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Nella pasticceria francese tipica non mancano i sapori, le forme, i profumi e i colori così invitanti da fermare i turisti ingolositi. Ciò succede quotidianamente quando nella vetrina di un locale della Costa Azzurra si nota una tarte Tropézienne.

Un soffice disco di pan brioche ammantato da una generosa porzione di crema chantilly e un delicato sentore di fiori d’arancio a completare l’opera: chi può resistere?

Io no. Per questo, quando ho la fortuna di raggiungere la costa francese, mi pare di percepirne l’odore a ogni angolo di strada, sicura che da qualche parte la mia porzione mi stia aspettando.

Le origini

La deliziosa ricetta della pasticceria francese tipica nasce negli anni ’50, e più precisamente nel 1955. Gli attori francesi Jean-Louis Trintignant e Brigitte Bardot si trovavano a Saint Tropez per girare le scene del film E Dio creò la femmina.

Fu incaricato un certo Alexandre Micka a preparare i pasti per la troupe. Ebbe la fortuna di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto. Il pasticcere polacco aveva aperto da qualche anno la sua boulangerie proprio nei pressi del luogo in cui venivano registrate, dal regista Roger Vadim, le scene del celebre film.

Decise di preparare una specialità innovativa per il dessert che prendeva sostanza da una ricetta di famiglia: nacque così la tarte Tropézienne, la quale fece così clamore da rimanere in vetrina per gli anni a venire.

La ricetta originale, essendo stata brevettata, contiene degli ingredienti segretissimi ma noi cercheremo di avvicinarci il più possibile a quelle tonalità di sapori, per far viaggiare le nostre papille gustative!

 

Ingredienti

 

  • 150 grammi di farina 00 + altri 4 cucchiai per la crema;
  • 100 grammi di farina integrale;
  • 15 grammi di lievito madre in polvere;
  • 6 uova;
  • 20 grammi di zucchero di canna per il pan brioche, 50 grammi per la crema;
  • 250 ml di latte e 100 ml di latte di cocco;
  • 250 ml di panna da montare;
  • 75 grammi di burro;
  • 2 uova e 4 tuorli;
  • 100 ml di acqua;
  • una fialetta di essenza ai fiori d’arancio e una alla vaniglia;
  • un pizzico di sale;
  • granella di zucchero o gocce di cioccolato.

 

Specialità francese tipica

Tarte Tropézienne: foto dal web

 

Procedimento

 

Prima di preparare la crema iniziamo a lavorare l’impasto che andrà a formare i nostri dischi di pan brioche. In una ciotola, dunque, unire dopo aver setacciato le farine il lievito madre, due uova, 20 grammi di zucchero di canna e mescolare fino a quando risulterà omogeneo.

Nel frattempo fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e quando sarà abbastanza mollo aggiungere anch’esso agli ingredienti con un pizzico di sale. Togliere dalla ciotola e lasciare lievitare al buio e al fresco il panetto per circa un’ora.

Quando l’impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume potrà essere lavorato: la forma sarà quella di un disco di circa 22-24 cm con uno spessore sui 10 millimetri. Sopra il composto aggiungere a piacimento le granelle di zucchero o le gocce di cioccolato per dare un aspetto più invitante alla torta.

Accendere il forno a 180°C e una volta raggiunta la temperatura inserire il disco di impasto precedentemente posizionato all’interno di una teglia rotonda. La cottura non deve superare la mezz’ora: quando il pan brioche sarà diventato dorato sarà tempo di toglierlo dal forno.

Intanto che si aspetta si può preparare la crema chantilly. Gli ingredienti necessari saranno: i tuorli d’uova, lo zucchero, il latte, l’amido di mais, la vaniglia e la panna montata.

In un pentolino riscaldare il latte inserendo l’essenza di vaniglia fino a che si amalgami perfettamente. In una terrina, invece, aggiungere i tuorli d’uova con circa 5 cucchiai di zucchero e i 4 cucchiai di farina.

Introdurre a filo il latte e gli altri ingredienti in una pentola e mescolare lasciando il fuoco basso fino a far rassodare la crema, facendo attenzione a non creare grumi. Lasciare poi raffreddare, prima di aggiungere la panna montata.

Quando sia il disco che la crema si saranno raffreddati, procedere tagliando a metà il disco e bagnare le parti interne con un composto di acqua a cui si sarà aggiunto l’essenza di fiori d’arancio. A questo punto non rimarrà che inserire la crema all’interno e lasciare raffreddare la torta prima di servirla almeno altri 15 minuti. 

Una specialità della pasticceria francese tipica che volendo potrai preparare anche in versione mignon, dandogli una simpatica forma di pasticcino.

Ti sei mai abbuffato/a in hotel o al bar con la colazione moderna turca? Domani puoi farlo seguendo la lista dei seguenti ingredienti. Ti anticipo già che la colazione moderna turca è prevalentemente salata, come la maggior parte dei primi pasti internazionali, anche se, a volte, scopriamo delle pietanze dolci che ci fanno tanto piacere!

Almeno per quanto mi riguarda. Fatico sempre, quando sono all’estero, iniziare il mattino con qualcosa di salato, preferisco cercare della frutta fresca o secca e qualche biscotto. Ma anche cambiare le abitudini alimentari fa parte dell’esperienza del viaggio per cui perché non provare?

La cultura della colazione

 

La colazione moderna turca è un vero e proprio rito da onorare in compagnia di amici e parenti durante il fine settimana, quando si ha più tempo libero.

Può durare anche delle ore in quanto le pietanze messe a disposizione sono un’infinità e variano, ovviamente, in base alla regione in cui ci si trova. Due bevande ci accomunano: il tè e il caffè.

Ma il tè accompagna la colazione mentre il caffè viene bevuto solo al termine del pasto. Difatti, la colazione si chiama kahvalti che significa proprio “prima del caffè”.

Si tratta di un caffè forte? Non meno del nostro, solo che come ti ho anticipato nella colazione giordana, è servito nello stesso contenitore in cui si prepara, per cui quando ti sarà servito troverai alla fine anche il fondo.

Non dimenticarlo! Io la prima volta che l’ho bevuto ho mandato giù fondo e caffè assieme e non è stata una sorsata memorabile! Spesso al caffè viene aggiunto anche un tocco di cardamomo che dona una nota esotica alla bevanda.

Per quanto riguarda il tè, invece, si incontra è il classico tè verde o nero come lo sorseggiamo anche noi. A volte pesantemente zuccherato come si usa anche in Marocco.

 

tè turco

Gli ingredienti della colazione moderna turca

 

Come già ti anticipavo gli ingredienti sono davvero numerosi a partire dal formaggio tipico in base alla località, olive nere e verdi, verdura di stagione come pomodoro, cetrioli, peperoni conditi con dell’ottimo olio di oliva.

Spesso, però, le verdure di stagione si trovano all’interno del menemen, una sorta di frittata di verdure. Questa pietanza è ciò che ogni viaggiatore desidera assaggiare non appena entra in territorio turco.

La preparazione è molto semplice: basterà cuocere in una padella un pomodoro, una cipolla, erbe selvatiche e un peperone con dell’olio d’oliva. Quando si saranno ammorbiditi si aggiungeranno le uova, in base ai commensali (come anche le verdure) e si lascerà cuocere.

L’impasto dovrà essere mescolato spesso in modo da separare gli ingredienti affinché risultino omogenei. Prima che il composto si solidifichi si metterà il sale e le spezie a piacimento come il timo, l’origano o il prezzemolo. La frittata sarà tagliata a fette e servita in un tagliere.

Al salato si aggiunge il dolce come il miele, della frutta fresca già tagliata a fette, il burro di sesamo con la melassa di uva e il gustosissimo simit, ovvero ciambella al sesamo.

Ricetta simit

 

Ingredienti

 

  • 150 grammi farina 00;
  • 100 grammi farina di farro;
  • 5 grammi di lievito istantaneo;
  • mezzo bicchiere di olio di oliva;
  • un bicchiere di acqua temperatura ambiente;
  • 4 cucchiai di zucchero di canna o se si vuole dare più sapore zucchero vanigliato;
  • 3 cucchiai di miele;
  • sesamo e  un pizzico di sale;

 

Procedimento

 

In una ciotola mescolare, dopo aver setacciato le due farine, il lievito, lo zucchero, il sale, una manciata di sesamo, l’olio e l’acqua a filo. Aggiustare gli ingredienti qualora l’impasto risulti troppo solido o liquido.

Lasciare riposare il panetto così formato per circa un’ora a temperatura ambiente e proteggerlo da una pellicola o un canovaccio. Trascorso il periodo di riposo tagliare in piccole porzioni per creare delle strisce lunghe circa 10 centimetri.

Arrotolare le strisce affinché risultino intrecciate e poi attaccare un’estremità all’altra per dare vita alla ciambella. Continuare in questo modo fino al termine dell’impasto.

Lasciare riposare le ciambelle all’interno del forno per un’altra mezz’ora. Successivamente preparare una ciotola con dell’acqua a cui andrà aggiunto il miele.

Intingere le ciambelle una a una e poi passarle sopra a un piatto su cui avremo inserito il sesamo. La copertura può essere fatta sia su un solo lato che su entrambi.

Lasciare riposare per un altro quarto d’ora e accendere nel frattempo il forno. Quando raggiungerà la temperatura di 200° si potranno inserire le ciambelle per circa 15 minuti o fino a che avranno assunto un bel colorito dorato.

Sono ottimi serviti caldi o freddi e come accompagnamento al tè o al caffè. Volendo si possono impreziosire con l’aggiunta della cannella mescolata ai semi di sesamo nella guarnizione prima della cottura.

Il totano imbottito all’ischitana è un piatto gourmet che farà volare immediatamente la tua mente verso la fascinosa isola napoletana. Il castello Aragonese, gli scorci da cartolina, le fumarole, gli orti e i pasti abbondanti…

Tutto questo e molto di più è Ischia e voglio donarti la sua essenza in un piatto semplice dai sapori che mescolano mare e terra. Eccoti la ricetta…

 

Ingredienti

 

  • 4 totani grandi;
  • 10 pomodorini pachino o ciliegino;
  • una cucchiaiata di pinoli;
  • 200 grammi mollica pane raffermo;
  • 30 grammi di pancetta;
  • 80 grammi di provola piccante;
  • 1 spicchio di aglio;
  • mezza cipolla;
  • 2 cucchiai di olio di oliva;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • un cucchiaio di uva sultanina;
  • 10 grammi di prezzemolo fresco tritato;
  • due o tre cucchiai di parmigiano grattugiato;
  • sale quanto basta;
  • un uovo;
  • 20 grammi di pangrattato.

 

Ricetta da Ischia

 

Procedimento

 

Tagliare la pancetta a tocchetti piccoli e metterla all’interno di una terrina assieme alla provola anch’essa tagliata a pezzi però più grandi. Aggiungere l’uva sultanina, la mollica di pane a pezzetti, i pinoli, il parmigiano grattugiato e il sale.

Nel frattempo pulire i totani se non è già stato fatto dal pescivendolo togliendo interiora e lische. I tentacoli, invece, vanno fritti per alcuni minuti assieme alla mezza cipolla tagliata a strisce.

Quando la frittura è completata aggiungere i tentacoli e la cipolla agli ingredienti che si trovano all’interno della terrina e mescolare con l’aggiunta dell’uovo.

Ora è arrivato il momento della cottura dei totani. Per prima cosa vanno imbottiti i totani con gli ingredienti della terrina e per non perdere il contenuto infilare uno o due stuzzicadenti a totano.

Riscaldare una padella a fuoco lento facendo soffriggere l’aglio per alcuni minuti e poi inserire i pomodorini. Dopo circa due minuti aggiungere anche i totani che andranno cotti per almeno 20 minuti.

Se si vuole velocizzare il procedimento aggiustare la fiamma a fuoco più intenso e ricordarsi di togliere l’aglio prima di servire il sughetto formato con i pomodorini.

A metà cottura sfumare con un po’ di vino bianco per insaporire ulteriormente e lasciare riposare una volta terminata la cottura. Assicurarsi che i totani non si ammorbidiscano troppo. 

Come tocco finale aggiungere il prezzemolo a piacimento e servire la pietanza calda accompagnata a della verdura o alle patate. 

 

 

Se mangiando il totano imbottito all’ischitana ti viene voglia di organizzare una vacanza munisciti di queste preziose informazioni:

I più celebri biscotti veneziani si riconoscono per il loro gusto autentico e per la passione che le massaie ci mettono a prepararli. Ce ne sono per tutti i gusti dai dolci e burrosi agli speziati.

Bussolai buranelli, baicoli, zaletti e pevarini ti dicono niente? No? Allora è arrivato il momento di scoprire il segreto di tutte le ricette senza veli e senza maschere.

Bussolai Buranelli

 

Come puoi dedurre dal nome i Buranelli sono i biscotti tipici dell’isola di Burano e sono disegnati a formare una esse che mi piace pensare significhi “saporiti”. 

La ricetta è molto semplice e gli ingredienti fanno sì che la durata dei biscotti sia molto prolungata così potrai prepararne un bel po’ da consumare con calma. 

 

Ingredienti:

  • 250 grammi di farina tipo “00”
  • 2 albumi di uovo
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 5 tuorli
  • 1 bustina di vanillina
  • un pizzico di sale


Procedimento

Montare gli albumi a neve in un contenitore a parte. Una volta che la consistenza risulterà piuttosto ferma lasciare a riposare e procedere inserendo in un nuovo contenitore i restanti ingredienti.

Mescolare in modo da amalgamare perfettamente il composto e poi aggiungere gli albumi a neve. Continuare a lavorare l’impasto mantenendo una consistenza morbida e dividere il panetto così formato in 5 porzioni.

Procedere prendendo un pezzettino di impasto alla volta donandogli la famosa forma a “esse allungata” e continuare in questo modo fino all’esaurirsi del composto.

Accendere il forno a una temperatura di 180° e lasciarli cuocere per almeno 10 minuti. Controllare se serve qualche minuto in più affinché i biscotti assumano una bella colorazione dorata.

Servire ancora caldi con un buon tè (scopri l’unica produzione di tè in Europa in questo link) oppure lasciali raffreddare a temperatura ambiente. Sono ottimi da consumare anche la mattina con del latte caldo o freddo a piacimento.

 

 

Baicoli

 

Il baicolo è un biscotto a lunga conservazione perché a Venezia quando i marinai si avventurava per il mare non sapevano dopo quanto tempo sarebbero ritornarti a casa e quindi dovevano premunirsi di cibo che mantenesse intatta la sua fragranza a lungo.

La lavorazione del prodotto finale è semplice ma complessa allo stesso tempo perché richiede due tipi di impasto che poi andranno a unirsi formando un biscotto unico nel suo genere. 

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 10 grammi di lievito di birra da sciogliere in un bicchiere di acqua
  • 40 grammi di burro temperatura ambiente
  • 250 grammi di farina 00
  • sale q.b.
  • 1 albume

 

Procedimento

Come prima cosa dobbiamo sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Quando si sarà sciolto lo andremo ad aggiungere alla farina di tipo 1 che avremo setacciato in una terrina.

Mescolare e impastare fino a ottenere un impasto elastico e morbido. Incidere una croce sulla superficie del composto e lasciare a riposare e a lievitare per almeno un’ora.

Nel frattempo preparare il secondo impasto con i restanti ingredienti seguendo l’accortezza di montare a neve prima in modo leggero l’albume. Aggiungerlo quindi come ingrediente finale. 

Impastare il nuovo composto fino a ottenere una palla ugualmente elastica e morbida. Aiutarsi con la farina nel caso servisse per dare più scivolosità al composto.

Lasciare riposare per mezz’ora e poi unire i due impasti. Dividere l’unico composto così ottenuto in 3 parti e lasciarlo lievitare ancora per un’altra ora. È arrivato il momento di dare una forma ai biscotti!

Dare all’impasto una forma rettangolare e tagliare a fette con uno spessore di 7 centimetri come se fosse del pane. Infornare sempre a 180° per circa 10 minuti.

Un altro metodo di preparazione è quello di lasciare intatto il rettangolo e cuocerlo così per poi tagliare all’occorrenza i biscotti come se fossero delle fette di pane. Quest’ultimo modo di consumare i baicoli appartiene alla tradizione veneziana.

 

Baicoli, zaeti, pevarini e bussolai

 

Zaletti

 

Celebri biscotti veneziani sono anche i zaletti o zaeti in veneto, la quale origine nasce nelle campagne bellunesi e friulane dove si coltivava il mais. L’ingrediente principe è infatti la farina di mais che dona ai biscotti quel brillante colore giallo.

 

Ingredienti

  • 150 grammi di zucchero
  • 100 grammi di uva sultanina
  • 300 grammi di farina di mais
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 200 grammi di farina 1
  • mezzo bicchiere di latte
  • 100 grammi di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 5 cucchiai di grappa secca
  • un cucchiaino raso di sale
  • 4 cucchiai di zucchero a velo

 

Procedimento

La prima cosa da fare è ammorbidire l’uva sultanina con la grappa aggiungendoci a piacere un po’ d’acqua. Lasciare riposare l’uva nella scodella per almeno mezz’ora.

Unire le due farine assieme setacciandole all’interno di una terrina, aggiungendo il sale, lo zucchero e la bustina di lievito. Successivamente procedere aggiungendo il latte, l’uovo e il burro.

Mescolare fino a ottenere un bell’impasto cremoso e aggiungere come tocco finale l’uvetta togliendole i residui di grappa e acqua. 

Impastare per circa 10 minuti e dare la forma ovale ai biscotti che saranno di una lunghezza pari a 7 centimetri. Disporli sopra una teglia da forno ricoperta di carta e cuocerli a 180° per 15 minuti.

Devono ottenere una colorazione dorata e se è necessario lasciarli per altri 5 minuti a temperatura più bassa. Tolti dal forno vanno serviti su un vassoi e, una volta raffreddati, aggiungere lo zucchero a velo a piacimento.

 

 

Pevarini

 

Forse fra i più celebri biscotti veneziani si classificano i pevarini che vengono mangiati come accompagnamento a una buona “ombra de vin” ovvero un buon bicchiere di vino.

Sono speziati al pepe che in veneto si pronuncia “pevaro” da qui il nome dei biscotti pevarini ma sono accompagnati anche da altre spezie che donano un gusto deciso ed energizzante!

 

Ingredienti

  • 150 grammi di farina tipo 1
  • 50 gramma di melata di miele di zucchero
  • 40 grammi di zucchero semolato
  • 30 g di strutto o burro a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • mix di spezie tritate finemente: pepe nero o bianco, cannella, chiodi di garofano

Procedimento

Inserire gli ingredienti uno a uno all’interno di una terrina partendo dalla farina setacciata, il burro, la melata, lo zucchero, il lievito e il sale. Le spezie vanno aggiunte alla fine.

Amalgamare il composto fino a ottenere un impasto morbido e profumato e lasciare riposare per 45 minuti in luogo caldo e asciutto con un canovaccio sopra.

Riprendere l’impasto e formare i biscotti tondi con l’aiuto di un coppapasta o di un bicchiere non troppo largo. L’idea è quella di inzuppare il biscotto nel vino e quindi ci deve passare!

Cuocere in forno a 180° per circa 15 minuti mettendoli all’interno di una teglia foderata da carta forno. I biscotti vanno serviti freddi e senza l’aggiunta di zucchero a velo.

 

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca con questi celebri biscotti veneziani? Prova anche i i baci panteschi di Pantelleria, sentirai che bontà!

 

 

Perché variegata colazione russa? Perché qui al mattino si può scegliere il piatto dolce o il salato, in base al proprio gusto personale. In questo modo ogni palato rimarrà appagato con immensa soddisfazione di chi cucina.

Bisogna ammettere, però, che in origine la colazione seguiva queste regole: le pietanze erano dolci per chi aveva la facoltà di spendere, erano salate per chi non poteva permettersi di acquistare determinati ingredienti.

Il salato

 

In quasi tutto il mondo è presente il pane e, di conseguenza, non può certo mancare in Russia. Fra il più consumato c’è il “Darnitskij” ovvero un pane fatto con la farina di segale e frumento che assume una colorazione scura, quasi nera.

In contrapposizione troviamo il Karavai” costituito da farina bianca e in forma rotonda anche se a onor del vero è consumato prevalentemente nelle cerimonie, spesso nei matrimoni. In queste occasioni viene decorato con figure che richiamano elementi della natura come uccelli, stelle, fiori, eccetera.

Oppure si consuma una classica pagnotta con farina di segale di forma allungata conosciuta come “Nareznoj” che si usa per fare panini.

E cosa si usa mangiare assieme?

Di solito i russi fanno largo consumo di salsiccia, chiamata “Kolbasa” pronta in diverse varianti e lavorata con differenti tipi di carni dal maiale al pollo, ad esempio.

Un altro tipo di salsiccia è la Bologna sausage che prende il nome dalla nostra mortadella perché in parte ci assomiglia ma è preparata con carne di pollo, tacchino, maiale o bovino.

Al pane e salsiccia si accompagnano le uova fritte che vengono servite all’occhio di bue cotte su un letto di olio affinché risultino morbide e croccanti allo stesso tempo.

 

Salsicce russe da colazione

 

Il dolce

 

Il “Kasha” è una sorta di porridge di avena all’inglese solo che invece di usare l’avena si usa il semolino. Gli ingredienti sono pochi tra cui figurano una o due tazze di latte, 2 cucchiai di semolino, 1 cucchiaino di burro e uno di zucchero.

Si diluisce il latte con mezzo bicchiere di latte e lo si porta a ebollizione. Quando raggiunge la temperatura si inserisce il semolino a filo mescolando continuamente.

Si lascia puoi cuocere a fiamma bassa per altri 5 minuti inserendo lo zucchero e un pizzico di sale. A fine cottura si inserisce la noce di burro e si versa nella tazza.

Il Kasha si accompagna a frutta fresca di stagione o se lo si vuole ancora più dolce e speziato si può aggiungere un cucchiaio di miele e una spruzzatina di cannella.

 

Le “Bliny” sono una specie di frittelle molto in voga nella variegata colazione russa. Per prepararle si avrà bisogno di due ingredienti insoliti: il kefir e il bicarbonato di sodio.

Per il kefir ne serviranno due tazze mentre il bicarbonato di sodio solo mezzo cucchiaino. Quest’ultimo fungerà da lievito ma sarà meno pesante e più facile da digerire.

A questi prodotti vanno aggiunti 2 uova, 2 cucchiai di olio di oliva, 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e 2 cucchiai di farina 00 o integrale se si preferisce.

In una teglia inserire tutti gli ingredienti tranne il bicarbonato e mescolare. Nel frattempo far bollire l’equivalente di una tazza di acqua su cui andremo a sciogliere il bicarbonato.

Aggiungere quindi l’acqua all’impasto e lasciare che lieviti a temperatura ambiente per almeno 15 minuti. Procedere infine alla cottura finale predisponendo una padella con un filo di olio e inserire di volta in volta un mestolo di impasto.

Cuocere fino a far assumere alla frittella un colorito dorato e una croccantezza ai bordi. Considera alcuni minuti di cottura per lato.

 

Syrniki russi

 

Dolce e salato in base ai gusti

 

Alcuni piatti della variegata colazione russa possono essere interpretati sia in chiave salata che zuccherata anche se nelle ricette originali non c’è questa netta differenza.

 

In questa sezione rientrano a pieno titolo i “Syrniki” ossia dei pancake al formaggio molto gustosi e molto apprezzati dai turisti. Ti serviranno 1 cucchiaio di lievito in polvere, 1 pizzico di sale, 1 uovo, 200 ml di latte, 100 grammi di farina 00.

Si aggiungerà poi il formaggio Tvorog originale o in alternativa 100 grammi di ricotta o di formaggio a fiocchi. Anche in questo caso si può sostituire la farina 00 con quella integrale o qualsiasi altra farina a scelta.

Si preparano come il pancake mettendo assieme tutti gli ingredienti in una ciotola facendo attenzione a non fare grumi e si deve lasciare riposare la miscela per almeno un’ora.

Come per i Bliny si prende un mestolo di impasto e lo si fa scaldare in una padella con un filo di olio. Questa volta, però, l’impasto risulterà più alto grazie all’azione del lievito e si cucineranno un paio di minuti per lato.

In alternativa si potranno cuocere in forno per renderli più leggeri cuocendoli per una quindicina di minuti a una temperatura di 180°C. Controllare sia la crescita che la cottura affinché i lati non risultino troppo scuri.

 

L’ultima ricetta riguarda i “Grenki” delle semplici fette di pane indurito scaldate al forno con l’aggiunta di alcuni ingredienti piuttosto intriganti: le uova, il sale o lo zucchero.

Tutto qui? Esatto!

Il procedimento da tenere sarà il seguente: rompere le due uova in un piatto e mescolare con il zucchero o il sale. Bagnare le fette di pane con questo miscuglio e poi appoggiarlo in una teglia da forno precedentemente bardata dalla carta.

Lasciare cuocere a una temperatura di 160°C per una decina di minuti fino a quando non saranno belle dorate e poi servire calde con l’aggiunta di frutta fresca o degli ingredienti descritti sopra.

 

хороший завтрак (buona colazione!)

La Schwarzwälder Kirschtorte è una ricetta tipica della tradizione tedesca e la sua traduzione corrisponde alla torta della Foresta Nera. Una meraviglia dolce formata da strati di cioccolata, panna e amarene.

Gli ingredienti vogliono rappresentare la voluttà della zona costellata da villaggi fiabeschi, laghi, cascate e territori incontaminati dalla bellezza unica e suggestiva.

Il dolce viene preparato di solito la domenica quando tutta la famiglia si riunisce a pranzo e ha il tempo per chiacchierare e bere un alcolico come digestivo.

Posso assicurarti che dato le dimensioni pantagrueliche delle fette il digestivo alle erbe a fine pranzo ci sta tutto per riuscire a digerire l’introito di zuccheri!

 

Ingredienti

 

  • 500 grammi di ciliegie fresche;
  • 150 grammi di zucchero semolato;
  • un bicchiere e mezzo di acqua calda;
  • 50 grammi di zucchero a velo;
  • 80 grammi di cioccolato fondente amaro a scaglie;
  • 20 grammi di cioccolato in polvere;
  • 4 uova;
  • una bustina di lievito;
  • 500 millilitri di panna fresca;
  • 110 grammi di farina 00;
  • una ventina di ciliegie sciroppate;
  • mezzo bicchiere di liquore kirsch (alle ciliegie);

 

dolce della foresta nera

 

Preparazione

 

La prima mossa da fare è quella di preparare il pan di Spagna che sarà la base della nostra torta. Procedere, quindi, inserendo all’interno di una ciotola le uova, 100 grammi di zucchero semolato, il lievito e il bicchiere d’acqua versandolo a filo.

Unire la farina setacciata e il cacao in polvere facendo attenzione a non creare grumi e mescolare il composto fino a ottenere una soffice crema spumosa.

Tieni da parte 10 grammi di farina per spolverare la teglia e ungila con un po’ di burro affinché non si attacchi il composto. In alternativa puoi usare la classica carta da forno.

Infornare per circa 30 minuti a una temperatura di 180°C. Controllare di tanto in tanto che il pan di Spagna lieviti e che assuma un bel colorito marroncino dorato.

Una volta che sarà pronto lasciare raffreddare e preparare la composta di ciliegie che andrà ad appoggiarsi come collante alla nostra base solida al pan di Spagna.

Per preparare la composta metti le ciliegie a cui avrai già tolto l’osso in un pentolino con mezzo bicchiere di acqua e 50 grammi di zucchero semolato per circa 15/20 minuti. Ricordati di tenere da parte una decina di ciliegie per la decorazione finale!

La consistenza che vogliamo ottenere è quella di una composta non completamente cremosa ma con pezzi di ciliegia ancora da sciogliere affinché li possiamo ritrovare nella torta. Lascia raffreddare per circa 10 minuti.

È arrivato il momento di montare la panna! Procedi, quindi, inserendo la panna, lo zucchero a velo e il liquore al kirsch montandola a neve fino a ottenere una consistenza abbastanza dura.

Adesso arriva il passaggio più impegnativo: dovrai tagliare in tre fette il pan di Spagna che sarà completamente raffreddato. Sei pronto/a?

Ora disponi la prima fetta sul fondo di un piatto da portata, aggiungici una parte della composta, una parte di panna fresca, decora sopra con le ciliegie sciroppate e una spruzzata di cioccolato amaro a scaglie.

Aggiungi sopra la seconda fetta e procedi nell’inserire gli stessi ingredienti e così per la terza fetta. Sopra potresti decidere di incorporare la panna a ciuffetti per darle un aspetto più gradevole e terminare la decorazione con il restante cioccolato a scaglie che andrà al centro e le ciliegie fresche che avrai avanzato a cerchio, nei bordi più esterni.

L’ultimo tocco da chef sarà quello di decorare anche i bordi con panna e cioccolato a scaglie se lo desideri e il dolce è pronto per essere servito. La prima fetta della Schwarzwälder Kirschtorte la posso avere io?!

 

immagine del lago verde

 

La Foresta Nera si trova nella regione del Baden-Württemberg dove si trova anche la città di Ulm famosa per aver dato i natali ad Albert Einstein e per avere la cattedrale con la guglia più altra del mondo. Leggi l’articolo qui:

Se visiti la Foresta Nera potrebbe rivelarsi utile avere la Foresta Nera card. Scopri i vantaggi di acquistare le City card in questo articolo:

E consulta il sito per ottenere la tessera su internet:

 


Aneddoto:

La Schwarzwälder Kirshtorte sarà per sempre legata al ricordo di una giornata libera durante la mia esperienza lavorativa in Germania nell’isola di Sylt. Io e una mia collega decidemmo di prenotare un tour a Copenaghen in Danimarca in un’agenzia dell’isola.

Partimmo con la barca la mattina presto attraversando il mare del Nord che quel giorno era particolarmente in subbuglio. Prenotammo lì la colazione e mentre io avevo optato per dei biscotti, la mia collega scelse una fetta di Schwarzwälder Kirshtorte.

Ci sedemmo vicino ai finestrini della nave e dall’esterno si vedeva l’acqua salire e scendere in base all’oscillazione. Quando arrivarono le consumazioni guardavo con un occhio la mia collega insozzarsi di torta alta 15 centimetri e ripiena di panna, mentre l’altro occhio controllava l’oscillazione continua del livello dell’acqua: su e giù, su e giù. Per fortuna il tragitto fu breve altrimenti i miei biscotti li avrei lasciati lì, depositati sul fondo di una turca in bagno!

La ricetta greca dell’Amygdalota addolcirà le tue giornate e ti permetterà di sognare l’azzurro mare cristallino del Mediterraneo.

Arriva direttamente da una delle isole più fashion delle Cicladi: Mykonos, frequentata ogni estate da migliaia di turisti da tutto il mondo ed esaltata dalla bellezza dei suoi mulini a vento.

 

Ingredienti:

 

  • 400 grammi di mandorle già sgusciate;
  • 50 grammi di zucchero a velo e 100 grammi di zucchero semolato;
  • due albumi di uovo (parte bianca);
  • 50 ml di acqua floreale;

 

Preparazione

 

Come prima cosa vanno tritate le mandorle finemente fino a ridurle a una sorta di farina. Fare in modo che vengano tritate tutte senza dimenticare pezzi interi.

Intanto che il robot sta triturando le mandorle, montare a neve gli albumi fino a ottenere la consistenza della meringa. Lasciare per qualche minuto che l’impasto si amalgami per bene e poi aggiungere a filo lo zucchero semolato e le mandorle tritate.

Fai attenzione che le mandorle non si siano riscaldate dal movimento del robot, in questo caso lasciale raffreddare aprendole sopra una teglia metallica.Admygalota

Mescola molto delicatamente dal basso verso l’alto affinché il composto non si scompatti procedendo con delicatezza a inserire i due ingredienti.

Quando il composto ha raggiunto una consistenza più decisa creare con le mani dei biscotti a forma di mandorla allungata piuttosto cicciotti.

Procedere in questo modo fino a quando non è terminato il composto e adagiarli su una teglia sopra un foglio di carta da forno. Inserire i biscotti all’interno del forno precedentemente riscaldato a una temperatura di 115/120 °C per circa 15 minuti.

Una volta che i biscotti assumono una colorazione dorata toglierli dal forno e lasciare che si raffreddino. Terminare la preparazione aggiungendo sopra lo zucchero a velo a piacere.

Un’ottima variante potrebbe essere quella di aggiungere del cioccolato in polvere o le scagliette di cocco quando il biscotto è ancora caldo. La ricetta greca dell’Amygdalota originale prevede però solamente lo zucchero a velo.

 

καλό γεύμα (buon appetito)!

 



 

Altre ricette dolci le trovi qui:

La ricetta della Cassoulet è tipica della Francia del sud e in particolare dei territorio dell’Occitania e della Linguadoca. Io, per non farmi mancare niente, quando sono stata in vacanza a Tolosa e a Carcassonne l’ho assaggiata in entrambe le varianti.

Quale ho preferito? A parte qualche piccola differenza legata all’insieme di sapori e di spezie non ho notato una prevalenza di piacere di una rispetto all’altra, per cui entrambe sono state promosse a pieni voti!

Ora ti lascio una ricetta che abbraccia entrambe le regioni francesi perché se di una ho apprezzato l’architettura urbanistica, dell’altra ho amato il suo aspetto accogliente e caratteristico. Ti consiglio di visitarle entrambe!

 

Cassoulet

 

INGREDIENTI

 

CARNE:

  • 200 grammi di cotica;
  • 200 grammi di pancetta di maiale;
  • 300 grammi di salsicce;
  • 500 grammi di spalla di agnello.

SPEZIE E CONDIMENTI:

  • sale e pepe q.b.;
  • olio di oliva extravergine;
  • una manciata di prezzemolo;
  • un rametto di rosmarino e uno di timo;
  • 5 foglie di alloro;
  • 3 chiodi di garofano;
  • 30 grammi di burro.

VERDURA DI ACCOMPAGNAMENTO:

  • una cipolla rossa e una bianca;
  • 2 carote;
  • 2 patate;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 4 pomodori già pelati di medie dimensioni.

IN AGGIUNTA:

  • 200 grammi di fagioli secchi varietà cannellini.

 

 

PREPARAZIONE

 

Il giorno prima vanno messi in bagno i fagioli che devono ammorbidirsi per almeno tutta la notte. Successivamente vanno scolati, lavati e cotti con l’aggiunta di sale per almeno un’ora a fuoco lento. 

In un’altra pentola inserire la spalla di agnello tagliata a pezzi e già disossata con un po’ di acqua, le salsicce, il rametto di rosmarino e di timo, i chiodi di garofano e l’alloro. Cuocere per circa 20 minuti fino a che l’acqua non si è consumata a metà.

Nel frattempo tagliare a cubetti le patate, i pomodori, a rondelle le carote e a fettine le cipolle. Inserire le verdure in una terrina con un pizzico di pepe, sale e l’olio di oliva extravergine.

Unire le verdure e trascorsi 15 minuti aggiungere i fagioli. Cucinare gli ingredienti per altri 30 minuti e in finale di cottura passare la carne, le verdure e le spezie in una teglia da mettere in forno per l’ultima rosolatura a 150 ° aggiungendo il burro sopra, il prezzemolo, la pancetta e la cotica tagliate a fettine finissime.

Lo spicchio di aglio tienilo per sfregare la teglia. Lascia cuocere in forno per circa un’ora  e se vedi che gli ingredienti necessitano di maggiore tempo per ultimare la cottura abbassa la temperatura a 120°.

 

Spero che la ricetta della Cassoulet ti sia piaciuta e che l’assaggerai presto in terra francese!

Oggi ti voglio deliziare con il racconto della Sacher Torte e altre curiosità viennesi per parlare di dolcezza e di mal celata amarezza. Sì, perché la lotta sul riconoscimento della proprietà ideologica della torta austriaca più famosa al mondo fu agguerrita. 

 

La nascita della Sacher

 

Franz Sacher si ritrovò, nell’anno 1832, a inventare una torta al cancelliere Metternich. Era un semplice apprendista nelle cucine di una delle famiglie più in vista dell’Austria ma dovette assumersi una grande e improvvisa responsabilità. 

Il capocuoco si era ammalato e non aveva fatto in tempo a preparare il dessert per l’importante cena di gala che si sarebbe svolta la sera stessa. Sacher non si perse d’animo e ideò un dolce con due strati di pan di spagna, lo divise in due e al centro spalmò una gustosa confettura di albicocche, ricoprendo il tutto con una calda glassa di cioccolato fondente.

Il successo fu ineguagliabile, tanto da consumarsi ancora oggi nei salotti viennesi e nelle case di tutto il mondo. L’originale, però, rimane quella venduta all’hotel Sacher di Vienna, anche se non è stata da subito riconosciuta.

 

 

 

La Sacher è di Sacher

Date a Cesare quel che è di Cesare disse Gesù nei vangeli e lo stesso desidero lo ebbe il giovane Sacher. “La torta l’ho inventata io” avrà detto seppur non conoscendo Pippo Baudo e tramandò la ricetta segreta al figlio.

Eppure la notorietà della torta era cresciuta così in fretta da diventare di dominio pubblico. Fu il figlio di Franz Sacher, tale Eduard Sacher, ad accrescerne l’originalità della ricetta tenendo gelosamente custoditi i segreti di alcuni ingredienti. 

In competizione c’era, però, il pasticcere di corte Demel con il quale Eduard aveva lavorato, che proponeva al mondo una sua versione leggermente differente da quella autentica. È la doppia farcitura di marmellata a determinarne la disuguaglianza tra l’una e l’altra, per il resto, il gusto e la qualità non cambiano. 

Dopo numerose battaglie legali risulta vincitrice l’originale creata dall’inventore Sacher che può finalmente rivendicarne i diritti e proporla in veste autentica nel suo Hotel Sacher posizionato dietro l’Opera di Vienna.

La torta è accompagnata da una tazza di caffè, in quanto ai viennesi risultava un po’ secca, e una spruzzatina di “obers”, il nome tedesco della panna montata.

 

 

La Sacher si trova solo a Vienna?

L’hotel Sacher è il punto di partenza da cui è nata la leggenda della torta viennese ed è stato fondato nel 1876. Successivamente ha visto nascere una filiale a Salisburgo dove si può assaggiare l’originale dessert.

Data la richiesta, però, sono nati dei Cafè Sacher specializzati esclusivamente a servire il dolce viennese nella zona duty-free dell’aeroporto di Vienna, a Innsbruck, Graz e nel Sacher Shop di Bolzano. Oltre alla possibilità di acquistare le delizie austriache anche nel negozio online Sacher (le prelibatezze possono essere ordinate online ma ritirate a Bolzano).

Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca? Non resta che scoprirne la ricetta originale.

 

Foto Sacher torte

 

Ricetta Sacher Torte

 

La ricetta originale della Sacher torte la trovi a questo link: Ricetta originale e ricordati di aggiungerci un po’ di panna montata e di servirla con del caffè lungo stile americano. Gustala leggendo questo articolo dedicato alla Sacher Torte e altre curiosità viennesi.

 

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