicuramente alla posizione geografica favorevole ma anche alla sua grande offerta turistica.

Mare, montagna, colline, laghi, campagna e ancora città d’arte, percorsi naturalistici ed enogastronomici, storia e proposte allettanti per gli sportivi di ogni genere.

Un ventaglio di offerte che attrae l’interesse di qualsiasi tipo di turista dal più esigente al più avventuroso senza tralasciare famiglie e viaggiatori backpacker

Possiamo dividere 5 percorsi di interesse che possono rispondere agevolmente alla domanda “Perché visitare il Veneto?”:

  1. Arte, storia e cultura
  2. Elemento acqua
  3. Natura e percorsi enogastronomici
  4. Trekking e montagna
  5. Anima contadina

 

edifici colorati a burano

Gli edifici colorati lungo un canale a Burano

 

Arte, storia & cultura

 

La Repubblica di Venezia ha avuto una durata di circa 1100 anni e ha strutturato la città e la sua laguna così come la conosciamo oggi. Le strutture in legno di ontano sorreggono ancora oggi gli edifici storici esaltati dalla bellezza delle finestre e dei comignoli che rappresentano l’arte decorativa veneziana. 

Ogni anno milioni di turisti giungono per visitare le sue chiese, i suoi edifici e le sue isole. Ogni calla trasuda storie da raccontare e ogni ponte nasconde qualche vicenda da recuperare.

Impossibile non rimanere incantati di fronte alla sua maestosità: sembra quasi un miraggio, eppure è viva e vegeta, pronta ad accogliere nuovi saperi da tramandare. 

Le isole si dividono fra laguna nord e sud e fra le più ammirate ci sono: il Lido di Venezia e Pellestrina, Burano e Murano, Torcello e quelle meno frequentate come il Lazzaretto Nuovo, Sant’Erasmo, san Lazzaro degli Armeni, san Clemente, eccetera…

***

Vicenza contiene nel suo centro e nei dintorni, le famose ville palladiane opera dell’architetto Andrea Palladio che ha edificato un particolare stile riconoscibile in tutto il Veneto.

Le stesse fanno bella mostra non solo nel vicentino ma anche nel veneziano, lungo la famosa “Riviera del Brenta“, nel trevigiano e nel padovano. Fa parte del progetto originale del Palladio anche il “Ponte degli Alpini” in legno a Bassano del Grappa

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Verona si presenta come città degli innamorati perché fa da sfondo al dramma di Shakespeare “Romeo e Giulietta” ma è anche centro di importanti ritrovamenti archeologici romani e a testimonianza, infatti, si può ammirare in piazza Brà la famosa Arena. 

I dintorni di Verona sono forse fra i più amati dai turisti tedeschi che amano rilassarsi fra le sponde del lago di Garda mentre sorseggiano, all’ombra di un cipresso, un buon bicchiere di vino Lugana

***

Padova si può raggiungere per visitare l’arte in ogni sua magnifica sfaccettatura sia da un punto di vista architettonico che pittorico senza tralasciare l’aspetto culturale.

La più antica università al mondo è stata fondata qui e anche il più antico orto botanico che rientra a pieno titolo come Patrimonio dell’Unesco.

La sua piazza è una delle più estese al mondo dopo quella russa e il sabato non può mancare un piatto di “folpetti” con un bicchiere di spritz. Prima, però, si dovrà passare a salutare sant’Antonio nella basilica in cui riposano le sue spoglie. Tra l’altro è anche uno dei santi protettori di noi viaggiatori!

***

Possagno, in provincia di Treviso, ospita la Gipsoteca dedicata allo scultore Antonio Canova, formatosi a Venezia e divenuto famoso in tutto il mondo grazie alle sue statue neoclassiche.

Sembra quasi impossibile che un blocco di marmo possa svelare tanta delicatezza, eppure sotto mani esperti ogni cosa può essere plasmata e trasformata in arte.

Sulla cima del monte Grappa riposano i deceduti del conflitto mondiale affinché rimanga come monito alle generazioni che la guerra serve solo a distruggere e a rimpiangere.

Migliaia di soldati riposano in piccole tombe bianche uguali l’una all’altra a simboleggiare che non c’è nessuna differenza di bandiera o di nazionalità nella morte. 

 

Ci sarebbe ancora da parlare delle città murate come Marostica, Montagnana e Cittadella che permettono di fare un salto nel passato e di sognare a occhi aperti ma ne lascerei da parte moltissime altre e non mi sembra giusto!

 

 

Elemento acqua

 

Come ho già detto in precedenza il mare lambisce le coste veneziane ma anche quelle padovane e rodigine. In particolare una gita nel “Parco Naturale Regionale del Delta del Po” sorprende per la sua varietà naturalistica.

Molte specie animali soprattutto pesci, insetti e uccelli hanno trovato in questo luogo un habitat ideale nel quale soggiornare e riprodursi. Ciò ha richiamato, di conseguenza, moltissimi turisti orientati al bird watching o alla vacanza immersi nella natura. 

I tour e le pratiche sportive sono innumerevoli e richiedono più che un semplice giorno di pernottamento. D’altronde per avvicinarsi alla natura ci vuole pazienza e sensibilità affinché essa si sveli in tutta la sua magnificenza.

Le località marittime più amate sono, invece, Jesolo, Caorle, Eraclea, Cavallino Tre ponti e Sottomarina senza dimenticare le sovracitate isole della laguna veneziana.

 

Frangente di roccia con lago del mis perfettamente pulito come il nostro contributo all'ambiente può essere utile

 

Anche i fiumi e i laghi hanno un loro seguito… Si tratta di turisti più avventurosi che si divertono a fare canoa, rafting, stand up paddle, hydrospeed o un semplice giro in barca. 

Le imbarcazioni più particolari sono però quelle di origini veneziane ovvero la gondola e il burchiello (o la burchiella). Il primo si può provare a Venezia, il secondo lungo la riviera del Brenta e nel Piovego a Padova.

I laghetti nella provincia di Belluno, invece, creano quelle formazioni chiamate “marmitte” che sembrano delle piscine naturali con annessa cascata cervicale!

L’acqua ovviamente è gelata e non sempre è possibile bagnarsi ma rimangono uno spettacolo davvero unico come testimoniano i “Cadini del Brenton” nella zona del lago del Mis.

 

Natura e percorsi enogastronomici

 

Un altro sito Unesco sono le Dolomiti: queste rocce dalle sfumature rosate che si accendono alla luce del sole e riflettono la sacralità della natura. Le foto non rendono giustizia alla realtà, per quanto siano affascinanti non trasmettono l’emozione che si prova trovandosi al loro cospetto.

Queste catene montuose fanno parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che si estende dalla Valbelluna fino ai confini friulani e trentini e propongono anche una ricca esperienza sensoriale e gustativa. 

A Busche si possono assaggiare i migliori formaggi del Bellunese ma anche Asiago non scherza, ritrovandosi negli scaffali dei migliori negozi o centri commerciali esteri.

L’anno scorso, poi, sono entrate a far parte del Patrimonio Unesco anche le colline trevigiane del Prosecco che si estendono per chilometri senza mai fermarsi e offrono un panorama davvero suggestivo.

Le colline, soprattutto quelle beriche e euganee, sono una meta ideale per chi ama andare in bici, a piedi o in moto.

Piccoli borghi incantati come Arquà Petrarca rimangono intatti come scrigni segreti del tempo, mentre nella profondità della terra acque ricche di minerali affiorano dando vita a città termali come Abano o Montegrotto Terme.

 

Perché visitare il veneto: A Casera Ere nel comune di San gregorio nelle alpi

A queste mete si abbinano anche le proposte trekking e montagna e quelle dell’anima contadina che lavora instancabilmente per produrre i prodotti migliori.

Bettole, osterie e agriturismi sono le mete preferite dei veneti che le eleggono come tappa domenicale dove poter bere del “vin bon” e mangiare un buon “panin co a soppressa“.

La natura in Veneto è stata estremamente generosa e pertanto può vantarsi di avere dei prodotti alimentari di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Insomma, per farti capire, è quel luogo in cui dici:”Ok! La dieta la comincio lunedì”…

 

Ho tralasciato di nominare molti punti turistici per ovvie scarsità di spazio ma spero sia emerso l’amore che ho per questa terra che tanto sa dare a chi la sa apprezzare e soprattutto che sia riuscita a rispondere alla domanda sul perché visitare il Veneto…

Che fai, allora, ci vieni? 😉

 

Ulteriori approfondimenti li trovi qui:

Padova antica città d’acqua? Eppure fino a poco tempo fa Padova antica poteva vantare una riviera paragonabile a quella del Brenta. Fu solo negli anni ’50 e con l’incremento sconsiderato del boom edilizio che perse la sua antica identità per acquisire quella nuova di “città del Santo”.

Ma non solo, Padova è conosciuta per l’Università, per la Cappella degli Scrovegni, per il caffè Pedrocchi, per la piazza delle Erbe e molte altre attrattive. Quindi, iniziamo con ordine e scopriamo il passato di Padova antica, quando era considerata una città d’acqua.

 

Le origini della Padova antica

 

Se potessimo andare a ritroso nel tempo, durante il periodo della Serenissima, quando Venezia era una delle potenze marinare più invidiate al mondo, scopriremmo che Padova è stata un punto di snodo commerciale molto importante.

La sua fortuna fu in maggior parte dovuta all’intersezione di due fiumi importanti: il Bacchiglione e il Brenta. Il primo permetteva il trasporto di materiale come roccia e silice dai colli euganei, mentre il secondo favoriva il trasporto del legname direttamente dall’Altopiano dei Sette Comuni.

Le merci attraversavano la Riviera del Brenta, in cui si trovavano le ville dei patrizi veneziani, fino a giungere sul Canal Grande nella Repubblica di Venezia.

Per cui Padova, officiando della presenza dell’acqua, aveva costruito una serie di mulini e di chiuse che creavano dei quartieri ben definiti in cui si alternavano i vari artigiani.

 

Padova antica: mura difensive lungo il Piovego

Mura difensive lungo il Piovego

 

Scoprire Padova

 

LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Arrivando dalla stazione dei treni si dovrà superare Corso del Popolo per giungere al prezioso lascito del pittore Giotto: la Cappella degli Scrovegni.

Si tratta di una cappella affrescata dal maestro toscano nel ‘300 in cui illustra tre temi principali:

  • gli episodi della vita di Gioacchino e Anna;
  • alcuni episodi della vita di Maria;
  • gli episodi della vita e morte di Cristo.

Sotto a questi riquadri sono esposti degli affreschi che illustrano le allegorie dei Vizi e delle Virtù. La cappella faceva parte di un castello che è stato completamente distrutto dall’antico proprietario. La stessa doveva fare la medesima fine ma grazie all’intervento della città, si salvarono le opere e divenne proprietà del Comune di Padova.

 

MUSEI CIVICI EREMITANI

Un altro sito di notevole importanza storica sono i Musei Civici Eremitani che espongono reperti romani e pre-romanici e opere d’arte risalenti ai secoli XIV fino al XVIII. Vicino si trova la Chiesa degli Eremitani eretta nel 1276 che conserva alcune opere del Mantegna.

I Musei civici Eremitani di Padova raggruppano il Museo archeologico e il Museo d’arte medioevale e moderna. Dal 1985 sono ospitati nei chiostri dell’ex convento dei frati eremitani e custodiscono il preziosissimo crocifisso di Giotto.

Il quale fu costruito fra il 1303 e il 1305 su una tavola di pioppo con oro e tempera, dalla dimensione di 223 X 164 cm e proviene dalla Cappella degli Scrovegni. È una rappresentazione stilistica nuova, in quanto la figura del Cristo risulta con il corpo verso il basso, gravato dal suo stesso peso.

 

caffè pedrocchi

Il retro del Caffé Pedrocchi e le sue varie architetture

 

CAFFÈ PEDROCCHI

Una tappa al salotto della città è d’obbligo! Sto parlando del famoso Caffè Pedrocchi che deve la fama all’abilità del suo fondatore, il bergamasco Francesco Pedrocchi.

La sua idea era quella di creare uno spazio ricreativo culturale e intellettuale nella Padova antica in cui i viaggiatori, i commercianti, i militari, gli studenti e gli accademici potessero incontrarsi.

In quest’ottica diede vita al Caffè Pedrocchi nel 1831 pensato per essere aperto 24 ore su 24, conferendo così a Padova antica la fama di  “città senza porte“.

Ma l’idea rivoluzionaria fu di lasciare il locale aperto a tutti, anche a chi non poteva permettersi una consumazione. A tutti i clienti, infatti, veniva servito il quotidiano e un bicchiere d’acqua, sia che consumassero o meno. Ancora oggi chi prende un caffè al banco può sedersi nella Sala Verde senza che nessun cameriere possa richiedere un supplemento.

Più tardi, il figlio Antonio ereditò il locale e si preoccupò di acquistare tutti i palazzi adiacenti, creando così una specie di isola nella quale l’avventore poteva rinchiudersi e trovare in esso un rifugio sicuro.

I clienti abituali erano soliti consumare la specialità del locale: il caffè Pedrocchi ovvero una gustosa bevanda al caffè arricchita da un dolce strato di menta. Questa usanza è rimasta intatta nel tempo anche se la si accompagna all’aperitivo veneto per eccellenza.

Quasi fosse il richiamo del muezzin, all’ora dell’aperitivo la comunità padovana si riunisce a bere lo Spritz e chi lo preferisce, può sorseggiare l’ultima novità, chiamata P31 Green Spritz. Si tratta di un aperitivo composto da oltre 20 erbe officinali e aromatiche a cui si legano le fresche note dell’Assenzio a cui si aggiungono Prosecco, seltz, ghiaccio e lime.

 

lungo il piovego abitazioni padovane

Padova antica e moderna

 

PALAZZO BO

Da piazza Garibaldi si continua fino a raggiungere Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova. Il nome deriva da una locanda aperta da un macellaio, chiamata Hospitium Bovis, con l’insegna di un bucranio, una testa di bue, ancora oggi simbolo dell’Università. Il “bo“, infatti, nel dialetto veneto significa proprio bue, ed era il simbolo della corporazione dei macellai.

Furono un gruppo di studenti dell’antica Università di Bologna a dare vita a questa sede nel 1222 per avere maggiore libertà di azione e di studio. Si trova il più antico Teatro Anatomico al mondo e si può visitare il pulpito da cui insegnava Galileo Galilei nell’Aula Magna.

In questa università si laureò in teologia anche la prima donna al mondo, tale Elena Lucrezia Cornaro, che dovette combattere affinché la Chiesa riconoscesse il suo titolo.

Ancora oggi in questo edificio si tengono le lezioni ed è sede del rettorato. Si possono fare delle visite guidate previa prenotazione a questo sito. Inoltre si possono vedere le immagini in anteprima grazie alla piattaforma di Google Street View a questo link:

 

università di padova

 

 

PALAZZO DELLA RAGIONE

Le piazze principali della città sono due: piazza delle Erbe e piazza dei Frutti. Si può già immaginare dal nome la dislocazione dei vari commercianti che persiste nel tempo.

A dividerle il maestoso Palazzo della Ragione, sede giudiziaria della Padova antica medievale carrarese, realizzato tra il 1238 e il 1239 e che conserva l’imponente cavallo ligneo, capolavoro del Donatello.

Sotto, ancora oggi sopravvive il mercato coperto, in cui si trovano i macellai e i pescivendoli. Al sabato è consuetudine per i padovani consumare una porzione di polpo lesso, cucinato secondo la migliore tradizione padovana.

Opposto al Palazzo della Ragione c’è il quartiere ebraico, dove vennero rinchiusi secondo un decreto della Repubblica della Serenissima, gli ebrei che vivevano in città. La sera veniva chiuso il portone e non potevano né entrare né uscire.

Oggi la zona è frequentata soprattutto nell’ora dello Spritz dagli universitari che si riversano nelle numerose osterie per consumare qualche “cicchetto”.

Vicino alle piazze si possono visitare la Loggia del Consiglio o della Gran Guardia, sede del comando militare austriaco e la piazza dei Signori con la famosa Torre dell’Orologio, in cui sono raffigurati i segni dello zodiaco.

Ma se guardi attentamente, ti accorgerai che manca il segno della Bilancia! Per quale motivo?

Secondo alcune fonti si ipotizza che l’artista non fu pagato dal committente e che abbia deliberatamente “dimenticato” il segno, simbolo tra l’altro di giustizia. La collocazione dello stesso rimane tuttora avvolto dal mistero.

 

stand dei folpi, la folperia

 

 

PRATO DELLA VALLE E DINTORNI

Più spostati rispetto al centro storico si trovano vicini l’uno all’altro Prato della Valle, la Basilica di Sant’Antonio da Padova e l’Orto Botanico.

La geometria della piazza di Prato della Valle è alquanto insolita ed è una fra le più estese in Europa (al primo posto figura la piazza Rossa di Mosca). Risale alla fine del XVIII secolo ed è un’isola ellittica centrale, chiamata isola Memmia.

È circondata da una canaletta artificiale alimentata dal canale Alicorno. Lo stesso è sormontato da un doppio anello di statue di stile rinascimentale, con una circonferenza esterna di 1450 metri.

La sua bellezza è impressionante e l’alternanza di statue, prato e piante, la fanno sembrare viva e in movimento. Da Prato della Valle si scorge sullo sfondo la Basilica di Sant’Antonio da Padova, in cui riposano le spoglie dell’omonimo santo originario del Portogallo.

Ogni anno viene visitata da circa 3,5 milioni di fedeli che arrivano da tutto il mondo per poter pregare da vicino il proprio santo protettore. Nella piazza del Santo, antistante, si trova il monumento equestre Gattamelata, opera di Donatello.

All’interno della Basilica, sull’altare maggiore, il costruttore Camillo Boito ha sistemato sculture bronzee, statue e formelle di varie dimensioni sempre di Donatello.

A qualche centinaio di metri di distanza da Prato della Valle si trova infine il Giardino Botanico, uno dei più antichi al mondo e considerato Patrimonio dell’Unesco.

 

Non puoi andartene da Padova antica senza conoscere le avventure di un personaggio alquanto caratteristico:

 

E, infine se ti va, scopri i dintorni di Padova:

Zaful WW

 

 


*** VIAGGIO NEI SENSI ***

 

Caldamente consigliata la flânerie dato il passato mutevole di Padova. Ogni angolo, ogni intersezione offrono dettagli che richiamano un particolare periodo storico. Le strade trasudano storie di vita comune grazie ai murales degli artisti locali che si mescolano con i lasciti antichi della città. 

Il Genius Loci di Padova è un crocevia di popoli che si mescolano ma mantengono uno stretto legame con il territorio. Nell’essenza c’è tenacia, sapienza, curiosità e forza. Padova come città non ha mai raggiunto la fama di Venezia ma allo stesso tempo non è mai stata seconda a nessuno.

Durante un soggiorno a Padova, soprattutto di sabato pomeriggio, il gusto sarà attratto dai prodotti tipici locali. Come già ti accennavo non puoi non consumare un polpo fresco, bere uno spritz o assaggiare il caffè Pedrocchi. Sono l’anima della Padova antica attaccata allo scorrere del tempo. 

Sentirai le grida e gli schiamazzi dei giovani universitari che vengono qui a disegnare il loro futuro. Oppure puoi rinchiuderti nel silenzio dell’orto botanico e ascoltare il sussurro delle piante che hanno potuto incontrare personaggi celebri e ispirare loro pensieri introspettivi. La vista sarà deliziata da canali oramai chiusi che offrono una prospettiva insolita della città.

Profumi di spezie riavvolgeranno il nastro del presente proiettandoti in epoche lontane mentre appoggiando le mani sulle mura o sulle statue, inizierai a pensare in modo più lucido all’autentica consistenza delle cose e non alla sua fugace apparenza.

 

Musica consigliata: “Ma Quando Torno A Padova” di Umberto Marcato

Lettura consigliata: L’italiano più famoso al mondo… di Gaia Servadio

Grazie allo IAT ho avuto la possibilità di trascorrere una piacevole mattinata alla scoperta del centro storico medievale di Cittadella e delle sue mura.

Il comune si trova nelle vicinanze di Bassano del Grappa e di Castelfranco Veneto e quindi ai confini con le province di Vicenza e Treviso.

Come raggiungere Cittadella

Se si arriva in auto o in camper i parcheggi si trovano al di fuori delle mura. Cittadella si trova a 29 km da Padova, 22 km da Vicenza, 38 km da Treviso e 14 km da Bassano del Grappa. Si trova lungo la direttrice Padova Trento nella Statale 47 Valsugana e la S.R. 53 Postumia tra Vicenza e Treviso.

Dalla stazione dei treni e delle corriere di Padova ci sono numerosi collegamenti per raggiungere Cittadella. Il tragitto è di circa 30 minuti.

 

vista sul centro storico medievale di cittadella

 

Centro storico medievale di Cittadella

Il centro storico si trova all’interno delle mura che sono rimaste fortunatamente intatte nel tempo. Per questo il comune ha deciso, in un progetto piuttosto recente, di riqualificare i punti non percorribili regalando alla comunità uno dei sistemi difensivi più belli in Europa.

La risonanza storica la percepisci non appena ti appresti a percorrere la cinta muraria. Sono difatti numerosi i turisti, di origine europea, che scelgono di visitare Cittadella. Non solo per l’indiscutibile bellezza delle mura ma anche per la meravigliosa vista a 360 gradi sui territori circostanti.

L’ingresso costa 5 euro e spesso c’è la possibilità di fare il camminamento in orario serale godendo di uno spettacolare tramonto. Per informazioni rivolgiti all’ufficio turistico dello IAT.

Le porte di ingresso nel centro storico di Cittadella sono quattro: Porta Bassano, dove si trova l’ufficio del turismo e l’ingresso al camminamento sulle mura, Porta Vicenza affrescata con l’immagine della Crocifissione, Porta Padova con l’orologio e l’antica campana e i giardini pubblici a lato, e Porta Treviso affrescata con l’immagine dell’Incoronazione della Vergine e l’Annunciazione.

 

mura di cittadella in città

 

La storia di Cittadella

 

La città nasce attorno al 1220 quando Padova decide di creare un’area di controllo sulle province rivali di Treviso e Vicenza. E lo fa lungo la via Postumia, l’antica arteria romana che collegava Genova ad Aquileia.

Negli ultimi anni c’è un lavoro di recupero della via Postumia, in cui è stata coinvolta anche Cittadella, attraverso servizi di segnalazione con frecce gialle. Nel sito www.viapostumia.eu ci sono tutti i dettagli per percorrerlo, informazioni sul pernottamento e i punti di ristoro.

Successivamente il dominio passa al tiranno Ezzelino da Romano che controllava buona parte dei territori circostanti. In questo periodo decide di costruire all’interno della Torre di Malta un luogo di detenzione per i suoi nemici.

Tra il ‘300 e il ‘400 il comune ritorna sotto la potestà padovana della famiglia dei Carraresi che lascia in ricordo sulla torre di porta Bassano il suo stemma.

Nel 1406 passò sotto la direzione della Repubblica di Venezia e infine, dopo il passaggio di Napoleone e la guerra che portò la costituzione del Regno d’Italia, Cittadella ritornò ad appartenere alla giurisdizione di Padova, tranne nel periodo della parentesi austriaca.

 

arena spettacoli nel centro storico medievale di cittadella

 

 

Gli edifici più importanti

 

Al centro della scena della vita cittadina c’è il Duomo costruito tra il 1774 e il 1826 da tre differenti architetti. Conserva al suo interno “La cena di Emmaus” di Jacopo da Ponte, il “Lamento sul corpo di Cristo” di Andrea da Murano e “La Flagellazione” attribuita a Palma il Giovane.

Il Palazzo Pretorio nei pressi di porta Treviso è sede di mostre temporanee mentre nell’antichità serviva come alloggio dei potestà inviati dal comune di Padova prima e dalla Serenissima poi. L’ingresso è composto da marmo rosato e l’interno è decorato con finta tappezzeria a bande verticali.

Il Teatro Sociale a Porta Vicenza è stato curato da importanti artisti che hanno lavorato su progetti maestosi come la Fenice di Venezia e il Caffè Pedrocchi a Padova. Gli affreschi, infatti, appartengono a Francesco Bagnara e rappresentano fiori, amorini e figure allegoriche, mentre la facciata neoclassica è opera di Giuseppe Japelli.

La Chiesa di Santa Maria del Torresino vicino a Porta Padova conserva un importante crocifisso ligneo, un pulpito e una vasca marmorea di epoca medievale.

Il Palazzo della Loggia invece conserva gli stemmi dei potestà veneti e il bassorilievo del Leone di San Marco che fu nascosto durante il periodo di conquista napoleonica.

Il Palazzo del Municipio Andrea Mantegna nasce sull’edificio che ospitava le scuole elementari dedicate a Vittorio Emanuele II. È considerato il simbolo dell’architettura moderna della città.

All’esterno del centro storico si trova il Cimitero Militare austro-ungarico che raccoglie le salme di circa 17.000 caduti. I deceduti sono sepolti in file regolari di croci bianche, identiche l’una all’altra, creando un impatto visivo emozionante.

 

Duomo di cittadella nella piazza principale

 

Prodotti tipici

 

Cittadella ha il suo aperitivo e si chiama Mesoevo. L’idea è venuta al Caffè Milano, in Piazza Martiri della Libertà, vicino all’autostazione.

La ricetta è composta dal liquore Strega, il Mezzo e Mezzo del Nardini, selz, uno spicchio di limone e foglie fresche di menta.

Il liquore Strega è originario proprio da Cittadella e già lo scrittore Hemingway durante il suo soggiorno nel territorio aveva avuto la possibilità di assaggiarlo.

In un passaggio del racconto “La scomparsa di Pickles Mc Carty” diceva: “Hai tu mai visto il sole sorgere, almeno una volta, dal Monte Grappa, o sentito nel sangue dentro di te il crepuscolo di giugno sulle Dolomiti? O gustato il liquore Strega a Cittadella?”

Da buon intenditore Hemingway sapeva apprezzare la qualità quando la riconosceva…

Ma l’aperitivo non è molto leggero, per cui è meglio consumarlo a stomaco pieno. Ti consiglio perciò di assaggiare la Dama dei Carraresi, il dolce di Cittadella.

La ricetta è frutto dell’idea di Massimo Beghin e Francesco Rossi, che hanno voluto creare un dolce dal colore dell’oro ricoperto da zucchero a velo.

Il bistrot lo trovi in centro storico in via Marcon e solo lì puoi assaggiare questa magica ricetta che affonda le radici nel passato e nella tradizione cittadellese. Il nome del locale è Carraresi Bistrot.

 

saliscendi lungo la cinta muraria di cittadella

Arte moderna nel centro storico

 

Nel centro storico medievale di Cittadella da qualche tempo campeggiano delle opere di arte contemporanea realizzate da Rabarama. L’artista originaria di Roma si è trasferita da giovanissima a Padova.

Quella che ha destato più scalpore è denominata Co-Stell-azione. L’idea è quella di rappresentare un viaggio tra le stelle, attraverso la figura di un uomo accovacciato in un’espressione di serenità. L’opera è interamente in alluminio e salta subito agli occhi per la sua particolarità.

Non tutti i cittadellesi sono unanimi nel considerare l’opera apprezzabile ma ti confesso che l’impatto è talmente forte da suscitare molteplici sensazioni. D’altronde questo è lo scopo dell’arte moderna e a mio avviso l’artista ha colpito nel segno. Manca solo la tua opinione, cosa aspetti a visitare Cittadella?

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

La città permette di fare la flânerie e di perdersi all’interno dei suoi vicoletti silenziosi. Ci sono due vie principali che tagliano a croce il centro storico medievale di Cittadella e altre viette più tranquille, esplorale…

Il Genius Loci è un incontro di personalità differenti ma legate dalla stessa radice, un essere sociale che ama stare in compagnia e divertirsi. All’apparenza burbero, in realtà può trasformarsi nel giullare di corte.

Siamo nella culla di una città medievale e ogni dettaglio va osservato con cura. Percepirai un odore salmastro provenire dall’acqua che circonda il centro storico e volendo potrai anche farci un giro con un’imbarcazione.

Il forte suono delle campane magari ti distrarrà dai tuoi pensieri e vedendo dall’alto i localini ti verrà voglia di mangiare qualcosa. Avrai così le forze completare il giro e percepirne la solidità nei secoli: un lavoro sapiente disposto ancora oggi a raccontarci il passato. 

Musica consigliata: Enigma

Lettura consigliata: I pilastri della Terra di Ken Follett


Cosa vedere ancora a Padova e dintorni?

 

Sai chi ha ispirato George Lucas il personaggio di Indiana Jones?