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Praticare yoga a Playa del Carmen è un’esperienza che permette di entrare in contatto con persone di tutto il mondo che condividono la tua stessa passione.

Le scuole presenti sono molte e si differenziano in base allo stile di yoga insegnato. Io ho potuto approfittare dell’offerta per un mese, durante il mio soggiorno nella città messicana.  Ero stata l’anno prima in vacanza nella Riviera Maya e mi ero perdutamente innamorata dell’atmosfera rilassata e serena che si respirava.

Così quando ho deciso di fare il mio viaggio di sei mesi in Centro America non ho potuto tralasciare Playa del Carmen. Inoltre ero sorpresa di scoprire che una delle insegnanti che seguivo si trovava proprio lì. Parlo di Sara Bigatti della Scimmia Yoga, che insegna il Vinyasa Yoga.

Che tipo di yoga si tratta?

È uno Hatha Yoga velocizzato, si rimane solo alcuni secondi in una posizione prima di passare alla successiva. Peccato che quando arrivai lei doveva ritornare in Italia, per cui non riuscii a fare la sua conoscenza.

cartina di playa del carmen

Playa del Carmen

 

Si trova a un’ora di macchina dall’aeroporto di Cancun o un’ora e mezza con i mezzi pubblici. Per raggiungerla puoi noleggiare un’auto, affittare un taxi o arrivare con la corriera ADO.

La metodologia urbana utilizzata è alquanto originale: si dividono in calles e avenida numerate sia in orizzontale che in verticale.

Se prendiamo a riferimento la spiaggia nella sua lunghezza quella più vicina è la quinta Avenida, famosa per i locali notturni, come il Coco Bongo e molti altri. Se vuoi scegliere una struttura ricettiva silenziosa ti sconsiglio di prenderla in questa via.

Quella dopo è la decima ed è dove si passeggia, dove ci sono i negozi, altri locali e i ristoranti. La quindicesima inizia ad avere meno hotel e più case e così via le altre che diventano sempre più residenziali. Le calles sono quelle in verticale quindi quando ti dicono un indirizzo ti indicano prima l’avenida e poi il numero della calle.

La spiaggia più famosa è il Mamita dove la sera arriva il deejay e sale la musica. L’ultima parte di Playa del Carmen prima di Playacar, una zona dove si accentrano ville e hotel di lusso (vedi cartina), c’è il porto per raggiungere l’isola di Cozumel e alla sera nel parco in avenida Benito Juarez ci sono spettacoli scenografici.

 

Per visitare Cozumel evita di acquistare un tour, vai direttamente in porto, compra il biglietto e prima di scendere troverai venditori proporti varie escursioni per fare snorkeling.

 

Se è brutto tempo, e in quella zona capita spesso, c’è anche un multisala, in Plaza las Americas, all’interno di un grande centro commerciale.

Se invece vuoi vedere le località vicine come Puerto Aventuras, Akumal, Xelhá, Tulum, i grandi parchi di divertimento o i cenotes dirigiti all’incrocio  tra la 20esima avenida e la calle 2.

Lì si trova la stazione dei minibus, i mezzi pubblici economici usati dai messicani e dai turisti fai da te per spostarsi. Con pochi pesos raggiungi i siti turistici più famosi senza prenotare costosi tour.

C’è anche un cenote tra la sabbia e il mare quasi sconosciuta dai turisti e frequentata dai messicani. Dove? Te lo racconto qui!

 

Praticare yoga a Playa del Carmen

 

spiaggia bianca messicana con le nuvolette bianche nel cieloOltre alle bellezze naturalistiche che lasciano a bocca aperta, molte persone vengono qui a praticare yoga. Ci sono tantissime scuole che propongono le differenti discipline.

Durante il mio soggiorno le ho provate un po’ tutte prima di scegliere quella definitiva. Non meravigliarti se i prezzi saranno diversi: ci sono le tariffe per i residenti e per i turisti, ovviamente questi ultimi pagheranno un importo maggioritario.

Questa è la lista delle scuole dove praticare yoga a Playa del Carmen:

 


 

Il mio obiettivo nel praticare yoga a Playa del Carmen era quello di provare le discipline che a Bassano ancora non erano presenti.

Ti confesserò di aver vissuto un periodo indimenticabile. L’unico proposito che avevo era immergermi nella pratica e progredire nello studio.

Il fatto di essere lontano dalle incombenze domestiche e l’atmosfera rilassata del luogo mi hanno permesso di concentrarmi nei miei propositi e a lasciarmi andare.

Se prima mi sentivo irrigidita dalla nuova situazione con il tempo e potendo seguire le mie passioni ho imparato a essere meno spaventata e più cittadina del mondo.

È un’esperienza che consiglio anche a te, non c’è niente di meglio che fare un regalo a noi stessi! La mia formazione poi è continuata l’estate in Umbria, diventando infine un’insegnante di yoga anche se ancora non insegno!

Seis sono i mesi che ho viaggiato in Centro America attraversando gli stati del Messico, Guatemala, Belize e Honduras. Sono partita alla ricerca di un’identità che da troppo tempo avevo scordato di curare, lasciando agli altri il potere di dominare e guidare.

Fin da piccola ho sognato di vivere un’avventura alla Monsieur Fog, il personaggio del “Giro del Mondo in 80 giorni” di Jules Verne.

Ho atteso il momento giusto e l’ho fatto. Questo è il resoconto.

Mi ero ritrovata senza lavoro dopo che l’azienda nella quale ero assunta da otto anni, aveva deciso di chiudere i battenti e lasciarci tutti a casa.

Grazie alla mia incrollabile positività però, non avevo visto in questo cambiamento una disfatta, ma un motivo per cambiare e crescere.

Ho subito pensato che fosse giunto il momento di realizzare quel sogno che da troppi anni mi portavo appresso, come se il destino volesse mettermi alla prova.

Sarei stata in grado di farlo?

Prima dovevo terminare il periodo di mobilità alla quale ero stata assegnata. Avevo il tempo di preparare l’itinerario e decidere dove sarei andata.

Immaginai subito il Messico. Avevo soggiornato con una mia amica l’anno precedente e mi era rimasto nel cuore.

La leggerezza della vita, il sorriso spontaneo delle persone e i colori brillanti del mare e della natura rigogliosa, mi avevano colpito profondamente e volevo capire se fossero o meno un’impressione da turista.

Così decisi di ritornare laggiù.

Questa volta avrei aggiunto all’itinerario non solo la Riviera Maya ma anche Mérida, Città del Messico e la regione del Chiapas.

Ho trascorso pomeriggi interi cercando in internet informazioni utili a pianificare un programma.

Quanti giorni sarei stata in Messico?

E negli altri stati?

Cosa non dovevo assolutamente perdere?

Molti quesiti nascevano a mano a mano che preparavo il viaggio. Ma non cercavo la perfezione, solo la libertà.

Spulciando fra le offerte di volo ne avevo trovata una di Blue Panorama con tappa a Mérida. Si trovava a cinque ore di autobus da Playa del Carmen.

Decisi di iniziare lì, la mia avventura. Cercai un alloggio prima su Booking e poi su Airbnb. La più conveniente era una stanza offerta da un ragazzo vicino al centro cittadino.

Costava solo 9 € al giorno e aveva anche un bagno privato a disposizione. Senza pensarci troppo la prenotai per la durata di una settimana.

Era la prima volta che sceglievo una soluzione di pernottamento privata, ma in questo viaggio volevo mettermi alla prova, sperimentare nuove idee e risparmiare un po’!

Volevo partire libera da ogni pensiero, senza un traguardo preciso, per vedere se nella libertà assoluta nasceva qualcosa di inaspettato.

Qualche mese prima della partenza conobbi un ragazzo. L’incontro fece traballare leggermente i miei progetti, non ero più così sicura di partire.

All’improvviso le mie priorità erano cambiate.

Poi però valutai il tempo. Da quanto conoscevo lui e da quanto avevo quel sogno chiuso nel cassetto?

La risposta era plateale e non potevo non considerarla. Galleggiava così chiara davanti ai miei occhi che non potevo evitarla.

Lui mi chiese di non partire, io gli dissi che non potevo. Avevo preso una decisione tempo fa, quando ancora lui non c’era.

Non potevo fermarmi, il viaggio era già cominciato. E se non avessi mai più avuto l’opportunità di realizzare quel sogno?

I sentimenti a volte sono una questione di scelta, di tempo e di coincidenze.

Lui mi disse che mi avrebbe comunque aspettata. Fu difficile salutarlo ma lo feci, guardandolo e abbassando subito gli occhi.

Ero pronta a partire. Non è vero, ero terrorizzata all’idea di partire. 

Il mio aereo decollava nel pomeriggio da Milano e sarei giunta a Mérida la sera tardi.

Avevo le gambe che tremavano e il cuore che batteva a ritmo sostenuto. Quando salii in aereo, e mi accomodai sul sedile, inondai la mente di pensieri confusi.

Forse stavo commettendo una pazzia… Sei mesi da sola in giro per il mondo… Cosa avrei fatto? Con chi avrei parlato? Perché ero salita su quell’aereo?

Più il mezzo si allontanava dalla mia terra e più i pensieri si concentravano sui programmi. Ce l’avrei fatta, lo desideravo da troppo tempo per permettere alla paura di fermarmi.

Quando il pilota annunciò l’arrivo a Mérida ero su di giri. Avevo il cuore in gola. Ero eccitata e spaventata allo stesso tempo. Ero di nuovo in Messico e questa volta avrei potuto viverlo più a lungo.

Al controllo passaporti l’addetto mi salutò con un cordiale “Bienvenidas!”

In quel momento realizzai che avevo fatto la scelta giusta e che dovevo solo alleggerire la mente per essere più libera. 

 

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Il Coco Bongo è uno dei locali più famosi al mondo e si trova sia a Cancun che a Playa del Carmen in Messico. La sua notorietà si deve al film “The Mask” con protagonista Jim Carrey che ha adattato perfettamente l’irriverenza del personaggio con la particolarità del locale.

Un’esplosione di musica, alcool e ballo che da vita a serate all’insegna del divertimento intramezzate da spettacoli studiati nei minimi particolari. Questo è il Coco Bongo, un appuntamento imperdibile nella Riviera Maya!

 

Ai proprietari del locale piace definire il Coco Bongo come un’esperienza più che una semplice discoteca. 

Io sono andata a Cancun una sera in cui, stremata dal mio hotel tutto incluso, avevo voglia di evadere dalla struttura per fare qualcosa di divertente.

Ho preso i biglietti da un ragazzo che vendeva tour e, nonostante abbia provato un sussulto nel conoscere il prezzo, ho preso un bus sgangherato e sono andata nella zona hotelera.

Il Coco Bongo è un’istituzione e la fila all’entrata è immensa. Il locale dall’esterno sembra una qualsiasi discoteca ma all’interno scopri un’idea di divertimento davvero insolita. La serata inizia con musica da discoteca, alternata a rock e altri generi musicali.

Di solito il biglietto di entrata, se lo acquisti prima, comprende l’opzione “open bar” ciò significa che si può bere illimitatamente qualsiasi bevanda si desideri.

I bicchieri sono di plastica e non vengono servite bottiglie per evitare che la gente possa farsi del male dato che il tasso alcolico è piuttosto elevato…

All’improvviso la musica si spegne e parte la colonna sonora che introduce la serata. Il titolo della serata cambia ogni giorno ed è dedicato a qualche personaggio di fantasia. Quella sera il re era Spider Man.



 

Si presenta un corpo di ballo che inizia a deliziare il pubblico con uno spettacolo composto da acrobazie e numeri incredibili. Poi il gruppo si ritira e si ricomincia a ballare nuovamente.

Dopo circa dieci minuti riprende lo spettacolo e non si sa mai da dove. Potrebbe essere sul palco, sopra al bar centrale, sugli spalti, dappertutto.

Si rimane per tutto il tempo in balia del pensiero “dove uscirà il prossimo spettacolo?”

La vera star del locale però rimane sempre lui “The Mask” che continua a girare per chiedere se si vuole fare una foto assieme al prezzo di circa 5 dollari.

La lotta fra Spider Man e il suo nemico inizia con una discesa dal soffitto dei due personaggi. I due si confrontano prima a parole e poi inizia la battaglia vera e propria sopra il bancone che fino a qualche minuto prima serviva da bere.

Ovviamente tutto il pubblico tifa per il beniamino più famoso e forte di questo, riesce a sconfiggere anche questa volta il male.

 

L’entrata al Coco Bongo

 

I locali in Messico sono due a Cancun e a Playa del Carmen. Da poco è stato aperto anche un locale a Punta Cana nella Repubblica Domenicana.

A Cancun lo trovi nella zona cosidetta “hotelera” perchè ci sono tutti gli hotel più rinomati della zona, a Playa del Carmen nella famosa 5a avenida e a Punta Cana nel centro commerciale Downtown nella carretera Barcelo e a Los Cabos nella Bassa California.

I biglietti sono di due tipi: Regular e Gold Member. Il primo costa 60 dollari a Playa del Carmen e a Punta Cana mentre 70 a Cancun. Comprende l’open bar e l’entrata senza fare fila all’ingresso.

Il biglietto Gold Member costa  dai 130 ai 140 dollari e prevede oltre all’open bar e all’entrata diretta, il posto e bevande aggiuntive in omaggio.

Se si vogliono riservare i tavolini si può arrivare a pagare fino a 1000 dollari a serata. I prezzi sono indicativi e aumentano durante il fine settimana di circa 5 o 10 dollari.

 

 

I prezzi sono variabili da location a periodo dell’anno ma se vuoi acquistarli in anticipo a un prezzo più o meno stabile ti consiglio di farlo qui:

 

Se non ti interessa la movida in Messico puoi visitare i cenotes o fare un corso di yoga:

 

La Riviera Maya offre paesaggi che lasciano a bocca aperta: le piramidi Maya, acque cristalline, natura selvaggia, movida notturna e i cenotes.

 

I Cenotes messicani

 

I Cenotes sono delle grotte o semplicemente dei buchi che al loro interno contengono un misto di acqua dolce e salata, piante acquatiche e pesci.

Si sono formate durante il periodo delle glaciazioni pleistoceniche quando porzioni di terra sono collassate su se stesse dando vita a laghetti naturali. Il risultato è un perfetto connubio tra natura e architettura che crea spazi incredibili in ambienti reconditi.

Nuotare tra le acque di uno dei Cenotes messicani regala un’esperienza unica e indimenticabile. La temperatura fredda abbinata al calore dell’esterno dona piacevoli sensazioni di beatitudine e benessere.

Per raggiungere un cenote bisogna camminare nella natura incontaminata o affittare qualche mezzo di trasporto.

 

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I Cenotes nello Yucatán

 

Da Mérida fino al Belize si trovano Cenotes che presentano caratteristiche particolari differenziandosi gli uni dagli altri. Per esempio a Mérida troviamo i 3 Cenotes di Cuzamá che si raggiungono dopo una corsa in trenino, trainato da cavalli, nella selvatica vegetazione tra spontanee piante di sisal.

A Playa del Carmen, lontano dagli hotel della 5a Avenida, si trova un Cenote che si affianca al mare. Di una bellezza impressionante, è frequentato da famiglie messicane.

Da una parte, acqua salata e dolci onde, dall’altra acqua fresca e insenature, si tengono a debita distanza da una sottilissima striscia di sabbia dorata.

Sulla strada, invece, che da Playa del Carmen porta a Tulum troviamo i più famosi e frequentati cenotes messicani: quelli all’interno dei parchi tematici di Xel-ha e Xcaret e i solitari Cenote Dos Ojos, Azul, Labnaha, Dream Gate, Bat Cave, Nic Te Ha e molti altri ancora.

L’entrata costa all’incirca 100 pesos e si può rimanere per tutto il tempo che si desidera. Ma il consiglio che vi do è quello di andarsene prima delle cinque, ora in cui iniziano a banchettare le zanzare.

Vicino alla piramide di Chichen Itzá e a Valladolid si nuota tra le acque dei Cenotes assaliti dai gruppi di turisti di passaggio. A Coba ruines altri 3 Cenotes ci aspettano: Multun-Ha, Chucha e Tankah-Ha.

 

In altri luoghi dello Yucatán si nascondono Cenotes da scoprire perché nascosti gelosamente dalle piante. Ma già visitare i Cenotes messicani che la natura ci ha regalato è un dono dal valore inestimabile che spero anche tu possa vivere.