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La mostra gratuita a Castel Ivano in Trentino Alto Adige è un’occasione unica per conoscere le opere dell’artista Velasco Vitali. Il titolo dell’esposizione è “Monumento alla Resistenza” e rappresenta un branco di cani ubicati in differenti posizioni.

Sarà cura del visitatore ruotare lo sguardo a 360° per scorgere da una parte le bellezze naturali offerte dai maestosi monti del Lagorai e dall’altra scoprire le sculture dei simpatici quattro zampe. 

 

 

Dove si trova?

 

Castel Ivano è visibile dalla statale 47 in direzione Trento optando per l’uscita Strigno. Si seguono le indicazioni per il castello ben visibili a ogni intersezione fino ad arrivare al parcheggio antistante. 

Nel Parco del castello, scendendo per riprendere la statale 47, si possono ammirare una decina di cervi che pascolano e brucano in tutta tranquillità nell’erba. 

 

Per comodità ti lascio le coordinate Google Maps del punto di arrivo: Castel Ivano indicazioni

Castel Ivano

La mostra

 

Velasco Vitali è uno scultore e pittore lombardo di Bellano le cui opere sono esposte nei migliori musei italiani e nelle collezioni private. 

In particolare, la mostra gratuita a Castel Ivano simboleggia la resistenza e punta ad attirare l’attenzione verso un maggiore equilibrio fra uomo e natura.

Essendo i cani elementi stessi della natura, esattamente come noi, abbiamo l’obbligo di preservarne la loro unicità e caratteristica senza estrapolarne l’istinto animale facendoli diventare a nostra immagine e somiglianza.

I materiali usati per le sculture arrivano direttamente dal settore edile, tra cui figurano il piombo o il ferro, il cemento o il catrame e, infine, le reti metalliche usurate o ancora da utilizzare. 

La mostra è aperta dal mercoledì alla domenica dalle 11 alle 18. L’entrata è gratuita e consentita anche ai nostri amici a quattro zampe. L’esposizione nasce in collaborazione con i musei Mart di Rovereto e Arte Sella in val di Sella ed è aperta fino al 13 settembre 2020.

Una parte delle opere sono esposte anche al Mart di Rovereto mentre ad Arte Sella l’esposizione è pubblicizzata a tutti gli avventori. 

 

Per scoprire Arte Sella clicca qui

 

Alcune opere di Velasco Vitali

Castel Ivano

 

Castel Ivano è invece visitabile previa prenotazione nei giorni di mercoledì, sabato e domenica alle ore 14.30. Il costo del biglietto è pari a 8 € in cui è compresa la guida che porterà i visitatori a scoprire le bellezze interne ed esterne del castello.

Volendo si può prenotare uno spuntino o un pranzo da fare al castello sia all’interno che all’esterno, in base alle condizioni meteo in modo da rendere l’esperienza indimenticabile. 

Il castello ospita inoltre eventi, matrimoni e cerimonie. Illustri personaggi hanno varcato le porte del castello come Richard Wagner, Ermanno Olmi, Eleonora Duse mentre il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa celebrò qui le sue nozze. 

 

Scultura presente al castel Ivano

 


 

Sai che puoi percorrere internamente la Statale 47 seguendo la curvatura naturale del fiume Brenta?

È un’esperienza unica per scoprire le cittadine fra Veneto e Trentino Alto Adige, nuotare nelle acque fresche del fiume e fare molte altre attività interessanti!

Corri a leggere l’articolo sulla Ciclabile del Brenta che trovi cliccando qui!

La ciclabile del Brenta è un percorso di circa 70 km che parte dal lago di Caldonazzo e arriva fino alla città alpina di Bassano del Grappa. Se si segue il corso del fiume si può raggiungere anche la gloriosa città di Venezia.

In questo articolo, però, ci fermeremo a Bassano del Grappa perché troppi sono i punti turistici da visitare e da conoscere, quindi è meglio non avere troppa fretta.

Trentino Alto Adige

 

Lago di Caldonazzo e lago di Levico

Ci troviamo in Trentino Alto-Adige e più precisamente in quella striscia di terra che divide i due laghi. Possiamo gustare i piatti tipici trentini, dedicarci agli sport acquatici oppure rilassarci alle terme.

Le occasioni per fermarci ancora prima di partire per la ciclabile del Brenta non mancano ma noi abbiamo deciso di affrontare la discesa fino alla cittadina veneta.

Ti sto già dando un consiglio da amica, ovvero quello di partire da Caldonazzo e non da Bassano in modo da trovare un percorso in discesa per non affrontare il dislivello di quasi 400 metri che c’è in senso contrario!

Comunque, se ti avanza del tempo, ti consiglio di fare il “Sentiero dei Poeti”. Si tratta di un percorso di un’ora che parte dalla piazza principale di Calceranica al Lago e si snoda verso il torrente Mandola.

Lungo il chilometro di percorso si trovano 16 punti di sosta corredati ognuno da una poesia fino a raggiungere una pieve da cui si può godere il panorama del lago dall’alto.

< Puoi vedere i due laghi dall’alto anche dalla cittadina di Lavarone, scoprila cliccando qui >

 

A Levico Terme, sul versante nord del lago, invece, si può fare la “Strada dei Pescatori” per una lunghezza di circa 2 chilometri e continuare con il percorso ad anello completo aggiungendo altri 4 chilometri di puro relax e silenzio.

Famosa per le terme, la cittadina di Levico nasconde edifici di inestimabile bellezza come il Forte Colle delle Benne e il Grand Hotel con il Parco Secolare degli Asburgo.

Il forte, costruito nel 1890, si raggiunge con una camminata di un’ora circa dal centro del paese, mentre il Parco Secolare si trova in città e a Natale si anima con casette e luci colorate.

 

Borgo Valsugana e Selva

Scendendo a valle con la nostra bici verso la ciclabile del Brenta incrociamo il comune di Borgo Valsugana famoso per aver visto perire uno dei firmatari della Costituzione Italiana, il politico Alcide de Gasperi.

Scelse, come luogo di ritiro, la val di Sella dove oggi ha sede “Arte Sella” un museo a cielo aperto che custodisce opere in legno, sassi e altri elementi naturali che vanno a creare un paesaggio unico e suggestivo.

< Scopri l’articolo su Arte Sella cliccando qui >

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

 

Salendo, invece, in direzione Scurelle si può fare tappa al rinomato rifugio “Il Crucolo” che si posiziona fra le montagne della catena del Lagorai.

In questo locale vengono servite pietanze della migliore tradizione culinaria trentina e il famosissimo liquore “Parapampoli”, un miscuglio di caffè, vino, grappa e zucchero a cui viene dato fuoco prima di essere servito.

Seguendo le anse nervose del Brenta che creano una continua serpentina si raggiunge il paese di Selva dove si può visitare la Riserva Naturale Provinciale Fontanazzo e il suo biotopo.

Qui, ad accoglierti, ci saranno uccelli, rettili e insetti che amano vivere negli acquitrini oltre a numerose piante acquatiche che traggono nutrimento dalla sorgente che arriva dal complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron.

L’entrata del parco la trovi sulla riva destra del Brenta costeggiando quindi la strada secondaria ossia dall’altra parte della statale 47. Nella stessa direzione trovi anche la grotta del Calgeron a Grigno dove si può fare una piacevole escursione adatta a tutti, previa prenotazione.


Veneto

Primolano e Cismon del Grappa

La ciclabile del Brenta continua a Primolano dove sovrasta il Forte Tagliata della Scala edificato per combattere i nemici durante la Prima Guerra Mondiale. Fortunatamente non è servito allo scopo ma ne ha lasciato un ricordo indelebile, difficile da dimenticare.

Da Primolano si può fare una deviazione per visitare il lago di Corlo nella cittadina di Arsié per rilassarsi e riprendere fiato lungo le sponde del bacino artificiale e gustare uno spuntino in compagnia degli abitanti del luogo.

< Maggiori dettagli sul lago di Corlo li trovi cliccando qui >

 

immagine autunnale del lago di corlo

Lungo la Statale 47 e più precisamente nella zona dell’albergo Forte Tombion e della birreria “Il Cornale” si può visitare il Covolo del Butistone.

Si tratta di un fortino militare scavato sulla roccia raggiungibile attraverso un percorso fatto di scale metalliche che salgono lungo la parete della montagna, offrendo così una visuale alquanto particolare della Valsugana.

La visita deve essere prenotata in quanto è accompagnata da una guida (tel. 338 830 8984).

 

Valstagna

Nella cittadina ridente di Valstagna ogni anno in estate avviene il “Palio delle Zattere”, una manifestazione folkloristica che richiama migliaia di persone.

Nove contrade cittadine si battono nel Brenta per mezzo di imbarcazioni a remi per guadagnare il drappo di velluto rosso, simbolo di forza e coesione fra contrade.

Lungo lo stesso percorso scendono quasi quotidianamente i gommoni per il rafting, uno sport che anima le acque del fiume a qualsiasi ora del giorno e, a volte, anche della notte.

Per gli escursionisti, invece, c’è il famoso sentiero della Calà del Sasso formato da 4444 gradini, che salgono fino alla località Sasso di Asiago, nell’Altopiano dei Sette Comuni.

Il percorso è impegnativo e impervio se le condizioni metereologiche non sono favorevoli, serve comunque un certo allenamento per raggiungere la meta finale.

Il Laghetto di Ponte Subiolo o dell’Elefante Bianco sempre a Valstagna è uno dei sistemi più importanti a livello europeo di risorgive carsiche frequentato da sub e speleosub.

Essendo piuttosto profondo, però, è tristemente noto per molteplici incidenti mortali ma anche per una leggenda misteriosa che dal profondo degli abissi sale fino alla superficie dell’acqua…

 

 

Grotte di Oliero

Quattro grotte da visitare comodamente seduti su un’imbarcazione con una guida che spiega in modo esaustivo i segreti della geologia e della botanica. Si trovano nell’omonima cittadina di Oliero a qualche chilometro di pedalata di distanza da Valstagna.

Grazie al lavoro di bonifica svolto dal botanico bassanese Alberto Parolini, si ammirano le cavità nominate in modo bizzarro coi soprannomi di Covol dei Assasini, Covol dee Soree, Covol dei Siori e Covol dei Veci.

Un grande parco con un sentiero naturale aiuta a riconoscere piante e arbusti e con lo stesso biglietto dell’ingresso alle Grotte si può accedere al Museo di Speleologia e Carsismo Alberto Parolini.

Un’idea per trascorrere alcune ore nel cuore della terra, all’interno delle sue rocce che sprigionano la sorgente della vita, l’acqua, e alimentano il regno vegetale.

 

Bassano del Grappa

La meta finale della Ciclabile del Brenta è raggiunta con l’arrivo sul Ponte degli Alpini, rimesso a lucido da recenti lavori di ristrutturazione dove potrai finalmente abbandonare la bici e riposarti.

Bassano è una città che vanta la Medaglia al Valor Militare per essersi distinta nei due conflitti mondiali. Divisa dalla riva destra e sinistra del Brenta ha ospitato grandi personaggi del passato come testimoniano le varie targhe posizionate sui muri della città.

Una città graziosa con le fronde dei salici che toccano la superficie dell’acqua per specchiare la loro naturale bellezza mentre nel centro i bar frequentati dai giovani si animano con bicchieri di spritz e stuzzichini.

Meriti anche tu uno spritz e se sei in zona chiamami, che raddoppiamo! 😉

 

Se vuoi avere altre informazioni ti consiglio di leggere gli articoli che ho scritto e che trovi di seguito:

Mi sento ancora in brodo di giuggiole al pensiero del mio, appena trascorso, fine settimana di autunno a Lavarone in Trentino Alto Adige.

Immagino di aver avuto la fortuna di trascorrere l’ultimo weekend assolato, a cavallo fra l’estate e l’autunno, prima dell’arrivo del freddo. Perché ho scelto Lavarone?

Lavarone

 

La cittadina di Lavarone si trova ai confini fra Veneto e Trentino alto Adige e più precisamente dopo l’Altopiano dei Sette ComuniVezzena. Subito dopo Lavarone c’è la famosa località sciistica di Folgaria.

A differenza di quest’ultima Lavarone è conosciuta per i sentieri di facile e medio livello e i percorsi adatti agli amanti della mountain bike.

Per loro sono stati creati dei percorsi ad hoc che permettono di muoversi attraverso i boschi e di lasciare le strade cittadine unicamente all’uso delle macchine. Inoltre c’è un attrezzato bike park per la gioia dei più piccoli.

Aria fresca e belle passeggiate, cosa volere di più?

 

 

cima rocciosa nei pressi di lavarone

Frazioni di Lavarone

 

Lavarone si estende in un territorio abbastanza vasto e comprende varie frazioni, ognuna diversa dall’altra. Visitarle è possibile seguendo le indicazioni dei sentieri che portano a fare dei giri intorno ad esse.

I dettagli delle case sono curatissimi, in perfetto stile Trentino. Un tripudio di fiori e di colori alle finestre, giardini impeccabili e dipinti di vita montana.

Una delizia per gli occhi. Ogni frazione presenta la sua peculiarità da ammirare e da fotografare. Se hai voglia di fare delle lunghe passeggiate ti consiglio di approfittarne!

Io ho soggiornato in un hotel a Bertoldi, una frazione graziosissima dove passa il Sentiero delle Sorgenti che arriva diritto al museo a cielo aperto de “Il Respiro degli Alberi“.

 

Respiro degli Alberi e altri percorsi

 

Il Respiro degli Alberi è un percorso espositivo all’interno del bosco dove si trovano installazioni permanenti di opere d’arte, fatte interamente in legno, di artisti della zona e oltre.

Seguendo una strada forestale ci si imbatte in opere che si amalgamano in modo perfetto alla natura esaltandone addirittura la bellezza. Ho visto anche un camoscio ammirare estasiato le strutture!

A metà percorso si congiunge anche il Sentiero delle Sorgenti: si può scegliere il percorso corto oppure quello lungo.

Ma ti consiglio prima di arrivare al termine del Sentiero degli Alberi, perché da lì potrai ammirare una bellissima panoramica dall’alto sul lago di Caldonazzo.

Dalla frazione di Slagenaufi invece puoi scegliere un sentiero dedicato alla storia e al conflitto mondiale. Proprio qui, infatti, si trova il cimitero austroungarico occupato da ben 768 salme con altrettante croci.

Una cappella e dei pannelli esplicativi raccontano i momenti della guerra per come la si è vissuta in questi luoghi che, ricordo, faceva parte dell’Impero Austroungarico.

Continuando il percorso si sale alla Baita Belem, una volta adibita a ospedale militare, dove venivano curati i feriti in gravissime condizioni.

Continuando in direzione del percorso che va a Monterovere, invece, si arriva al punto panoramico dal quale si ammirano entrambi i laghi di Caldonazzo e Levico con una visione a 360 gradi della zona.

Uno spettacolo imperdibile!

 

cartello del sentiero delle sorgenti

Forte Belvedere e lago di Lavarone

 

Il Forte Belvedere fu costruito a strapiombo su uno sperone di roccia calcarea prima della Grande Guerra. Serviva da controllo sulla Val d’Astico che a quei tempi segnava i confini fra il Regno d’Italia e l’Impero Austroungarico.

Oggi la struttura è perfettamente conservata e ospita un museo dedicato alla guerra. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le generazioni future agli orrori commessi durante la Grande Guerra affinché non vengano mai più ripetuti.

La tariffa del biglietto intero è di 7 euro, se sei possessore della Trentino Guest Card invece pagherai solo 3 euro.

Il lago di Lavarone non è molto grande ma le sue acque turchine richiamano turisti da ogni parte del mondo. Anche Sigmund Freud soleva trascorrere qui le sue vacanze per rilassarsi e cercare nuove soluzioni ai suoi quesiti psicoanalitici.

Il lago è attrezzato con due spiagge, spazi liberi e ha ricevuto il riconoscimento di bandiera blu per la purezza delle sue acque. In inverno invece si trasforma in pista di pattinaggio sul ghiaccio.

La sua origine è carsica, si tratta di una dolina che improvvisamente si è riempita d’acqua a causa di un cedimento strutturale.

 

Cosa vedere in Trentino Alto Adige secondo Punto e Viaggio?

 

Una veduta sulle montagne intorno a lavarone

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Leggende di Lavarone

 

Si dice che il lago di Lavarone si sia formato a causa di un litigio tra due fratelli. Entrambi possedevano un bosco molto rigoglioso ma l’avidità li metteva l’uno contro l’altro. Finché Dio si infuriò nel vederli sempre litigare e fece sprofondare il bosco. Dal cedimento strutturale nacque il lago e ai due fratelli non rimase più nulla.

Lungo il Sentiero delle Sorgenti c’è un bellissimo abete rosso che ha dei poteri particolari. Se ti fermi ad abbracciarlo per alcuni minuti, potrai sentire le sue proprietà balsamiche aprirti le narici e potrai percepire anche il più nascosto odore selvatico del bosco. 

Vicino a Lavarone, a Malga Laghetto, viveva un abete bianco dell’età di circa 250 anni. Ne aveva viste passare di persone e aveva ascoltato i loro problemi cercando di trovare una soluzione. Ma una notte particolarmente ventosa, la sua scorza dura cedette e si spezzò in due. Tutti gli abitanti della zona ne rimasero colpiti, perché era l’abete più antico d’Europa, il più saggio e il più amato. Il suo nome era Avez de Prinzep  e si trova ancora lì, irreparabilmente ferito ma pronto a dare conforto a chi richieda ancora il suo aiuto.

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

In un certo senso puoi fare della flânerie anche qui a Lavarone perché i sentieri si intersecano nei piccoli borghi di montagna. Ovviamente non potrai compiere deviazioni a casaccio per non perderti nei boschi ma potrai comunque scegliere varie alternative. 

il Genius Loci di Lavarone è un tipo rude all’esterno, tenero all’interno. Una sorta di immagine sfuocata che più ci si avvicina e più ci si accorge di quanta energia e calore contenga. 

I colori di queste montagne sono indimenticabili e ti sazierai solo a guardarli. Il cibo perde quasi sapore di fronte a tanta bellezza. Se assaggerai dei prodotti locali però ci ritroverai ogni sfumatura di colore che i tuoi occhi hanno visto tramutata in gusto.

Il silenzio degli alberi è inframezzato da qualche verso di animale e di uccello che percepirai come in lontananza, come se non avessi lo stesso diritto che hanno loro di trovarti lì.

Per non dimenticare i tuoi momenti qui fa come me: prendi in regalo uno strobilo da un abete rosso e portalo a casa con te. Ogni volta che ne avrai bisogno stringilo fra le mani riscaldandolo e assaporane il profumo selvatico e balsamico. Ti basterà per ritrovare la pace di quei luoghi.

 

Musica consigliata: questa volta rimani in silenzio e ascolta solo la sinfonia della natura

Lettura consigliata: 12 insegnamenti degli alberi di Vincent Karche


Oggi ti voglio lasciare tutte le informazioni su Arte Sella, un museo a cielo aperto nelle valli del Trentino, dove l’arte è di casa.

Salendo da Borgo Valsugana ci si inerpica sulle valli a ridosso dell’Altopiano dei Sette Comuni. L’aria si fa rarefatta e il ronzio delle api si fa sempre più acuto.

Piano piano si iniziano a incontrare le prime abitazioni e il panorama si fa largo fra i boschi. Si sale per raggiungere la Val di Sella, un luogo incantato pieno di meraviglia.

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

 

 

Borgo Valsugana

 

Il paese è famoso per aver dato i natali allo statista Alcide de Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana, firmatario della Costituzione Italiana e Primo Ministro della prima Repubblica Italiana.

Il paese non poteva che dedicargli un museo nel quale sono conservate  una delle tre copie della Costituzione italiana con le firme autentiche e oltre 1500 libri di proprietà del politico.

Aveva trasformato la Val di Sella come suo rifugio personale, riposandosi fra i dolci pendii e catturando l’energia che la natura gli sapeva regalare.

 

installazione in vetro fra gli alberi

 

Val di Sella

 

Si tratta di una superficie di 6000 ettari tra prati e boschi dove scorre il torrente Moggio, uno dei numerosi affluenti del fiume Brenta e si trova a un’altitudine di 900 metri.

Le abitazioni sono molto particolari a causa della forma stretta e allungata con altrettante finestre lunghe e strette. I balconi di colore azzurro gareggiano con il verde brillante naturale dell’erba.

Si racconta che molti animali selvatici vivano da queste parti ma, essendo molto schivi e timidi, difficilmente si lascino incontrare dagli umani.

Per questo sono nate delle installazioni in legno, opere degli artisti di tutto il mondo, che ritraggono le loro presenze mentre si muovono nel silenzio della valle.

L’idea è poi cresciuta dando vita ad Arte Sella.

 

 

chiocciola gigante in legno

 

 

Arte Sella

 

Il nome intero è Arte Sella – The Contemporary Mountain (la montagna contemporanea) ed è una fusione di nomi che si rifà al connubio fra arte e natura.

Un museo a cielo aperto che lascia siano gli agenti atmosferici e la naturale vita del bosco a modellare in modo perpetuo e ininterrotto le installazioni artistiche presenti.

Quando l’uomo e la valle entrano in sintonia si aprono dei scenari fantastici: l’essere umano da l’idea e la natura contribuisce ad abbellire con la sua magia evocativa.

 

Il percorso si snoda in tre passaggi:

  • Giardino di Villa Strobele
  • Percorso ArteNatura
  • Area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale. 

 

Villa Strobele è l’inizio del percorso. Si trovano i parcheggi sulla sinistra e vi si accede iniziando da subito ad ammirare le esposizioni. Ci sono delle bellissime riproduzioni di cervi che si vedono anche passando in macchina. Tempo di visita 20 minuti.

Si prosegue attraversando il Percorso ArteNatura dove si entra nel bosco per ammirare sia la bellezza naturale che quella umano-artistica. Opere dislocate in vari punti portano il visitatore fino al Biotopo in cui vivono molto specie di volatili e anfibi. Durata del percorso circa due ore.

 

Se si ha la macchina o con una passeggiata di 30 minuti circa si raggiunge l’ultimo spazio espositivo: l’area di Malga Costa e Cattedrale Vegetale. Il percorso di visita dura circa 45 minuti e tra colline, percorsi fra alberi e installazioni si visita la parte più alta della valle.

Il pezzo forte è la Cattedrale Vegetale, un’opera nata nel 2001 e ideata da Giuliano Mauri. Il progetto è quello di creare una vera e propria cattedrale di carpine ed evocare un luogo di culto in un luogo altrettanto suggestivo come a indicare che la sacralità si esprime nella natura e in tutto ciò che ci circonda.

 

campana lungo il percorso

L’entrata è di 8 euro e comprende una riduzione per visitare il Mart – Museo di Arte Contemporanea di Rovereto.

Una volta terminata la visita al museo Arte Sella non ti rimane che fare una piccola pausa. Proprio all’uscita c’è il ristorante dall’Ersilia dove puoi assaggiare il famoso “Stecco del Trentino“.

Si tratta di un semplice gelato al latte delle mucche trentine ricoperto da cioccolata, amaretto o nocciola. Una specialità casalinga con il prodotto principe del territorio.

Se hai alcuni giorni a disposizione ti consiglio di ritornare e fare uno dei numerosi percorsi che si inoltrano nella valle oppure approfittare di qualche evento promosso dall’associazione che gestisce il parco stesso.

 

statue in legno a forma di lupo che sembrano vere

 

Cosa puoi vedere ancora in Trentino Alto Adige?

 

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

Puoi fare della flânerie all’esterno del percorso di Arte Sella anche se non sei esattamente in città. La natura a suo modo, però, crea delle geometrie e dell’architettura per organizzare i suoi spazi. 

Il Genius Loci di Arte Sella è la forza del bosco che permette un costante rinnovamento e un continuo senso di rinascita. Crea la vita e la spezza, seguendo un percorso non tracciato che gira intorno a sé stesso. Siamo noi che vorremmo fermare questo processo ma ciò non è possibile e Arte Sella è lì a ricordarcelo.

I sensi sono richiamati dai dettagli, in particolare la vista, l’olfatto, l’udito e il tatto. Mentre il gusto può incorporare tutte le sensazioni che ha provato con un pezzo di formaggio, il gelato o la frutta selvatica. All’interno l’essenza stessa della valle: la fatica, la natura e il ciclo delle stagioni. 

Musica consigliata: Signore delle Cime

Lettura consigliata: Alpi Ribelli di Enrico Camanni


Il lago di Carezza si trova in Trentino Alto Adige. Più precisamente nell’alta Val d’Ega, vicino a Nova Levante. Nelle sue acque si specchiano le catene montuose delle Dolomiti con il Catinaccio da una parte e il Latemar dall’altra.

Le sue acque spaziano dal verde smeraldo al celeste vibrante. Viene anche chiamato lago dell’arcobaleno per le sue varie tonalità che cambiano in base alla luce e alle ore del giorno.

Il livello delle acque, invece, varia in base alla stagione essendo alimentato da sorgenti sotterranee che giungono dalle cime del Latemar.

 

IL LAGO DI CAREZZA: LA FAVOLA

 

Una sirenetta viveva tranquillamente tra le acque del lago. Un giorno passò vicino al lago il mago Masarè. Vide la giovane sirenetta specchiarsi e giocare con i pesci e se ne innamorò.

Ma non sapeva come fare ad attirare la sua attenzione. Il mago non era certo un bell’uomo e non aveva mai avuto a che fare con una sirenetta! Così chiese consiglio alla strega Lanwerda.

Lei lo aiutò dicendogli di travestirsi da venditore di gioielli e di creare con questi un arcobaleno che partiva dal Catinaccio fino ad arrivare al Latemar.

Al mago sembrò un’idea interessante e preparò tutto il necessario. L’arcobaleno splendeva e la sirenetta lo guardava estasiata.

Il mago la stava osservando di nascosto e, prendendo tutte le sue forze, uscì dal cespuglio per mostrarsi alla sua bella.

Ma dimenticò di travestirsi. La sirenetta lo vide e si spaventò. Affondò nelle acque del lago e non ritornò mai più a galla. Il mago deluso, buttò tutti i gioielli e i pezzi dell’arcobaleno nel lago.

Per questo motivo, ancora oggi il lago di Carezza brilla magicamente in tutti i colori dell’arcobaleno.

 

 

Il Catinaccio vicino al lago di Carezza

INFORMAZIONI UTILI

 

Il lago di Carezza si trova in un’altitudine di 1520 metri sopra il livello del mare. È raggiungibile dalla strada statale 241, Val d’Ega, che attraversa  il passo di Costalunga fino a Vigo di Fassa, dove si collega con la strada statale 48 delle Dolomiti.

A fianco al lago si trova un parcheggio a pagamento che permette di lasciare la propria auto. Dal parcheggio è stato creato un apposito sottopasso che raggiunge il belvedere del lago.

Lì si può fare una passeggiata di circa 30 minuti intorno al lago per ammirarlo in tutta la sua bellezza. Non è consentito però accedere alle sue rive o fare un bagno.

Il costo del parcheggio è di solo 1€ per la visita in un’ora. A fianco si può ammirare anche un lago più piccolo chiamato Mittersee.

 

Riflessi turchesi nel lago

 

Cosa puoi vedere ancora in Trentino Alto Adige?

 

 

La bellezza delle montagne vicino al lago

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Il percorso che potrai fare sarà quello ad anello intorno al lago quindi non è possibile fare della flânerie. Ma è possibile conoscere il Genius Loci. Chi è? Ovviamente il lago stesso con i suoi colori, capaci di esprimere tutta la bellezza della natura. 

Il riverbero del sole ti farà socchiudere gli occhi e questo ti darà l’opportunità di osservare altre mille sfumature delle acque. Il canto degli uccellini del bosco ti accompagneranno lungo la passeggiata e non ti lasceranno in silenzio.

Avranno così tante cose da raccontarti! Mentre ti guardi intorno noterai delle strutture in legno che si amalgamo perfettamente con il territorio circostante, questo per non disturbare gli animali selvatici che vi abitano.

Quindi evita di mangiare e di attirare la loro attenzione, potrai farlo una volta uscito di lì. Invece di pensare al cibo concentrati sugli odori del bosco, cerca di sentire ogni singola fragranza. E se vedi un fungo, non toccarlo! Non si possono raccogliere se non hai un permesso.

 

Musica consigliata: Somewhere over the Rainbow – Israel “IZ” Kamakawiwoʻole

Lettura consigliata: Gnomi, fate, folletti e altri esseri fatati in Italia di Dario Spada


 

 

Il Messner Mountain Museum è un museo che l’alpinista Reinhold Messner a voluto dedicare alla montagna e alla spiritualità che la circonda.

 

REINHOLD MESSNER

 

Messner è uno dei più grandi alpinisti che la storia ricordi. L’unico al mondo ad aver scalato tutte le quattordici cime del pianeta sopra gli 8000 metri.

Per due volte è stato sull’Everest: la prima senza ossigeno nel 1978 e la seconda in solitaria nel 1980. Inoltre ha attraversato l’Antartide e la Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore, né cani da slitta e a piedi a quasi 60 anni, il deserto dei Gobi.

Dopo la spedizione al Nanga Parbat dove perse sette dita dei piedi a causa del congelamento e il fratello Günther travolto da una valanga, ogni altra arrampicata estrema su roccia gli è rimasta preclusa. Ma ciò non ha comunque fermato la sua natura da alpinista.



Ha scritto numerosi libri tra cui La montagna nuda“, “Walter Bonatti: il fratello che non sapevo di avere“, “La vita secondo me e molti altri.

Attualmente vive a Castel Juval prendendosi cura di yak himalayani, animali che gli sono rimasti nel cuore dopo la traversata Cho Oyu. Inoltre si occupa di gestire i sei Messner Mountain Museum a:

  •  Corones dedicato alla disciplina regina dell’alpinismo: Il Trad Adventure Alpinism, che è stato caratterizzato da Reinhold Messner;
  •  Castel Firmiano concettualizzato sull’alpinismo, la montagna e la spiritualità;
  •  Dolomites dedicato alla roccia e all’alpinismo nelle Dolomiti;
  •  Castel Juval incentrato nel mito della montagna;
  •  Ripa dedicato alle gente della montagna;
  •  Ortles dedicato ai mondi di ghiaccio ed espone la più vasta collezione di vedute dell’Ortles.

MESSNER MOUNTAIN MUSEUM CASTEL FIRMIANO

 

Il Messner Mountain Museum si trova vicino a Bolzano sulla collina di Castel Firmiano. Dall’alto sovrasta la città trentina e accoglie il visitatore in una cornice surreale.

La finalità del museo è quella di enfatizzare la montagna e le popolazioni che vi abitano attraverso la celebrazione della spiritualità e del rispetto della natura.

Una volta entrati si ammirano le alte mura che racchiudono il castello, oltre che le statue di Buddha e di altre spiritualità orientali. La visita è determinata da un percorso specifico.

Costruzioni in acciaio nero fungono da palcoscenico in apertura verso la montagna sacra dove sono esposte statue, suppellettili, fotografie e ricordi di spedizioni.

Ogni stanza racchiude un mondo, mentre in giardino trova spazio un’inconsueta statua di San Francesco, accanto a un olivo.

Messner chiama il museo “La Montagna Incantata e la sensazione che si vive è proprio quella di un viaggio fatto in una sorta di incantesimo.

Ci si ritrova a contemplare l’ignoto e il tutto che domina il mondo, per un attimo ti senti parte dell’universo e raggiungi una nuova consapevolezza: attraverso la fatica, la forza e il superamento dei propri limiti ognuno di noi può raggiungere quel posto magico che ci spetta di diritto.

 

INFORMAZIONI PRATICHE

 

Dall’uscita autostradale Bolzano Sud si prosegue a sinistra verso Merano, si esce dopo la galleria di Castel Firmiano in direzione Bolzano.

Dopo aver disceso il ponte sulla strada principale, si svolta a destra verso Ponte Adige. Al passaggio a livello e passato il ponte sul fiume Adige, si continua a sinistra verso Cornaiano.

Dopo circa 200 m sulla sinistra c’è la stradina che porta a Castel Firmiano e al Messner Mountain Museum.

COSTO: 10 euro biglietto singolo, senza riduzioni

ORARI: Aperta dalle 10 alle 18 dalla terza domenica di marzo alla seconda di novembre tranne i giovedì.

 

 

Cosa puoi vedere ancora in Trentino Alto Adige?

 

Foto di repertorio di Messner

 


*** VIAGGIARE CON I SENSI ***

William Blake diceva: “Se le porte della percezione venissero purificate tutto apparirebbe come realmente è: infinito”. Sembra essere questa la chiave di lettura della visita al Messner Mountain Museum.

Non si entra per il gusto della flânerie o per la scoperta del Genius Loci, ma per abbandonare le nostre convinzioni e semplicemente osservare. L’uomo può esprimersi in mille modi diversi e dire le stesse cose ma spesso, non ne riconosce la similitudine.

In questo luogo, dedicato alla spiritualità, dovrai abbandonare i sensi e immergerti in ciò che ti viene proposto. Per una volta non importi ma semplicemente contagiati. Solo così potrai vivere un’esperienza totalizzante che toccherà le corde più profonde della tua anima. 

Musica consigliata: mantra dell’OM SHANTI OM

Lettura consigliata: libri di Messner