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Le 5 ciclabili di Montagnana sono degli itinerari panoramici per scoprire la zona del basso veronese, il vicentino e il padovano. Un paesaggio in continua evoluzione che passa attraverso la campagna, le terme e i magnifici colli euganei.

Possiamo dividerle in 5 percorsi che interessano i segmenti:

  1. Montagnana – Mantova
  2. Anello delle città murate
  3. Montagnana, Bevilacqua, San Salvaro, Merlara e Casale di Scodosia
  4. Bassa Padovana
  5. Verona

 

 

Arrivare a Mantova

 

Il percorso ha una lunghezza di circa 71 chilometri (quasi come quello da San Candido a Lienz) e impegna per circa 5 ore solo l’andata. Al ritorno è possibile prendere un treno controllando però se c’è la possibilità di caricare bici.

Il terreno è quasi tutto asfaltato, si attraversano caratteristici borghi dove la campagna regna sovrana e si possono ammirare le coltivazioni che variano in base al periodo come il radicchio, le mele o i filari di vite.

Il tracciato è consigliato anche ai bambini anche se la lunghezza è notevole. Meglio approfittare facendo delle pause/visite o dividere il percorso in almeno due giorni.

 

Anello delle città murate

 

La lunghezza di questo tracciato è di circa 66 chilometri in un terreno misto asfaltato e sterrato. Richiede 4 ore e mezza di impegno fisico per attraversare l’anello dei colli Euganei, la meravigliosa città di Este con il suo castello, il Bosco del Palù e il monastero di San Salvaro.

Non manca all’interno dell’itinerario la veduta del castello di Bevilacqua, uno degli edifici più sfarzosi presenti in zona. Si attraverseranno gli argini dei fiumi Frassine e Fratte grazie all’ausilio di diversi ponti.

L’unica pecca del percorso è la scarsa manutenzione e la poca segnaletica che possono causare qualche difficoltà ai ciclisti. Non è consigliata ai bambini se non opportunamente allenati.

 

5 ciclabili di montagnana in compagnia di amici

 

Da Montagnana a Casale di Scodosia

 

Si parte dal centro di Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia, seguendo un itinerario di circa 2 ore che andranno a coprire una distanza di 31 chilometri.

Consiglio di fare una breve sosta alla partenza per visitare la città murata di Montagnana, le informazioni le puoi trovare qui, ammirando i merletti delle sue mura difensive.

Dal centro si prosegue per il borgo san Marco in direzione Bevilacqua, seguendo l’argine del fiume Fratta. Si continua a San Salvaro avendo così la possibilità di scorgere il monastero camaldolese.

Infine, si attraversano i comuni di Merlara e Casale di Scodosia per poi ritornare all’interno delle mura di Montagnana. Il tracciato è sia sterrato che asfaltato e non è adatto ai più piccoli.

 

veduta dall'esterno del borgo di montagnana

 

La Bassa Padovana

 

Più di 70 chilometri di tracciato misto per visitare la zona che da Este raggiunge Montagnana e viceversa, attraversando in parte l’anello dei colli Euganei.

Si attraversano i luoghi della storia romana e rinascimentale e la natura tipica dei rinomati colli padovani con le sue benefiche terme. La lunghezza del percorso è paragonabile a quella della ciclabile del Brenta con gli stessi livelli di saliscendi continui. 

Ovviamente il paesaggio è differente e non richiama continuamente i riferimenti montani come in quello del Brenta. Qui la campagna con le sue piantagioni di soia, granoturco e frumento fanno da cornice e occultano gli argini e i canali che fungono da irrigazione.

Case contadine, oggi riportate a nuovo con dettagli architettonici frugali, nascondono allevamenti di bestiame senza eliminare però del tutto, l’inconfondibile odore.

 

Verona

 

Non poteva certo mancare fra le 5 ciclabili di Montagnana l’arrivo alla città scaligera per eccellenza, ossia Verona. Questo percorso di circa 63 chilometri si snoda attraverso un percorso sterrato e asfaltato per un tempo di circa 4 ore.

Si passerà attraverso la pista ciclabile di Albaredo d’Adige partendo da Porta Vicenza di Montagnana per arrivare fino alla rinomata piazza Brà dove si potrà ammirare l’arena sorseggiando un caffè.

Le città che si incontreranno oltre ad Albaredo saranno: 

  • Ronco all’Adige
  • Zevio
  • Molini

Infine, seguendo il naturale percorso del fiume Adige, arriveremo nel centro di Verona dove potremo soggiornare e utilizzare il secondo giorno per una visita alla città.

Se vuoi altri utili suggerimenti oltre alle 5 ciclabili di Montagnana clicca qui

 

 


Punto e Viaggio consiglia:

Il nostro tour bellunese sta per partire: preparati a visitare un concentrato di storia, natura e specialità enogastronomiche. Ci stiamo muovendo fra i confini del Trentino Alto Adige e il Veneto dove a essere protagoniste sono le pareti rocciose che cadono a strapiombo nel torrente Cismon.

Prima di abbarbicarci fra le strette e sinuose curve che salgono imperterrite verso la nostra prima metà attraversiamo un ponte in località Ponte Serra.

Qui possiamo fermarci e ammirare la cascata artificiale del Cismon costretto, suo malgrado, a scendere a picco per poi languire lungo il suo corso naturale costellato di sassi rotondi e muschiati. Un secondo ponte ci costringe alla salita ripida, autoritaria ma immagine di un viaggio particolare e inaspettato.

 

Sovramonte

 

Sto parlando dei piccoli borghi facenti parte del comune di Sovramonte come Sorriva, Zorzoi, Faller, Servo, Moline e Salzen per giungere al Passo di Croce d’Aune.

Dalla cima del Passo una lenta e inesorabile discesa che ci porterà a scoprire la destinazione finale del nostro tour bellunese.

Ho voluto portarti fin quassù per farti sospirare di fronte alla bellezza del paesaggio. Le montagne disegnano delle cornici che ben si adattano al colore vibrante del cielo, sebbene offuscate dal passaggio della tempesta Vaia.

Fra questi borghi antichi mani operose hanno dato vita a case, giardini e orti ricchi di fulgida vitalità che si estendono a ridisegnare i confini. A sovrastare l’ingegno dell’uomo delle opere guidate dallo spirito e dalla ricerca di una profonda introspezione.

Tre chiese di stampo montano si intravedono e quasi si salutano, dividendo così i fedeli in piccoli gruppi. La prima è la Chiesa di San Giorgio a Sorriva di Sovramonte che presenta all’interno degli affreschi di Giovanni di Francia, eseguiti intorno al 1460.

A lui sono susseguiti il pittore bassanese Andrea Nasocchio che nel 1514 decorò l’abside e Marco da Mel che dipinse nel 1538 la navata e una grande tavola rappresentante la Madonna con il bambino ubicata nell’altare maggiore.

Adagiata sul punto più alto della collina permette di vedere dall’altra parte la cittadina di Lamon famosa per il suo fagiolo DOP.

La seconda si trova nel comune di Zorzoi ed è la Chiesa della Beata Vergine del Rosario di Pompei dove si tiene nella terza domenica di dicembre il concerto a tre campane. La si può vedere dalla chiesa di san Giorgio perché si erge seguendo via Sorriva.

L’ultima, la chiesa di Santa Maria Assunta, si trova a Servo ed è considerata la più importante fra le chiese feltrine. Porta anch’essa all’interno dipinti di Giovanni di Francia e Marco da Mel. 

A questi si aggiungono affreschi di Giovanni da Mel (fratello di Marco), Francesco Frigimelica e altri di autori ignoti, suddivisi fra le navate e i cinque altari presenti. 

Terminata la visita alle chiese si sale fino a raggiungere la vetta di Passo Croce d’Aune appena sopra i 1000 metri per poi ridiscendere nell’altro versante montano.

 

Chiesa di San Giorgio a Sorriva

 

Pedavena

 

La tappa finale del tour bellunese è la famosa Birreria Pedavena dove si possono sorseggiare le birre artigianali più gustose del Veneto e assaggiare i piatti tipici del luogo come il “Pastin” e il formaggio “Schiz“.

Dovrai assolutamente rprovare la “Birra del Centenario” filtrata e non pastorizzata dal sapore leggero e rinfrescante mentre assaggi i piatti della tradizione veneta.

Il Pastin è una specie di hamburger di carne di manzo o di maiale arricchito di sale, pepe e spezie mentre lo Schiz è un formaggio fresco cotto alla piastra che nasce dalla cagliata del latte appena munto.

La Birreria è una delle più grandi d’Italia ed è suddivisa in sale interne, esterne e un grande parco con animali, dove gustare gli stessi prodotti presenti nel locale principale.

Nel parco si possono ammirare sia animali da cortile che animali più selvatici come i cervi. Nell’ultimo periodo è stato iniziato un progetto che vede la creazione di un giardino del luppolo dove si può riconoscere la pianta che da vita alla speciale birra prodotta in fabbrica. 

La fabbrica è solitamente visitabile previa prenotazione tranne in questo periodo in cui le visite sono momentaneamente sospese causa prevenzione al Covid-19.

 

Grazie al tour bellunese gli occhi si sono sfamati di bellezza così pure la pancia di bontà… Pensi anche tu come me che la provincia di Belluno sia speciale? 

 

Pastin e Schiz

 


Punto e Viaggio consiglia:

Che ne pensi quest’estate di fare un curioso coast to coast veneziano per scoprire tutte le località marittime in Veneto? Partiremo da Bibione fino ad arrivare al Delta del Po, passando attraverso la laguna e i suoi panorami mozzafiato. Sei pronto a salpare?

Bibione

 

Bibione è una frazione di San Michele al Tagliamento e si contraddistingue per la sua sabbia dorata, la sua vivacità e attenzione per l’ambiente. Più volte, infatti, è stata insignita della Bandiera Blu.

Il riconoscimento è riservato alle località balneari che si adoperano alla pulizia delle spiagge, a creare un interessante ventaglio culturale e a rendere le strutture orientate al cliente. 

È divisa in quattro zone:

  • i due lidi: Lido dei Pini e Lido del Sole;
  • la spiaggia
  • la Pineda.

La sua conformazione ha permesso la creazione di numerose piste ciclabili, facendo così la felicità di tanti sportivi che a fine percorso possono decidere di rilassarsi alle terme. 

Ebbene sì, a Bibione ci sono anche le terme. Sono specifiche per la fangobalneoterapia, per le riabilitazioni, soprattutto vascolari, e le cure inalatorie. Cosa si può volere di più?

Caorle

 

La città di Caorle si affaccia sul mar Adriatico a nord est della laguna veneta tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene. È molto amata per il suo centro storico: un gioiellino di arte veneziana ricca di colori e di contrasti cromatici.

La sua particolarità la deve alle sue chiese. Il santuario della Madonna dell’Angelo collocato in prossimità della spiaggia e il Duomo di Caorle in centro città. Dalle mura del santuario  si può vedere la curvatura naturale della spiaggia estendersi da nord a sud e ammirare l’immensità del mare.

Il Duomo, in piazza Vescovado, è risalente all’anno 1038 e, accanto, sorge un campanile a forma cilindrica pendente, proprio come quello di Pisa!

La spiaggia si divide in due zone: Levante e Ponente. Per orientarti sappi che quella a levante è la più vicina al santuario.

Dalla spiaggia di Ponente seguendo a ritroso il corso del fiume Lemene all’interno del canale Nicesolo nasce un sentiero dal fascino ancestrale. Si tratta del “Sentiero dei Casoni” ovvero le antiche abitazioni dei pescatori di Caorle in paglia e legno.

Le strutture sono alquanto particolari e offrono un salto nel passato veneto quasi, oramai, dimenticato. Il sentiero è percorribile sia in bicicletta che a piedi.

 

Santuario Madonna dell'Angelo a Caorle

 

Porto Santa Margherita e Duna Verde

 

La località si trova dalla parte opposta dello sbocco del fiume Livenza a Caorle. È una zona meno frequentata e perciò più tranquilla, dedicata esclusivamente ai vacanzieri estivi in cerca di sole, spiaggia e mare.

La Duna verde è un altro tratto di costa adriatica fra Caorle ed Eraclea con una spiaggia attrezzata e una libera, e un campeggio immerso nel verde frequentato prevalentemente da turisti stranieri.

 

Porto santa Margherita e Duna Verde

 

Eraclea Mare

 

La città di Eraclea dista circa 10 chilometri da Eraclea Mare e la sua spiaggia termina allo sbocco artificiale del fiume Piave. A causa di uno straripamento avvenuto nel 1935 l’estuario del fiume ha cambiato posizione lasciando al suo posto la “Laguna del Mort”.

Una lingua di terra e acqua che ha dato vita a un’ecosistema di straordinaria bellezza popolata da vari tipi di animali e piante. Il sentiero è percorribile sia a piedi che in bicicletta. L’importante è rispettare il silenzio della natura e degli uccelli migratori che vengono qui a riposare o a nidificare.

 

Margherita a Eraclea Mare

 

Lido di Jesolo e Jesolo

 

Subito dopo lo sbocco del Piave ci ritroviamo nella località turistica più in voga del Veneto: Jesolo. La destinazione è la preferita dai giovani grazie alla presenza di locali notturni e discoteche ma anche di parchi acquatici e chiringuiti vari.

È il regno della movida veneta adatto a chi la sera vuole uscire per locali e rientrare la mattina presto!

Il lido di Jesolo, invece, è più indicato per chi cerca i villaggi turistici con tutti gli optional inclusi che permettono di rimanere per l’intera vacanza nello stesso ambiente senza doversi continuamente spostare.

 

Feste in spiaggia a Jesolo

 

Cavallino e Punta Sabbioni

 

Quando si arriva al punto in cui giunge il fiume Sile è il momento di abbandonare Jesolo e partire alla scoperta di Cavallino. Benché piccola, Cavallino Tre Porti ha moltissimo da offrire, soprattutto agli appassionati dell’outdoor.

Non a caso si è classificata come la sesta località più visitata in Italia! 

Amatissima dai turisti stranieri per il suo ventaglio di possibilità sportive fra cui sentieri a piedi o in bici, pesca e navigazione in barca elettrica. A queste attività si aggiungono alcuni percorsi storico-culturali, visita della città e del percorso di stazionamento delle barche. 

Punta Sabbioni è circondata da pini marittimi che diffondono le loro essenze nell’aria mescolandosi al potere curativo dello iodio. È anche la zona che divide il mare dalla laguna e sede del più grande campeggio d’Italia, il famoso camping “Marina di Venezia”.

 

Faro Cavallino nel coast to coast veneziano

 

Venezia e la laguna

 

In questo coast to coast veneziano non mi dilungherò troppo a parlarti di Venezia. Troppe informazioni ci sarebbero da scrivere mentre per quanto riguarda le isole della laguna ne ho già parlato approfonditamente in diversi articoli.

Per tua comodità metto i link di seguito così puoi conoscere anche le isole lagunari che spesso vengono saltate:

 

in barca in laguna in direzione di torcello burano e san francesco del deserto

 

Chioggia e Sottomarina

 

Un’altra meta molto amata dal turismo nostrano è Sottomarina. Separata da un ponte mobile si trova la città di Chioggia, considerata la sorella di Venezia.

A Chioggia si va per acquistare il pesce fresco che poi viene distribuito in tutto il Veneto mentre a Sottomarina si va per abbronzarsi e rilassarsi sotto un ombrellone.

La spiaggia è suddivisa in attrezzata e libera e termina con la diga che permette una bellissima passeggiata fino a raggiungere il faro. Lungo il percorso ci si può fermare a mangiare nei trabucchi riconvertiti in ristoranti e gustare del pesce fresco, appena pescato, ascoltando il dolce dondolio dell’acqua salata.

Puoi trovare l’articolo completo qui: Chioggia e Sottomarina.

 

Trabucco a Sottomarina

 

Rosolina Mare

 

Rosolina mare è una zona marittima piuttosto particolare perché si trova a ridosso del delta del Po. Non è rinomata come le altre località marittime in Veneto e diciamo che spesso è dimenticata nel coast to coast veneziano.

Ma è un peccato perché proprio grazie alla vicinanza con il delta può vantare un paesaggio ricco e particolare. L’isola di Albarella, facente parte di Rosolina Mare e lunga circa 5 chilometri, è un’oasi naturalistica di inestimabile valore popolata da animali di passaggio e insetti lacustri.

Il Giardino Litoraneo Botanico di Porto Caleri cerca di preservare, invece, le diversità floristiche della zona come lo zigolo, lo sparto pungente, l’eringio, eccetera.

 

Airone a Rosolina Mare nel coast to coast veneziano

 

Delta del Po

 

Il Parco Regionale Delta del Po fa parte della biosfera dell’Unesco ed è un ambiente tutelato e protetto. Permette di immergersi nella natura selvatica dove l’acqua e la terra si dividono gli spazi e danno vita a biodiversità sorprendenti.

All’interno del parco è possibile girare in bici, in barca o a piedi e incontrare così moltissime razze di uccelli diversi, ascoltare il canto delle rane o scappare dalle zanzare!

Attraverso i rami fluviali si possono incontrare diverse varietà di piante acquatiche e lacustri utili a preservare il delicato ecosistema della zona. Fra le spiagge attrezzate troviamo quella di Barricata e Boccasette oltre alla già citata Rosolina Mare.

Un modo diverso per vivere la spiaggia dove si possono alternare giornate prettamente marittime a quelle votate alla scoperta di paesaggi unici e incontaminati. Il termine perfetto per un coast to coast veneziano indimenticabile!

Visita il sito del Parco a questo link

Se hai una domenica libera sfruttala per fare una visita al giardino vegetazionale Astego di Pieve del Grappa: sarà un’esperienza unica!

Si tratta di un luogo adatto a tutti dove scoprire le colture tipiche del territorio e la flora locale divisa per alture. La campagna con i suoi fiori, i cereali e le piante da frutto, salendo nella pedemontana per arrivare agli ambienti tipicamente montani.

 

 

Come si raggiunge?

 

La cittadina di Crespano del Grappa da qualche anno si è unita a Paderno del Grappa dando vita alla nuova comunità chiamata Pieve del Grappa. Qui si trova il giardino e per visitarlo dovrai attendere la domenica, giorno di mercato.

Alla fine dell’articolo ti lascio le indicazioni date da Google Maps per trovare le coordinate corrette al fine di raggiungere e visitare il giardino vegetazionale Astego. 

Si trova, comunque, in un’area conosciuta come il “Castegner de a Madoneta” dove ogni anno si tiene la festa degli alpini del gruppo di Crespano del Grappa.

La zona è bellissima in quanto si trova a un’altitudine di 450 metri, al riparo dalle fronde dei castagni, dei tigli, degli aceri e delle betulle. Tutto intorno sono posizionate comode panchine e tavolini dove fare picnic e delle fontane di acqua potabile.

Se cerchi un po’ di refrigerio dalla calura estiva questo posto è l’ideale ma dovrai venire presto perché la concorrenza per accaparrarsi un tavolo è piuttosto spietata!

 

Visita al giardino vegetazionale astego

 

Visita al giardino vegetazionale Astego

 

L’entrata è gratuita e al momento contingentata per un massimo di 60 persone alla volta. Non è necessario prenotare ma se prevedi di andare con un gruppo nutrito di persone ti consiglio di contattare i numeri a disposizione.

La visita entra subito nel vivo raccontando tramite pannelli esplicativi la morfologia, l’organizzazione e la struttura naturale della zona montana del monte Grappa. 

Per fare ciò si avvale di testimoni eloquenti come i tipici alberi, le erbacce e i fiori che si incontrano durante una passeggiata nel bosco. Saranno loro infatti a raccontarti, con la loro vivace energia, la vera vita selvatica. 

Come da prassi, la flora si accompagna alla fauna, ovvero agli animali che condividono con loro lo stesso territorio. Il giardino è pertanto popolato da api, vespe, libellule, girini, merli, ragni, eccetera.

L’area è suddivisa in diversi terrazzamenti costituiti da faggeti, uliveti, pinete, roseti e così via. Non mancano poi aree più particolari come un intrigante percorso sensoriale da fare esclusivamente a piedi nudi, un labirinto e un percorso sui tronchi per i più piccoli.

Conoscerai “Berenice il castagno felice” e una meravigliosa pianta di tiglio con i rami che toccano terra e un varco che permette un’entrata suggestiva fra le sue fronde.

Sotto ad esse una panchina, per entrare ancora più in connessione con la sua energia vitale, mentre timidi raggi di sole cercano di penetrare il fogliame.

Le distese di lavanda e di girasoli sono fra le più fotografate ma attirano l’attenzione anche i cespugli di caprifoglio corredati da minacciosi cartelli che ne indicano la tossicità.

La visita termina con uno spazio dedicato al mondo dei funghi e ai suoi segreti. Sembrerà quasi etereo l’ultimo passaggio, dopo aver superato gorgoglianti stagni, ruscelli e laghetti per penetrare nel silenzio del bosco.

La varietà di alberi presenti consentono un viaggio a 360 gradi nelle zone che si estendono lungo le pendici del monte Grappa e uno sguardo ravvicinato sulla natura selvatica.

 

 

 

Ulteriori informazioni

 

Sentieri

Una volta terminata la visita, se non sei ancora stanco, puoi proseguire facendo delle piacevoli e intense passeggiate.

La meno impegnativa è quella che va in direzione della pizzeria “Piere rosse” attraverso un percorso costellato da castagni centenari. Il sentiero è segnalato e fruibile a tutti.

Un secondo sentiero porta a seguire il percorso del fiume Muson e Lastego e fa parte del “Sentiero degli Ezzelini”. Se lo si percorre per intero, attraverso i suoi 50 chilometri, si raggiunge la città di Padova.

Il percorso è frequentato da ciclisti ma anche da pellegrini che vogliono spingersi fino alla basilica di Sant’Antonio da Padova per rendere omaggio al Santo. 

Il terzo, l’ho lasciato per ultimo perché è il più impegnativo e sale alle pendici del monte Grappa e porta a visitare il Sacrario Militare. Lungo il cammino è possibile vedere gruppi di camosci, caprioli e cervi che pascolano liberi nei prati montani.

 

Farfalla in visita al giardino vegetazionale astego

 

Recapiti

Il giardino ha una pagina Facebook attiva dove trovare i riferimenti telefonici per contattare i volontari che si occupano dell’organizzazione o richiedere informazioni.

  • Numero di cellulare: 348 822 8947 
  • Telefono fisso: 0423 930226

Come ti ho precedentemente anticipato il giardino è aperto solo la domenica per un massimo di 60 persone alla volta con i seguenti orari:

  • Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 16.00

Puoi fare la visita al giardino vegetazionale Astego durante la stagione primaverile ed estiva. In autunno e in inverno il giardino rimane chiuso.

Per raggiungere il parco segui queste coordinate e imposta la partenza in base alle tue esigenze sul navigatore. Ti sarà facile trovare la via Valderoa che si trova al lato opposto del cimitero paesano ed è ben segnalata da cartelli in legno.

Pronto/a a organizzare un’escursione a Brent de l’Art a Belluno o meglio a Sant’Antonio Tortal, frazione di Trichiana nella Valbelluna?

Nascosto fra le montagne si è formato un canyon a seguito dello scorrere impetuoso delle acque del torrente Art. Nel corso di millenni ha eroso la roccia fino a trasformarla in qualcosa di magico ed esotico.

Appena lo sguardo si apre davanti alla scarpata erosiva di roccia argillosa, la mente vola verso contesti americani veduti troppe volte nei film. Eppure siamo in provincia di Belluno e i fenomeni carsici avvengono anche qui.

 

 

Raggiungere Sant’Antonio Tortal

 

Si parte da Trichiana, in provincia di Belluno e si seguono le indicazioni che ho trascritto al termine dell’articolo. Ti consiglio di lasciare la macchina nei parcheggi non appena raggiungi il piccolo borgo perché poi la strada diventa forestale e i campi attigui sono destinati allo sfalcio dell’erba.

Oppure puoi raggiungere il paese da Treviso superando i borghi fra i più belli d’Italia di Follina e Cison di Valmarino e salendo impietosamente verso il passo di San Boldo.

Seguendo questa direzione ti ritroverai a fare un percorso ad alto tasso adrenalinico fra costoni di roccia che scendono a picco nella valle, gallerie create a ridosso dei tornanti, motociclisti spericolati o impavidi ciclisti.

E se la fortuna ha deciso di stare dalla tua parte, potresti ritrovarti nel bel mezzo della transumanza, attendendo il lento discendere delle pecore e dei suoi guardiani.

Arriverai sulla sommità del passo dove ad attenderti ci sarà l’Osteria La Muda, la più Antica del Veneto, orgogliosa del suo titolo in vita dal lontano 1470.

Sia che tu arrivi da Belluno o da Treviso una fermata è d’obbligo ma ricordati di prenotare in anticipo per riuscire ad avere un posto garantito e assicurato. Il giovedì si preparano gli gnocchi!

 

Piscine naturali a Brent de l'art a Belluno

 

Passeggiata fra betulle e torrenti

 

Ritornando all’escursione a Brent de l’Art a Belluno, ti consiglio di indossare degli scarponcini da trekking per non scivolare qualora il terreno si presentasse umido. In ogni caso mantengono più stabile il piede e ti assicurano contro le cadute. 

Puoi portare con te il cane, proprio come ho fatto io con Pepe, il quale si è divertito un mondo a correre fra le rocce che costeggiano il torrente. L’unica accortezza che dovrai avere è quella di usare un antiparassitario contro le zecche che si presentano numerose e agguerrite in tutto il bellunese. 

I passeggini, invece, sono sconsigliati perché in certi punti il sentiero è fin troppo ripido, mentre in altri tratti è piuttosto sassoso risultando quindi difficoltoso manovrare il mezzo.

Per il resto, potrai godere di un percorso ad anello breve e mediamente impegnativo di solo 6 chilometri. Puoi partire seguendo la strada asfaltata, poi in ghiaia e scendere direttamente ai canyon oppure attraverso le case scegliendo il sentiero al contrario.

 

 

Qual è il migliore?

Io ho fatto il primo  visitando subito le particolari formazioni rocciose per poi attraversare il bosco e compiere il tragitto completo in un tranquillo sali e scendi.

Il panorama è meraviglioso e variegato. Si passa dal bosco dove la luce entra a fatica facendosi largo fra le foglie fino ad arrivare ai prati fioriti dove sbocciano i selvatici e profumati gigli di San Giovanni. 

Sarai sempre accompagnato dal dolce rumoreggiare dell’acqua e ogni tanto una casara, abbandonata e non, farà la sua comparsa per ricordarti l’imminente arrivo in paese. Saluta il genius loci selvatico del luogo e ringrazialo per l’accoglienza!

 


Informazioni utili:

Mappa da Treviso e da Belluno;

Osteria La Muda.


 

 

Altre escursioni nella Valbelluna:

È bastato un giorno al mare fra Chioggia e Sottomarina per ricaricare le energie assopite dal lockdown e ritrovare subito l’entusiasmo. Respirare lo iodio, lasciare che il luccichio del sole sulla superficie del mare mi abbagliasse, mentre i piedi affondavano dolcemente sulla sabbia.

E ancora farmi accarezzare dal vento e abbronzare dal sole: tanto è bastato per proiettarmi verso l’estate. Una stagione alquanto particolare, partita in sordina per esplodere in tutta la sua forza. Tale e quale il mio desiderio di spensieratezza ritornato prepotentemente a farsi notare.

 

Casa a Chioggia

Tipica abitazione fra Chioggia e Sottomarina

 

Un giorno fra Chioggia e Sottomarina

 

Se anche tu, come me, non vivi nella provincia di Venezia dovrai affidarti ai mezzi pubblici o alla macchina per arrivare a destinazione. Per vedere il percorso in macchina ti basterà utilizzare un navigatore o un’applicazione come Google Maps o MapsMe.

 

Una raccolta di applicazioni utili per chi ama viaggiare in macchina le trovi a questo link

 

Con i mezzi pubblici, invece, puoi scegliere due varianti: una pratica e una più avventurosa. La prima consiste nel prendere la corriera che da Padova porta direttamente a Sottomarina.

La trovi alla stazione delle corriere di Padova alla fermata numero 4 con orari che variano ogni mezz’ora circa. La prima corsa parte alle 6.30, la seconda alle 7.00 e così via fino ad arrivare all’ultima delle 20.40.

Io sono partita in treno da Bassano del Grappa e sono arrivata alla stazione di Padova alle 7.45. Da lì ho preso la corriera delle 8.00 e ho scoperto, con mia immensa gioia, che la corsa scende solo alla fermata di Piove di Sacco compiendo l’intero percorso in un’ora e un quarto.

Ciò significa che si ha tutta la giornata a disposizione per godere appieno i benefici del mare! Il prezzo dei biglietti di andata e ritorno è stato un totale di 10,40€, ossia 5,20€ a tratta.

L’altra variante è quella di raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia e raggiungere Chioggia con i traghetti. Prima si prende il traghetto che va in direzione Lido di Venezia, poi si prende la corriera che va a Pellestrina e, infine, si prende l’ultimo traghetto che termina a Chioggia.

Grazie a questo escamotage hai la possibilità di visitare tre isole lagunari nello stesso giorno apprezzando la varietà di paesaggio e di stile architettonico. 

Se possiedi la carta Venezia la spesa sarà di 1,50€ a singola tratta per un totale di 4,50€. Per andata e ritorno si spendono un totale di 9€. Senza la carta Venezia ti conviene fare il biglietto per l’ACTV di 20€ valido tutto il giorno.

Il percorso richiede 3 ore di viaggio per l’andata e altrettanto per il ritorno. Quindi se vuoi spendere più tempo a Chioggia e Sottomarina questa non è la soluzione più ottimale.

E in treno è fattibile?

Da Bassano non c’erano alternative valide per cui l’ho escluso ma ti voglio svelare come ho fatto a scovare le soluzioni di viaggio: ho utilizzato un sito che uso anche all’estero e che si chiama Rome 2 Rio. Ne ho parlato più approfonditamente in questo articolo.

 

mercato del pesce chioggia

Al mercato del pesce a Chioggia

 

Cosa vedere a Chioggia

 

Innanzitutto vorrei consigliarti di visitare Chioggia il giovedì quando prende vita il mercato settimanale con il suo famosissimo mercato del pesce. Puoi vedere chi popola il mar Adriatico e gustare la freschezza dei molluschi appena pescati.

Orate, branzini, seppie, gamberoni fanno bella vista sulle bancherelle mentre qualche gabbiano si aggira furtivo brontolando, con la speranza di guadagnarsi qualcosa da mangiare!

La simpatia dei venditori che invitano ad acquistare dandoti anche dei meravigliosi consigli culinari è divampante e sarà impossibile uscire senza aver riempito il sacchetto della spesa. Portati anche una borsa frigo per tenere in fresco il più possibile il pesce!

La città, all’esterno, si anima di turisti e locali che scendono in piazzetta per acquistare i prodotti alimentari ma anche per fare un po’ di shopping, bere uno spritz o incontrarsi con gli amici.

Chioggia è una piccola Venezia incastonata in un contesto senza tempo con continui richiami architettonici, ponti, barche e locali che richiamano la sorella maggiore.

La via principale è Corso del Popolo e seguendolo puoi salire al campanile di Sant’Andrea e godere della terrazza panoramica con vista sull’intera laguna. Puoi perderti nella flânerie abbandonando i pensieri disturbanti.

Preferisci visitare chiese e musei?

Nonostante la città non sia molto estesa ha un varietà culturale davvero notevole. I punti turistici da visitare sono:

  • Museo dell’orologio all’interno del campanile di sant’Andrea;
  • Giuseppe Olivi: museo di zoologia adriatica a Palazzo Grassi;
  • Chiesa di San Giacomo in corso del Popolo;
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo della città;
  • Refugium Peccatorum, dove i condannati pregavano per la loro anima prima dell’esecuzione.

 

Cartina di chioggia

 

Cosa vedere a Sottomarina

 

Sottomarina è la zona degli stabilimenti balneari dove ci si rilassa in spiaggia con una lettura, un tuffo e un gelato. È la zona della movida veneziana estiva dove si balla in spiaggia nello stabilimento di Cayo Blanco, in località san Felice. Però è anche una zona tranquilla dove si può pranzare su un ristorante a ridosso della diga, chiamato trabucco, in prossimità del faro.

La passeggiata nella frazione di san Felice permette inoltre di vedere il Forte san Felice nell’omonima isola oppure lo sbocco del Brenta e del Bacchiglione in direzione opposta al faro.

 

Diga verso il faro

Diga verso il faro

 

Da non perdere

Secondo il Genius Loci di Chioggia e Sottomarina che ci tiene molto ad accogliere i turisti, è un gran piacione anche se appare scostante, non dovrai assolutamente perdere:

  • il pandolce chioggiotto (una delizia con il ripieno di crema alla nocciola);
  • un bicchiere di spritz;
  • una frittura di pesce, spaghettata di pesce o pesce al forno acquistato al mercato;
  • una lunga passeggiata a Sottomarina con visita al faro;
  • ascoltare in sottofondo una hit dei Radiosboro;
  • un bagno ristoratore e, infine, relax sul lettino.

Una volta compiuto questi 5 passaggi potrai sentire le energie e la vivacità invadere il tuo corpo e tornando vorrai consigliare a tutti i tuoi amici di trascorrere un giorno a Chioggia e Sottomarina!

A me è venuta voglia di farlo con te, vorrà pur dire qualcosa, no? 😉

 

Ristorante nella diga

Ristorante di pesce nella passeggiata per raggiungere il faro

 

Ti lascio gli ultimi indirizzi per organizzare il viaggio:

L’altro giorno mi sono regalata una passeggiata invernale a Innsbruck e prima di andarmene ho festeggiato la gita con un Glünwein. Cosa ho visto? Speravo di ammirare i mercatini di Natale ma ho scoperto che finiscono il 23 dicembre e vengono tolti pure quasi tutti i festoni e le luci entro il 26. 

Rimangono solo ad adornare le varie piazze poche casette natalizie che vendono prodotti artigianali, cibo da strada e, ovviamente, il famoso Glünwein.

Il Glünwein altro non sarebbe che vin brulé con la variante del vino bianco, varie spezie profumate a insaporire in modo caratteristico la bevanda e il calore che inevitabilmente genera nel corpo e nello spirito.

Come arrivare a Innsbruck

 

AUTO

Io ci sono andata in auto in compagnia di amici, attraversando il famoso ponte d’Europa (il più alto in Europa) dal Brennero, spendendo un totale di 19€ andata e ritorno.

La vignetta permette, invece, di guidare nelle autostrade austriache a un costo di 9,20€ ma se si entra a Innsbruck sud non serve l’acquisto di quest’ultima.

Maggiori dettagli sulla vignetta austriaca li trovi a questo indirizzo: Pedaggio Autostradale Austria.

I parcheggi sono alquanto cari e si va da un minimo di 1,30€ ogni mezz’ora, a 2,60€ all’ora, per finire con 18€ il giornaliero mentre le tariffe notturne sono leggermente più basse. Il prezzo è uguale per tutti i parcheggi.

 

TRENO

Vicino al centro si trova anche la stazione ferroviaria denominata Innsbruck Hauptbahnhof da cui partono e arrivano i treni in direzione Germania, Svizzera, Italia e tutta l’Austria.

Dalla stazione si accede con una passeggiata di 10 minuti al centro città, nelle piazze principali da cui si iniziano a intravvedere i primi bagliori di arte gotica e barocca tipica dell’Austria.

Potresti anche vedere le tratte del Flixbus per Innsbruck, la stazione di partenza e di fermata è a Südbahnstraße nei pressi della stazione di benzina DISKONT che si trova a due minuti dalla stazione ferroviaria.

 

arco di trionfo

 

Cosa vedere a Innsbruck

 

Se farai una semplice passeggiata invernale a Innsbruck come ho fatto io non avrai molto tempo per visitare in toto la città, potrai comunque vedere molte bellezze architettoniche che la caratterizzano.

Le più importanti sono le seguenti:

  • Tettuccio d’oro (Goldenes Dachl)
  • Il Duomo di San Giacomo (Dom zu Sankt Jakob)
  • Il Palazzo Imperiale (Hofburg)
  • La Chiesa di Corte dove si trova il cenotafio di Massimiliano I (Hofkirche)

A queste si devono aggiungere l’Arco di Trionfo e la Colonna di Sant’Anna posizionate nell’Altstadt, ossia il centro storico cittadino, l’Alpenzoo, lo zoo più alto in Europa, il Castello di Ambras e il Museo dei Swarovski.

Attorno invece è un dovere ammirare la vivacità del fiume Inn e i monti che la circondano: a nord i Monti del Karwendel, a sud il Patscherkofel e a ovest l’Altopiano di Mieming.

I musei da visitare sono in tutto 20 e ti consiglio di fermarti a recuperare informazioni su escursioni, orari, biglietti e Innsbruck Card presso l’Ufficio Informazioni posizionato in via Burggraben, 3.

 

Centro storico a Innsbruck

 

Mercatini di Natale mancati

 

La mia idea era quella di visitare i mercatini di Natale ma dato che erano già terminati ho optato per una visita più completa alla città. L’arco di Trionfo mi ha subito colpito perché mi ha dato una sensazione di antica magnificenza. 

Così mi sono andata a informare e ho scoperto che l’opera era stata costruita per il matrimonio del futuro imperatore Leopoldo II e serviva a immortalare la grandezza dell’impero asburgico.

Camminando per Maria-Theresien-Straße ho avuto modo di vedere le ultime casette di Natale rimaste ad adornare la piazza. Inoltre, ho visto l’entrata dell’Hard Rock Cafè, gli aerei che passano poco sopra gli edifici e le tinte pastello che colorano le abitazioni.

La fortuna ha voluto che comprendessi il motivo dei diversi colori: essi, infatti, servivano in passato per indicare i negozianti e i loro mestieri, identificandoli in base alla gradazione.

Si può vedere meglio la contrapposizione delle diverse colorazioni passeggiando lungo la riva destra del fiume Inn dove, nella parte opposta, sorge la città vecchia, degna rappresentatrice di quest’arte pittorica. 

Ma è raggiungendo Herzog-Friedrichstraβe che si accede all’attrazione principale di Innsbruck: il Tettuccio d’oro. Si tratta di una specie di balcone finestrato chiamato Erker ricoperto di 2.657 scandole di rame dorato che regala un effetto ottico di pura lucentezza.

 

Cosa sono le scandole?

Sono le tegole in legno come venivano fatte una volta

 

Il palazzo era di proprietà dei conti del Tirolo mentre oggi è diventato il museo Maximilianeum visitabile con o senza guida, dove viene illustrata la città in tutte le sue sfaccettature. 

Continuando a passeggiare in via Pfarrgasse si raggiunge la Dom Platz dove si può ammirare il Duomo di San Giacomo. Fu eretto tra il 1717 e il 1724 sopra le ceneri di un’altra chiesa del 1180, seguendo lo stile barocco. È dedicato a San Giacomo per ricordare il passaggio della via austriaca relativa al Cammino di Santiago de Compostela.

 

Duomo di San Giacomo

 

La passeggiata invernale a Innsbruck continua…

 

Continuando a fare della flânerie, esattamente dietro al Duomo, si trova il Palazzo Imperiale, conosciuto come Hofburg, sede della famiglia regnante e caratterizzato dal Salone dei Giganti, una stanza da ballo enorme che doveva contenere tutti gli invitati a corte. 

Qui si può fare la conoscenza del Genius Loci di Innsbruck, uno spirito che vive a metà strada fra l’aristocratico e il montanaro, miscelando irresistibilmente i due contrasti. 

L’Hofkirche è una chiesa in stile gotico che custodisce le spoglie di Massimiliano I di Austria protette da due imponenti statue in bronzo che catturano al primo sguardo. Si trova sulla via Burggraben e l’entrata costa attorno ai 7€.

E ancora…

Il Castello di Ambras è posizionato al fuori del centro cittadino ma è visitato per la sua bellezza rinascimentale ed è meravigliosamente contornato da un parco curato in ogni dettaglio.

Le opere pittoriche presenti sono di notevole valore e attraversano tutte le varie epoche storiche. Tra queste figura un quadro di Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come il Conte Dracula.

L’Alpenzoo è a nord della città e si può raggiungere in mezz’ora a piedi o in pochi minuti con la funicolare ma non essendo particolarmente amante degli zoo non ho ricercato informazioni su come visitarlo.

Tra l’altro passeggiando per le vie di Innsbruck ho assistito alla morte di un topolino a causa di un avvelenamento o di un malore, non so, mentre si contorceva e allungava le zampine come a richiedere aiuto.

Un topo è sempre un topo ma la scena è stata straziante e molte persone, come me, si sono fermate impotenti per lasciare un pensiero al povero topolino morente. 

Il Museo dei Swarovski si trova ancora più distante, nella cittadina di Wattens. Questo l’indirizzo esatto: Swarovski Kristallwelten, Kristallweltenstraße 1, 6112 Wattens, Austria.

In centro città puoi comunque visitare il negozio Swarovski con relativo museo e forse anche a te verrà voglia di tenere fra le mani quelle pietre luccicanti per percepire se posseggono dei poteri magici.

 

Musica consigliata: Tchaikovsky – Waltz of the Flowers

Lettura consigliata: I Buddenbrock – Thomas Mann

 


I giganti esistono davvero in Austria e vivono nascosti nei boschi. Scendono durante le feste natalizie per partecipare alla vita cittadina. Si mettono negli angoli della strada e rimangono per tutta la loro permanenza immobili e silenziosi. Sono altresì pronti ad accogliere con un sorriso i turisti che li guardano interessati e spaventati allo stesso tempo. I loro nomi sono Mathias, Elfodor, Grunge e Lyanette. Io li ho visti per le strade, in posa ad aspettare i turisti. La prossima volta porto loro il tuo saluto?

 


 

Vuoi sapere anche della Ciclabile San Candido-Lienz? Trovi tutte le info qui:

Sospirolo si trova in provincia di Belluno e fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: un luogo da visitare e conoscere.

L’origine del nome Sospirolo è da considerarsi parte integrante del monte Speron che svetta sopra il comune. I Sospiroi, infatti, erano gli abitanti conosciuti nella zona come “la gente che viveva nei casali sotto il monte Sperone”.

Ti confesserò che la prima volta che l’ho sentito io, invece, ho subito immaginato una donzella in attesa del suo amore, trascorrendo il tempo fra lacrime e sospiri. 

Sospirolo e le sue frazioni

 

Sospirolo è un comune che conta circa 3000 abitanti con un centro abitato che merita una piccola visita a partire dalla bellissima chiesa patronale dedicata al culto dei Santi Pietro e Paolo, istituita attorno all’anno 1100.

Nel corso dei secoli la stessa fu ampliata e ricostruita seguendo lo stile architettonico neogotico assai particolare in quella zona e consacrata dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto meglio conosciuto come il Papa Pio X.

La chiesa si trova in una posizione pianeggiante ed è contornata dal profilo bianco delle montagne; in lontananza si scorge il campanile, in posizione arretrata rispetto la chiesa, adiacente al cimitero comunale. 

La nota stonata di questo panorama da cartolina è un palo del telefono sistemato proprio di fianco al campanile. Impossibile fare delle foto senza che questo non sbuchi da qualche parte, un vero peccato!

 

 

Sentiero Dino Buzzanti e Girolamo Segato

Se dalla chiesa si scende in direzione cimitero si trova accanto al parcheggio il sentiero dedicato allo scrittore Dino Buzzati, un percorso ad anello che riporta in centro sulla destra della chiesa.

Il tragitto, ahimè, non è molto curato ma cela al suo interno un tiglio antico che conosce tutte le vicissitudini degli abitanti. Quante cose avrebbe da dire quella pianta se potesse parlare!

Inizierebbe sicuramente raccontandoci la vita del suo abitante più illustre, ossia il cartografo, egittologo e naturalista Girolamo Segato. Chi era costui?

Girolamo nacque all’interno della Certosa di Vedana (te ne parlerò fra un po’) e, all’età di 26 anni, partì in spedizione per l’Egitto. Si appassionò in particolar modo della tecnica della mummificazione.

Quando fece ritorno in Italia si trasferì a Firenze approfondendo gli studi già iniziati in Egitto sull’imbalsamazione. Fu così abile ad apprendere la tecnica da inventarne una parallela e originale che consisteva nella mineralizzazione o pietrificazione. 

Si tratta di un processo che distrugge la parte organica attraverso l’uso di agenti chimici. Tramite questo elaborato fu in grado di creare dei preparati che permettevano la conservazione dei tessuti in termini di consistenza, elasticità e colori.

Pensò di regalare un tavolo di carne pietrificata al Granduca di Toscana per ricevere in cambio una sorta di finanziamento alle sue ricerche. Il nobile, però, non vide l’oggetto come un qualcosa di valore ma anzi di diabolico, e lo tacciò di essersi impossessato della magia Egiziana. 

Segato fu protetto da papa Gregorio XVI che era un suo concittadino ma rimase profondamente colpito dall’accaduto. Decise di tenere per sé la formula segreta che permetteva il processo chimico e tutt’ora non si conoscono ancora i particolari. Un suo tavolo di lavoro è esposto alla Reggia di Caserta nella sala dell’Estate. 

 

Chiesa a Sospirolo

 

Le frazioni di Sospirolo sono:

  • Torbe
  • Mis
  • Gron
  • Pascoli
  • Maras
  • San Gottardo
  • San Zenon
  • Piz-Camolino
  • Oregne – Ai Casai – Campaz
  • Susin

 

Mis

Si tratta di piccole comunità  che nascondono bellezze a volte inaspettate, come il comune di Mis da cui prende il nome l’omonimo lago e che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Alimentato dal fiume Cordevole e da altri torrenti che scendono a picco sulla valle è riconosciuto per essere un luogo incantevole in cui ricaricare le energie a contatto con la natura più selvaggia.

Lo si può fare visitando i famosi Cadini del Brenton, la cascata della Soffia o intraprendendo i numerosi sentieri che portano direttamente all’interno del Parco delle Dolomiti. 

Se vuoi organizzare una gita qui ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto l’anno scorso corredato da tutte le informazioni utili:

Gron

La chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Gron a Sospirolo fu progettata dall’architetto armeno Ohannés Gurekian nel 1961. L’uomo nacque a Costantinopoli ma si trasferì in Italia e più precisamente ad Asolo in tenera età. 

I suoi studi verterono sull’ingegneria idraulica ma i suoi lavori si diressero per la maggior parte verso l’architettura. Innamoratosi perdutamente della zona dell’Agordino si stabilì a Frassené.

In queste zone scoprì l’alpinismo e le crode dolomitiche e si fece promotore della salvaguardia del territorio. Per questo, alla fine del secondo conflitto mondiale, fece ritorno nel bellunese e si dedicò alla ricostruzione dei piccoli abitati completamente distrutti dalla guerra.

Va ricordato, inoltre che fu l’ideatore della prima associazione Pro Loco d’Italiavolta a valorizzare le qualità naturali, culturali e architettoniche del territorio. 

 

Certosa di Vedana

 

San Gottardo

Nel comune di San Gottardo di Sospirolo a Masiere si trova l’affascinante Certosa di Vedana oggi chiusa al pubblico perché abitata dalle monache di clausura. Le sue origini sono molto antiche e risalgono all’Alto Medioevo.

Nacque come ospizio per poi essere acquisita dai padri certosini della regola di San Brunone che la trasformarono in luogo di contemplazione e di ricevimento dei viandanti. 

Successivamente divenne una fattoria e iniziò un lento declino strutturale fino a quando non fu ceduta alle monache di clausura provenienti dalla certosa di Riva di Pinerolo che la risistemarono. Attualmente è abitata dalle monache di clausura, un piccolo gruppo di religiose dedita alla preghiera ininterrotta al santissimo Sacramento.

La via degli ospizi

Dalla Certosa di Vedana parte il percorso conosciuto come la via degli ospizi che porta da Vedana alle miniere di Val Imperina, attraverso un tracciato lungo 20 chilometri. 

Si attraversa quindi i luoghi storici adibiti a ospizi come quello di Vedana appunto, di San Gottardo, di Candaten e di Agre seguendo la riva destra del fiume Cordevole.

I paesaggi che si incontrano lungo il cammino sono molto diversi fra loro e variano dal più selvaggio al più verdeggiante fra prati in fiore e terreni agricoli. La distanza però è notevole e va calcolato un giorno intero di cammino. 

 

 

Lago di Vedana

Appena prima di arrivare alla Certosa si trova sulla destra il lago di Vedana, uno specchio d’acqua formatosi naturalmente e considerato oggi come uno dei biotopi bellunesi di maggior rilevanza.  

Lo si può visitare attraverso un percorso ad anello ammirando le ninfee comuni che abbelliscono la superficie del lago e le sue piante le cui fronde scendono a toccare l’acqua.

La fauna presente è molto popolosa e spiccano gli uccelli come l’airone cenerino, la ghiandaia e il germano reale, come anche gli anfibi tipo la salamandra pezzata, la raganella e il tritone punteggiato.

Luogo dedicato alla pesca sportiva dove si possono incontrare trote, cavedani, carpe, pesci persico, eccetera. L’ultima menzione va agli anfibi tra cui i più comuni sono l’orbettino, la biscia dal collare e Colubro di Esculapio, tutti non velenosi!

Oltre alla passeggiata di mezz’ora intorno al lago si può fare il Percorso Natura delle Masiere dalla durata di 1 ora circa.

Si parte dal parcheggio del lago e si attraversano le frazioni di Torbe e Calmatte fino a raggiungere il Belvedere da cui si possono ammirare la valle del Cordevole, la catena Prealpina, la Certosa di Vedana e la chiesa di San Gottardo.

 


Cosa c’è ancora da vedere nel Bellunese secondo Punto e Viaggio:


 

*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Sospirolo mi ha colpito subito per il verde brillante dei suoi prati, il verde più scuro delle sue montagne e il profumo inebriante dei fiori dove ronzano felicemente api indaffarate. 

Potresti decidere di assaggiare un petalo. Alcuni fiori si possono mangiare, lo sai? Ma forse è meglio lasciarli alle api che sanno meglio di noi come rendere prezioso il loro nettare.

Mi sono dedicata un giorno alla flânerie con l’intento di tornarci ancora per terminare di visitare quegli angoli che ho trascurato, mentre il Genius Loci mi si è subito presentato come un essere determinato, diretto e indaffarato.

Porta nel suo cuore i ricordi dell’infanzia e dei suoi giochi nella natura, alla quale è profondamente legato. Sentirai anche tu la voglia di accarezzare l’erba o la corteccia di un albero, oppure ancora mettere i piedi nell’acqua gelida, per assicurarti la sua forza e assorbirne l’energia. 

Lo stesso rumore dello scorrere scivolando tra i sassi ti donerà pace come anche l’immergerti nei boschi per ascoltare il solo canto degli uccelli reclamarne la proprietà.

Musica consigliata: Spasseton – Los Massadores

Lettura consigliata: Barnabo delle Montagne – Dino Buzzati


 

Cosa c’è da vedere a San Gregorio nelle Alpi in provincia di Belluno? Natura, arte e storia e tanto, tantissimo relax o trekking. A te la scelta: sei più un tipo sportivo o una persona che si ricarica semplicemente ammirando la natura?

San Gregorio nelle Alpi

 

Sopra a Santa Giustina si trova il comune di San Gregorio nelle Alpi che, come ogni cittadina bellunese, è formato da piccoli borghi che ne accresce il numero degli abitanti.

Posizionato nell’area conosciuta come la Valbelluna, in prossimità della vicina Valscura, sorge ai piedi della maestosa cima del monte Pizzocco, facente parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il centro cittadino è all’interno di un perimetro che racchiude vari negozi, uffici, parcheggi e la chiesa a tre navate dedicata ovviamente al culto di San Gregorio.

In origine lo stile architettonico fu bizantino ma l’edificio venne ricostruito per agevolare l’ingresso ai fedeli. La riedificazione è legata a una leggenda popolare che narra della differente intenzione riguardo al luogo di costruzione.

Nel punto in cui doveva sorgere la chiesa, infatti, accadevano di notte dei fatti alquanto strani… 

La sera, gli operai, portavano i materiali edili nella zona di lavoro per poi, la mattina, ritrovarli spostati da un’altra parte. Nonostante fosse interpellata tutta la cittadinanza con ripetuti avvisi di richiamo, gli insoliti spostamenti non cessarono.

Con il passare dei giorni la popolazione accettò il fatto come un segno divino e decise di edificare la struttura religiosa nel luogo predestinato, giusto per non far torto a nessun santo!

Una spettacolare visuale permette a chi transita in zona di godere del panorama bellunese, racchiuso tra il desidero di appropriarsi della natura e il dominio delle rive del Piave che da sempre detta legge in questi territori. 

 

In direzione Casera Ere

Salendo sulle cime

 

Gli amanti del trekking saranno felici di trovarsi in questi luoghi ameni grazie alle numerose proposte escursionistiche che partono dai comuni di Roncoi di Fuori e Roncoi di Dentro e si avvicendano fino alla sommità delle cime. 

Il monte Pizzocco fa da cornice a questi percorsi ma ci si può anche fermare a livelli più bassi visitando la famosa Casera Ere che accoglie i camminatori con piatti tipici e una vista a 360 gradi a dir poco fenomenale.

Il gestore, inoltre, è “un artista del legno” e ha disseminato lungo i sentieri le statue raffiguranti i simboli del bosco e della natura umana con molta cura e dedizione.

Gli altri itinerari proposti sono quelli che raggiungono il bivacco Palia, il passo Forca e la Chiesetta di San Felice al Monte. Richiedono un impegno fisico non indifferente ma sono ben segnalati e facili da seguire. 

Io sono riuscita a fare solo il percorso a Casera Ere durante la mia settimana di vacanze a San Gregorio nelle Alpi e poi ho visitato altri luoghi nelle vicinanze. 

Le proposte escursionistiche in queste zone sono per tutti i gusti e per tutti i livelli. Quello che proprio non si può fare nella provincia di Belluno è annoiarsi ma anzi, rimane così poco tempo a disposizione, che si è costretti a tornare più e più volte!

 

Camminando fra i boschi della Valbelluna

Gli altri itinerari proposti da Punto e Viaggio in provincia di Belluno sono:

Se vuoi conoscere altri itinerari clicca qui: 

 

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Il Genius Loci di San Gregorio nelle Alpi è un essere burlone, accogliente e ospitale: il perfetto anfitrione. La flânerie nei luoghi di montagna non è concessa ma ci si può dilettare a vagare per i piccoli borghi per vedere le fattorie che lavorano a pieno ritmo. 

Durante la tua ricerca dello spirito del luogo osserva come tutto sia perfettamente armonico, ascolta come ogni suono sia attutito e ogni odore potenziato. 

Raggruppa tutto questo in un piatto e ritroverai ogni singola esperienza negli ingredienti: la mano che cucina è la stessa che lavora la terra e alleva la carne. Un cerchio di vita, morte e rinascita che dura da millenni.

Musica consigliata: I choose Love – Shawm Gallaway

Lettura consigliata: Mirtilli o l’importanza delle piccole cose – H.D. Thoureau