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Da viaggiatori è possibile dare un nostro personale contributo al pianeta? E quanto è deleterio il nostro desiderio di viaggiare?

In questi giorni, grazie alla movimentazione mondiale organizzata da Greta, l’attivista quindicenne svedese, si sta parlando molto dell’attuale condizione climatica.

L’Italia sembra si sia rovesciata provocando freddo, nevicate e gelate al sud, mentre al nord la temperatura rimane mite. Da tempo si discute sul problema dell’effetto serra senza fare alcun passo concreto per arrivare a risolvere il problema.

Molti adducono che la responsabilità sia dei governi e del loro totale disinteresse verso la popolazione mondiale. In parte ciò è vero, ma noi cosa facciamo per dare il nostro contributo al pianeta?

Passeggiando con Pepe, il mio cucciolo misto Breton-Pinscher di due anni, alla mattina nel mio paese, mi rendo conto di quanta immondizia ci sia lungo i bordi della strada.

Quindi mi viene da pensare che non sia poi così giusto puntare il dito contro i governi se i primi a non rispettare l’ambiente siamo noi.

 

onde atlantiche che si infrangono sugli scogli in terra marocchina al tramonto

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

 

Gandhi ci ha lasciato la testimonianza della sua forza d’animo e la frase “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” a testimonianza di quanto ogni singolo atteggiamento possa migliorare la qualità della vita di tutti.

Il rispetto per l’ambiente parte da noi, in primis, e si diffonde attraverso gli altri con il nostro esempio. Se prestiamo attenzione a ciò che acquistiamo, a come ricicliamo i prodotti, se aiutiamo gli altri a conoscere i danni che può causare un’educazione ambientale sbagliata, creiamo attorno a noi un ambiente più salutare.

Molto spesso mi fermo a pensare a quanto impatto possa avere nel mondo il mio desiderio di viaggiare. Purtroppo, devo ammettere, che il prezzo da pagare in termini ambientali è molto alto.

Ma sono consapevole anche del fatto che viaggiare mi ha aperto gli occhi su molti aspetti che prima non avevo mai considerato.

Quando sono stata in Guatemala, a Livingston, ho aperto gli occhi sulla quantità di plastica che viene portata dal mare sulle coste. Persino sul Mar Morto si trovano strati di immondizia lasciate dalle onde sulla riva.

Mentre in questi giorni, passeggiando nei campi, mi accorgo di quanto la terra sia secca e crepata a causa della mancanza di piogge.

Ovviamente non dipende tutto da me! Ma il fatto di non prendere degli accorgimenti in merito non può che andare a sommarsi ad altri problemi che già esistono.

Pertanto, se ognuno di noi facesse anche solo un piccolo passo e cercasse di salvaguardare per quanto gli è possibile l’ambiente, questo si ripercuoterebbe sull’intero pianeta.

 

statua di ape in legno

Gli animali del bosco lungo la Val Canzoi in provincia di Belluno

 

Tu sei pronto?

 

Non sto dicendo di smettere di prendere l’aereo ma di adottare un’abitudine dei popoli indigeni: per ogni cosa che facciamo in sfavore della Terra, dovremmo farne un’altra in suo favore.

Ad esempio, se decido di prendere un aereo e di fare un viaggio di piacere, al mio ritorno potrei acquistare un piccolo albero o un seme e piantarlo.

Se acquisto un articolo non riciclabile in cambio potrei scegliere di consumare per una settimana solo prodotti provenienti dalla terra e poco confezionati, in modo da bilanciare il gesto.

Posso anche decidere di raccogliere, durante la mia passeggiata, l’immondizia che trovo in giro, solo per sopperire al “danno” che ho fatto all’ambiente viaggiando.

Se non sei abituato a questo tipo di atteggiamento potrà suonarti strano o un po’ folle ma sono sicura che, con il tempo ,converrai con me che questo scambio fa bene sia all’ambiente che a noi stessi.

Io credo non ci sia niente di più potente della gratitudine per smuovere le coscienze delle persone. Solo prendendo consapevolezza dell’immensa fortuna che abbiamo nel vivere in questo mondo possiamo capire quanto sia importante salvaguardarlo.

Non solo per noi stessi, che lo viviamo adesso, ma anche per le generazioni future. Bisognerebbe sempre tenere a mente ciò che i nativi americani dicevano, ossia che “la Terra non ci è stata data in regalo da i nostri genitori, ma in prestito dai nostri figli”.

Alla luce di ciò cerca di averne più cura!

 


Altri consigli

 

Un piccolo contributo al pianeta può essere fatto anche informandosi. Di seguito ti lascio alcuni libri che potranno aiutarti a prendere consapevolezza sul problema:

  • Il dono della rabbia: scritto da Arun Gandhi, nipote del Mahatma, in cui racconta tutti gli insegnamenti avuti dal nonno sugli uomini, la vita e l’ambiente;
  • Intelligenza ecologica, di Daniel Goleman, che spiega come diventare dei consumatori più consapevoli e più attenti ai bisogni della natura;
  • Se niente importa di Jonathan Safran Foer, una ricerca durata tre anni all’interno dei cosiddetti “allevamenti intensivi” che ci porta a conoscere come vengono preparate le carni con cui ci nutriamo;