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Pronto/a a organizzare un’escursione a Brent de l’Art a Belluno o meglio a Sant’Antonio Tortal, frazione di Trichiana nella Valbelluna?

Nascosto fra le montagne si è formato un canyon a seguito dello scorrere impetuoso delle acque del torrente Art. Nel corso di millenni ha eroso la roccia fino a trasformarla in qualcosa di magico ed esotico.

Appena lo sguardo si apre davanti alla scarpata erosiva di roccia argillosa, la mente vola verso contesti americani veduti troppe volte nei film. Eppure siamo in provincia di Belluno e i fenomeni carsici avvengono anche qui.

 

 

Raggiungere Sant’Antonio Tortal

 

Si parte da Trichiana, in provincia di Belluno e si seguono le indicazioni che ho trascritto al termine dell’articolo. Ti consiglio di lasciare la macchina nei parcheggi non appena raggiungi il piccolo borgo perché poi la strada diventa forestale e i campi attigui sono destinati allo sfalcio dell’erba.

Oppure puoi raggiungere il paese da Treviso superando i borghi fra i più belli d’Italia di Follina e Cison di Valmarino e salendo impietosamente verso il passo di San Boldo.

Seguendo questa direzione ti ritroverai a fare un percorso ad alto tasso adrenalinico fra costoni di roccia che scendono a picco nella valle, gallerie create a ridosso dei tornanti, motociclisti spericolati o impavidi ciclisti.

E se la fortuna ha deciso di stare dalla tua parte, potresti ritrovarti nel bel mezzo della transumanza, attendendo il lento discendere delle pecore e dei suoi guardiani.

Arriverai sulla sommità del passo dove ad attenderti ci sarà l’Osteria La Muda, la più Antica del Veneto, orgogliosa del suo titolo in vita dal lontano 1470.

Sia che tu arrivi da Belluno o da Treviso una fermata è d’obbligo ma ricordati di prenotare in anticipo per riuscire ad avere un posto garantito e assicurato. Il giovedì si preparano gli gnocchi!

 

Piscine naturali a Brent de l'art a Belluno

 

Passeggiata fra betulle e torrenti

 

Ritornando all’escursione a Brent de l’Art a Belluno, ti consiglio di indossare degli scarponcini da trekking per non scivolare qualora il terreno si presentasse umido. In ogni caso mantengono più stabile il piede e ti assicurano contro le cadute. 

Puoi portare con te il cane, proprio come ho fatto io con Pepe, il quale si è divertito un mondo a correre fra le rocce che costeggiano il torrente. L’unica accortezza che dovrai avere è quella di usare un antiparassitario contro le zecche che si presentano numerose e agguerrite in tutto il bellunese. 

I passeggini, invece, sono sconsigliati perché in certi punti il sentiero è fin troppo ripido, mentre in altri tratti è piuttosto sassoso risultando quindi difficoltoso manovrare il mezzo.

Per il resto, potrai godere di un percorso ad anello breve e mediamente impegnativo di solo 6 chilometri. Puoi partire seguendo la strada asfaltata, poi in ghiaia e scendere direttamente ai canyon oppure attraverso le case scegliendo il sentiero al contrario.

 

 

Qual è il migliore?

Io ho fatto il primo  visitando subito le particolari formazioni rocciose per poi attraversare il bosco e compiere il tragitto completo in un tranquillo sali e scendi.

Il panorama è meraviglioso e variegato. Si passa dal bosco dove la luce entra a fatica facendosi largo fra le foglie fino ad arrivare ai prati fioriti dove sbocciano i selvatici e profumati gigli di San Giovanni. 

Sarai sempre accompagnato dal dolce rumoreggiare dell’acqua e ogni tanto una casara, abbandonata e non, farà la sua comparsa per ricordarti l’imminente arrivo in paese. Saluta il genius loci selvatico del luogo e ringrazialo per l’accoglienza!

 


Informazioni utili:

Mappa da Treviso e da Belluno;

Osteria La Muda.


 

 

Altre escursioni nella Valbelluna:

La ciclabile San Candido Lienz è una biciclettata di circa 45 chilometri incorniciata dalle vette che contraddistinguono la Val Pusteria. Volendo si può partire da Dobbiaco che si trova a circa 7 chilometri di distanza da San Candido, mentre la destinazione finale rimane invariata.

Era da tempo che sognavo di percorrerla e finalmente un sabato sono partita alla volta della Val Pusteria decisa ad affrontare questa magica avventura. La spinta maggiore l’ho avuta alla notizia che fra quelle valli si trova lo stabilimento della Loacker, incastonato in un paesaggio da cartolina.

Com’è andata? Sono proprio ansiosa di raccontartelo!

 

San Candido

 

Ci troviamo nella Val Pusteria nel cuore dell’Alto Adige dove ogni dettaglio è curato fin nei minimi particolari. Le case sono addobbate da gerani dai colori sgargianti e da fiori che esprimono tutta la loro vitalità.

Nei giardini, opportunamente tagliati, fanno bella vista sculture in legno di stampo artigianale che rivelano tutta la maestria e l’estro dei proprietari. Il centro storico di San Candido (Innichen in tedesco) è pulito, ordinato, regolare e perennemente addobbato a festa.

In questi luoghi nasce il desiderio di sentir suonare campanacci, comperare pantofole in feltro, camicie a quadri e pantaloni in velluto con bretelle, salvo poi tornare a casa e domandarsi il perché di tale scelta…

Eppure, è tutto talmente in armonia, da farti sentire una persona migliore o almeno di provare a esserlo per un giorno. La ciclabile passa per la stazione dei treni e vicino si può trovare un parcheggio gratuito dove lasciare la macchina.

Se guardiamo di fronte la stazione verso destra si va in direzione Lienz mentre verso sinistra si va a Dobbiaco. Il percorso è ottimamente segnalato sul manto stradale su cui sono disegnate una bici e le frecce a indicare la direzione corretta.

 

Link su google Maps qui: lascia la macchina al parcheggio ovest e tramite una scorciatoia raggiungi la stazione in circa due minuti. Segui l’indicazione per la stazione dal parcheggio segnalata vicino al ponte in legno sulla sinistra.

 

Si prosegue per lo più in discesa con qualche salita inaspettata che infastidisce un po’. Bisogna fare molta attenzione alle altre biciclette che sfrecciano, a volte, a velocità fin troppo elevata.

Percorsi 15 chilometri circa, accompagnati dal gorgoglio del fiume Drava, si inizia a scorgere sulla sinistra una fabbrica dal nome conosciuto e amato: la Loacker.

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Lo stabilimento della Loacker

 

Sarà impossibile impedire alla bicicletta di girare verso sinistra fino a trovare l’ingresso dello spaccio. Saranno proprio le tue gambe a chiedertelo dopo che avranno ricevuto l’ordine dalla gola.

Sei pronto a diventare per un attimo bambino? Un tripudio di cioccolata si presenterà sotto forma di biscotti waffle dai gusti variegati ai quali sarà difficile dire di no. Il bar vicino richiamerà la tua fame con continui effluvi di cioccolata calda.

“Chi se ne frega della dieta? Quando mai ci ricapita un’occasione del genere?” suggerirà la tua mente mentre le mani si muoveranno veloci per riempire il sacchettino di succulente prelibatezze.

Come un automa ti dirigerai verso la cassa per paura che qualche pensiero disturbante, con la sua voce zelante, ti faccia cambiare idea. Una volta acquistati i prodotti tirerai un sospiro di sollievo pensando che ora niente e nessuno potrà impedirti di gustare ciò che ti appartiene di diritto.

Tenere in mano una confezione di Loacker sarà una tale soddisfazione che ti farà dimenticare anche il motivo per cui ti trovi da quelle parti, la cioccolata ha questo potere!

Potrai approfittarne per visitare anche il piccolo museo che illustra le varie fasi di lavorazioni. Questo ti darà un nuovo indizio a cui, magari, non avevi fatto caso.

Ti accorgerai che il paesaggio disegnato sulla confezione è lo stesso che ti si parerà davanti agli occhi una volta uscito dal negozio. Sarà un’emozione incredibile e, soddisfatto, potrai continuare il tuo percorso per riprendere i chilometri che mancano alla destinazione finale.

 

Vista sul fiume Drava

 

Lungo la Drava

 

A causa delle condizioni meteo dei mesi scorsi la ciclabile è stata rovinata in più punti ma nonostante il terreno accidentato la gioia di percorrerla non ti abbandonerà.

Se sarai fortunato potrai avvistare uno dei tanti scoiattoli che popolano i boschi e magari riuscire anche ad avvicinarlo. La Drava non smetterà di farti compagnia e ti regalerà una brezza fresca e leggera che asciugherà il sudore provocato dai raggi del sole.

Attraverserai ponti in legno, fabbriche di legnami, alcune baite e tratti che si intersecano con la strada circolata anche da automobili.

Prima di arrivare a Lienz passerai lungo la cittadina di Thall. Perché te la nomino? Perché questa è la città natale di Arnold Schwarznegger e sarà impossibile non numerare con gli amici i film in cui ha recitato. Pochi chilometri ancora per arrivare a Lienz. Lo sai cosa ti aspetta vero? Una bella coppa di gelato, acqua fresca e un giro nel centro storico.

 

Benvenuti a Lienz scritta

 

Finalmente a Lienz

 

Quando si arriva a Lienz è impossibile non fermarsi sulla rotonda con la scritta “Benvenuti a Lienz” e fare una foto di rito. Proseguendo sulla sinistra e attraversando il ponte si arriva scendendo e poi salendo di nuovo, sulla destra, alla stazione dei treni.

Se non hai prenotato la bici a San Candido dovrai salire sul treno con la bici e dovrai acquistare dei biglietti appositi. A meno che tu non sia così sportivo da decidere di ritornare in bici a San Candido: in questo caso meriti i miei applausi.

Il costo del biglietto per un adulto con bici e di quasi 17 euro: un salasso che solo i pezzetti di Loacker sapranno farti dimenticare.

Se hai un po’ di tempo a disposizione ti consiglio di fare un giro nel centro storico della città per ammirare il rigore e il pavimento che sembra luccicare da quanto è pulito. Ma prima ti consiglio di acquistare il biglietto del treno al fine di non dover aspettare il prossimo per mancanza di posto!

Se sei un appassionato del gelato ti consiglio di provare l’Eis Café o l’Eis Shokolade: si tratta di una coppa con una o due palline di gelato (caffé/cioccolato e vaniglia) con caffè o cioccolato freddo liquido e un po’ di panna. Dopo una pedalata del genere te lo meriti, no?

Non dire che hai già comperato la Loacker perché quella si mangia quando torni a casa!

Ti ci vorrà circa un’ora per tornare a San Candido in treno, fai attenzione a presentarti presto perché il treno è fermo in stazione e si riempie con grande facilità, potresti rischiare di non trovare posto.

La mia giornata si è terminata con il rientro a casa ma tu potresti approfittarne per rimanere in queste zone per il weekend, le escursioni da fare sono tantissime, chissà se avrai la fortuna di incontrare anche uno degli gnomi della Loacker, a me non è capitato.

Forse è un segno che devo ritornare? 😉

 

Come avrai capito non si può parlare di flânerie in quanto la gita è dedicata alla bici ma potrai farla nel caso decidessi di visitare qualche piccola cittadina nei dintorni.

I Genius Loci dei luoghi citati sono gli gnomi dal carattere burbero, risoluto ma anche tenero e dolce come la cioccolata. Grandi amici degli scoiattoli tanto da lasciare loro che si avvicinino agli uomini gli gnomi, invece, non ne vogliono sapere!

 

Musica consigliata: 2Cellos – Thunderstruck

Lettura consigliata: Narciso e Boccadoro – Hermann Hesse

Scopri anche la ciclabile del Sile o dedicati ai cioccoviaggi!

Hai mai sentito parlare della Grotta Azzurra e il Castello di Zumelle a Mel? Si tratta di un’escursione unica, adatta a grandi e a piccini. Io l’ho fatta alcune settimane fa e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla varietà paesaggistica e dall’inaspettato salto nel passato.

Ho visto alcune foto su Facebook che mi hanno lasciato senza parole. Era mai possibile che a due passi da casa mia ci fosse un sito così bello di cui non avevo mai sentito parlare?

Ho fatto qualche ricerca su internet e ho scoperto che l’escursione si trova a Mel ed è nei pressi del Castello di Zumelle. Dato che avevo visto, sempre su Facebook, la pubblicità del Castello e mi aveva anch’esso incuriosito, ho pensato che avrei potuto prendere due piccioni con una fava.

Così, al termine della mia vacanza sul Parco delle Dolomiti Bellunesi, ho proseguito dal ponte di Busche in direzione Mel. Presto mi sono ritrovata a seguire le indicazioni per il Castello di Zumelle che si trova prima del centro abitato di Mel ed esattamente nella frazione di Villa di Villa.

Prima di arrivare c’è una delle chiese più antiche del Veneto: la Chiesa di San Donato. È aperta solo il sabato e la domenica attorniata da una miriade di fiori dal sentore dolce e dalle api ronzanti che succhiano festosamente il loro nettare.



La Grotta Azzurra

 

A fronte di vari saliscendi in ripidi tornanti fra case montane curate in ogni minimo dettaglio, sono arrivata al parcheggio del Castello. Ho alzato gli occhi al cielo per guardare i profili delle montagne e sulla destra ho notato i merletti che contraddistinguono i castelli medievali.

Mi sono anche accorta che il sentiero per raggiungere la Grotta Azzurra, partiva proprio sulla sinistra della strada che sale all’entrata del Castello.

Niente flânerie quindi, solo immersione nella natura. Ho fatto alcune foto di rito per immortalare quello spaccato di storia antica e assaporare le vestigia di un tempo. Sono dunque scesa seguendo l’itinerario indicato dai cartelli. Ho visto lungo il tragitto alcune opere legate al tema della natura e dell’uomo e attraversato un piccolo pezzo di strada asfaltata.

Un nuovo cartello mi ha segnalato l’inizio del percorso che ho seguito con non poca difficoltà: purtroppo il terreno era piuttosto bagnato e quindi scivoloso.

Alcuni pezzi di sentiero sono stati poi erosi dagli agenti atmosferici e diventa alquanto impegnativo percorrerlo in totale sicurezza.

Superata la parte boschiva si arriva sul letto del torrente che si segue per alcune centinaia di metri. Si sale di nuovo, per poi ridiscendere fra sassi e radici fino a raggiungere la grotta.

Il percorso ha una lunghezza di circa mezz’ora ma bisogna fare molta attenzione ai vari impedimenti naturali ma soprattutto vanno indossati scarponi da trekking.

Lo spettacolo che si apre però ripaga la fatica: l’acqua è di un azzurro talmente cangiante da fare male agli occhi. Le rocce della grotta virano dal bianco candido al marrone, creando delle striature scenografiche davvero particolari. Il rumore dell’acqua che scorre e che scivola fra i sassi è rilassante, a tratti addirittura calmante.

I pochi fortunati che arrivano fino alla fine del percorso sono graziati da uno scorcio inaspettato stupendo che consiglio a tutti di vedere, con la dovuta cautela.

Meglio evitare l’escursione se non c’è bel tempo o se ha piovuto da poco anche per una questione di portata di acqua del torrente.

Secondo la guida che avevo letto l’itinerario era turistico e adatto quindi anche ai bambini. Io ho qualche dubbio a riguardo perché bisogna prestare la massima attenzione per non cadere o scivolare sul terreno sdrucciolevole.

Aggiungerei, quindi, che l’escursione è di difficoltà media, a salire in base alle condizioni meteo.  Per ritornare indietro si segue la strada a ritroso e ci si può rilassare regalandosi una visita al castello.

 

Grotta azzurra e castello di zumelle, immagine del castello con sfondo sulle dolomiti bellunesi

 

Il Castello di Zumelle

 

La leggenda narra che in questo castello nacquero i gemelli Iusprando e Goffredo dall’unione di un confidente della regina degli Ostrogoti con la sua damigella. Una volta morta la regina per omicidio i due amanti si riparano dalle parti di Mel. Il confidente, ritrovatosi senza lavoro, riesce in qualche modo a procurarsi il titolo di Conte. Fa così costruire il castello per ritirarsi in isolamento e vivere in tranquillità la sua storia d’amore, donando ai figli un luogo di pace.

 

Si tratta di una costruzione che risale al I secolo D.C. ottimamente conservata su cui si è stato edificato un villaggio fittizio che richiama l’architettura dell’epoca.

L’entrata è un vero e proprio tuffo nel passato dove si vedono capanne, taverne, tende e una strada acciottolata sale al museo sulle note di una musica medievale.

L’entrata costa 6 € per il biglietto intero, 5 € il ridotto e 3 € per i bambini dai 3 agli 8 anni non compiuti. Il ristorante, invece, propone piatti moderni e medievali per accontentare anche i gusti più esigenti.

Al castello è possibile soggiornare la notte, provando l’ebrezza di trasformarsi in antichi cavalieri senza macchia. Le stanze disponibili sono tre e hanno tutte il letto matrimoniale.

Solo dormendo immagino sia possibile incontrare il Genius Loci che io, ahimè, per mancanza di tempo non ho potuto riconoscere.

Si può portare il nostro amico a quattrozampe per far vivere anche a lui una notte insolita e particolare che farà fatica a dimenticare!

 

Per avere maggiori informazioni sul Castello di Zumelle vai a questo link

 

Immagine dell'interno delle mura del castello con veduta su una delle taverne presenti

 

 


Musica consigliata: Saltarello 

Lettura consigliata: Il Medioevo raccontato da Jacques le Goff – J. Le Goff

Top 10 Irlanda: le città da visitare e l’itinerario da creare per non perdersi nulla, neanche i risvolti più fantasiosi dell’isola.

Sì, perché l’Irlanda non è solo un isola da visitare ma anche da vivere attraverso le molteplici leggende, i riti propiziatori e i personaggi magici che vi abitano.

Non ti aspettare, dunque, un semplice viaggio ma un’immersione completa all’interno di una cultura dal fascino magico e magnetico.

 

Cartina dell'Irlanda

 

Dublino

 

Dublino è la capitale irlandese e punto di arrivo per la maggior parte dei turisti. Conosciuta per i suoi pub e le passeggiate in città attraverso i suoi vicoli che costeggiano il fiume Liffey. Le attività da svolgere sono davvero molte per cui una volta che avrai lasciato le valige in hotel dovrai darti da fare per partire alla scoperta della città.

Potresti trovare utile, se fai un viaggio non organizzato, prepararti per tempo un itinerario con l’ausilio di Google My Maps, è molto semplice, in questo articolo ti spiego come fare.

 

A Passeggio

 

Statua dello scrittore James Joyce

Una delle mete più battute a Dublino è Grafton Street la via commerciale in cui si trovano i negozi alla moda e dove si esprime la vivacità giovanile.

A pari merito è posizionato il famoso quartiere vicino al Temple Bar ricco di pub, musica fino a notte fonda e tasso alcolico alle stelle! Ti sconsiglio di prendere alloggio in questa zona se non sei un under 25 o se non ricerchi la movida.

Se vuoi allontanarti dalla confusione e mescolarti fra i turisti affaccendati a scoprire le top 10 dell’Irlanda muoviti verso l’Ha’Penny Bridge, il ponte sul fiume e poi continua in direzione Docklands.

Si tratta della vecchia zona portuale di Dublino che nel corso degli anni ha subito una riqualificazione trasformandosi in un centro per gli affari moderno ed eccentrico.

Sei pronto/a a fare un nuovo bagno di folla? Allora cerca nella cartina O’Connell Street, altra via commerciale dove perdersi a guardare le vetrine e ascoltare le esibizioni degli artisti di strada.

Prima di andare a riposare all’ombra di una pianta nel parco cittadino St. Stephen’s Green va alla ricerca delle statue di James Joyce autore dei celebri libri Ulisse e Gente di Dublino e di Molly Malone, pescivendola e prostituta, che se toccata porta fortuna.

Secondo la leggenda la povera donna, non avendo vissuto una vita soddisfacente, si aggira ancora fra i vicoli della città sfocati dalla nebbia, in cerca di un riscatto che mai avrà.

 

Dove si trovano non te lo dico! Sarà tuo compito scovarle!

 

Musei, chiese ed edifici

Il Trinity College è il simbolo di Dublino famoso non solo per l’università ma anche per contenere all’interno della Old Library il pregiato manoscritto miniato conosciuto come “The Book of Kells”.

Inoltre, nel giardino interno, è presente la statua “Sfera dentro la Sfera” dell’artista contemporaneo italiano Arnaldo Pomodoro. Un’altra simile si trova nel lungomare di Pesaro e di fronte agli uffici della Farnesina.

La Christ Church Cathedral è una chiesa che nasconde un passato piuttosto mbiguo: è nata, infatti, dai resti di un’antica chiesa vichinga costruita in legno.

Tutt’altra storia, invece, racconta la St. Patrick Cathedral che rappresenta il simbolo dell’Irlanda protestante ed è uno dei luoghi cristiani più antichi.

Gli ultimi due edifici significativi della storia culturale irlandese sono il Castello di Dublino, una fortezza di origine normanna eretta da Giovanni Senza Terra e il General Post Office dove venne firmata l’indipendenza e dove si rifugiarono i ribelli nella rivolta del 1916.

 

Bere & Mangiare a Dublino

La città è visitata anche per i suoi famosi prodotti alcolici: la birra e il Whiskey. La Guinness Storehouse è la fabbrica che produce la celebre birra scura che si può visitare per conoscerne tutti i processi di lavorazione. Allo stesso modo si può visitare la Old Jameson Distillery e degustare il whiskey della migliore tradizione irlandese.

La cucina irlandese proposta nei pub o nei ristoranti ti sorprenderà per le combinazioni di gusti semplici, provenienti dai prodotti agricoli locali. La mia ricetta preferita è  Seafood Chowder, l’antica ricetta di zuppa di pesce irlandese.

Per non parlare poi della colazione all’irlandese che propone piatti come fagioli, pane con il burro, caffè e altre delizie super proteiche. Scoprila qui.

Se ti avanza del tempo scopri cosa fare a Dublino a costo zero:

 

Musicisti intenti a suonare all'interno di un pub irlandese

 

Belfast

 

Belfast è la capitale dell’Irlanda del nord tristemente nota in passato per gli attacchi dell’IRA, l’organizzazione che richiedeva indipendenza dalla Corona Britannica.

Fortunatamente i momenti bui sono stati cancellati e oggi è possibile visitarla in tutta sicurezza per scoprire i siti di interesse culturale.

Per acquistare dovrai necessariamente cambiare gli euro in pound perché il sistema finanziario corrisponde a quello inglese. Fatto ciò potrai dedicarti alla visita.

Ciò che spiccherà agli occhi saranno i meravigliosi murales che enfatizzano l’architettura locale, la statua “The Big Fish” in cui ogni tassello racconta le vicissitudini della città e il St. Jones Market, un edificio vittoriano che ospita nel fine settimana un mercato vintage.

 

Cosa visitare

Il museo più particolare presente in città è quello dedicato al Titanic, custodito all’interno del cantiere navale dove venne costruito il famoso e sfortunato transatlantico.

L’Ulster Museum è visitato, invece, per la sua raccolta di arte contemporanea oltre che a sezioni dedicate alla civiltà egizia, manufatti e suppellettili locali.

La City Hall rappresenta invece la Belfast dal passato ricco e glorioso vissuto nell’era d’oro mercantile. Può essere considerato come l’edificio più importante della città.

Infine la città consiglia una visita ai Botanical Gardens costruiti durante il periodo vittoriano per sopperire alla crescente curiosità riguardo il mondo botanico.

 

Strada cittadina e commerciale a Belfast, città da visitare fra la top 10 Irlanda

 

Cork

 

Dal nord di Belfast al sud della top 10 Irlanda passando per Cork, la città dai venti ponti che si affacciano sul fiume Lee di origine medievale.

Il centro storico e l’English Market sono i punti raggiunti dai turisti per avere un assaggio culturale ma anche gastronomico della contea.

Il quartiere Shannon è conosciuto per essere la zona residenziale operaia abbellita da soluzioni abitative di uguale fattura ma variopinte, nate forse per contrastare il grigiore della vita in fabbrica.

Due, invece, i siti culturali, la:

  • Cattedrale di San Finne Barre, di architettura neogotica prettamente francese;
  • Crawfort Art Gallery, mostre temporanee e permanenti con entrata gratuita.

 

Una mucca fra le migliaia presenti in Irlanda

 

Galway

 

Galway è una città chiassosa, vivace e festaiola grazie alla massiccia presenza di giovani universitari e dei numerosi e variopinti pub.

I visitatori sono attratti dal suo quartiere latino che a discapito del soprannome nasconde le radici che affondano nel medioevo con tanto di mercato con prodotti tipici.

Se invece hai voglia di passeggiare puoi dirigerti nella Long Walk dove puoi ammirare delle graziose casette in tinta pastello, sistemi di chiuse e canali che costeggiano la foce del fiume Corrib.

Uscendo, verso la zona residenziale, puoi ammirare in lontananza le isole Aran percorrendo la Salthill Promenade seguendo un percorso lungo almeno 2 chilometri.

 

Veduta sull'oceano

 

Isole Aran

 

Uno dei motivi che mi spinge a ritornare in Irlanda, oltre che per rivedere la sua natura incontaminata, sono la bellezza delle isole Aran.

Sono delle conformazioni rocciose staccatesi dalla zona del Burren che hanno dato vita a tre piccole isole dai nomi gaelici Inishmaan, Inishmore e Inisheer.

Essendo relativamente lontane dalla terraferma hanno mantenuto intatte le radici e la tradizione della più antica cultura gaelica.

L’abbigliamento tipico è divenuto famoso in tutto il mondo per la qualità della lana e il particolare intreccio dei maglioni che qualifica il mestiere di chi li porta.

Gli abitanti maschi delle isole Aran indossano un pesante gilet di tweed con annessa cintura colorata mentre la parte femminile si riconosce dalla tipica camicia in flanella rigorosamente rossa.

 

Barca solitaria sulla costa irlandese

 

Limerick

 

Sulla carta Limerick è la terza città irlandese in ordine di importanza ma non ha molto da offrire al turista. Per quale motivo è citata fra la top 10 Irlanda?

Principalmente per il King’s John Castle, un edificio imponente di straordinaria bellezza che spicca sulle rive del fiume Shannon e meta di visita, seppur veloce, dei tour organizzati.

L’interesse turistico stenta a decollare a causa di un debole impulso industriale che relega la città a un sonnacchioso tessuto urbano non stimolato dalla vivacità culturale presente invece in buona parte dell’isola.

 

Un curioso cartello irlandese che avvisa i visitatori che possono essere colpiti da rocce e dardi infuocati

 

I castelli

 

L’Irlanda è un’isola disseminata di castelli: alcuni ridotti oramai a ruderi, altri divenuti residenze chic dove soggiornare nel segno del lusso. Molti di questi sono stati scelti dai registi americani per girare le scene di alcuni tra i film più famosi grazie all’atmosfera magica che li circonda.

Uno tra i più famosi e visitati è sicuramente Blarney Castle che invita i visitatori a baciare una pietra sospesi nel vuoto perché, secondo una leggenda, questo atto coraggioso dona il potere dell’eloquenza.

La Rock of Cashel è invece un rudere dall’aurea molto suggestiva che nasconde un passato di potere dove risiedevano re ed ecclesiastici della regione.

Una lista completa dei castelli da visitare la trovi qui:

 

Uno dei castelli presenti in Irlanda

 

Le contee

 

Le contee irlandesi sono 28 a cui si aggiungono tre municipalità. Corrispondono alle nostre regioni e differiscono l’una dall’altra per varietà naturale e culturale.

All’apparenza l’Irlanda può sembrare una piccola isola visitabile in una sola settimana ma in realtà per conoscerla a fondo non basterebbe un mese.

Sono talmente tante le particolarità insite e sparpagliate per il territorio che sarà necessario tornarci più volte per affermare di averla visitata veramente.

Tra la top 10 Irlanda le scogliere delle Cliffs of Moher

 

Giant’s Causeway, Cliffs of Moher, Carrick-a-rede

 

Ti verrà sicuramente proposto, durante il tuo soggiorno in Irlanda, un tour diretto a questi tre diversi siti fra i più famosi dell’isola.

Il primo, il Giant’s Causeway si trova nell’Irlanda del nord ed è conosciuto come il Selciato del Gigante. Pare, infatti, che un gigante guerriero che viveva nella zona dell’Ulster, tale Fionn Mc Cumhaill, si fosse innamorato di una sua simile.

Per non perdere tempo costruì una strada di pietra verso l’isola scozzese di Staffa in modo da poterla vedere tutti i giorni e dichiararle il suo amore.

In realtà si tratta di un’esplosione sotterranea avvenuta oltre 60 milioni di anni fa che ha dato vita a questa particolarissima conformazione rocciosa, unica del suo genere, entrata a far parte del Patrimonio Unesco nel 1986.

 

Veduta sulla Giant's Causeway

 

Wicklow Mountain National Park

 

Forse il Parco Naturale delle Wicklow Mountains è fra i più selvaggi dell’isola ed è consigliato agli escursionisti e agli amanti della natura. Fra le radici dei meravigliosi alberi presenti nella zona si nascondono anche quelle celtiche legate alle figure magiche e occulte dei druidi.

Tali personaggi, infatti, ricoprivano i ruoli di sacerdoti che agivano sotto il volere di Madre Natura preservandola ed esaltando i suoi componenti.

Veneravano le piante come esseri superiori e minacciavano gli uomini contro le barbarie perpetrate all’ambiente tacciandole come risvolti funesti che si sarebbero riversati sulla gente.

La cultura irlandese è molto complessa e di difficile interpretazione ma ciò dona una nota solenne e intrigante al viaggio mescolandosi fra storia, castelli, leggende, musica e tradizioni orali.

Mi sento ancora in brodo di giuggiole al pensiero del mio, appena trascorso, fine settimana di autunno a Lavarone in Trentino Alto Adige.

Immagino di aver avuto la fortuna di trascorrere l’ultimo weekend assolato, a cavallo fra l’estate e l’autunno, prima dell’arrivo del freddo. Perché ho scelto Lavarone?

Lavarone

 

La cittadina di Lavarone si trova ai confini fra Veneto e Trentino alto Adige e più precisamente dopo l’Altopiano dei Sette Comuni e Vezzena. Subito dopo Lavarone c’è la famosa località sciistica di Folgaria.

A differenza di quest’ultima Lavarone è conosciuta per i sentieri di facile e medio livello e i percorsi adatti agli amanti della mountain bike.

Per loro sono stati creati dei percorsi ad hoc che permettono di muoversi attraverso i boschi e di lasciare le strade cittadine unicamente all’uso delle macchine. Inoltre c’è un attrezzato bike park per la gioia dei più piccoli. Aria fresca e belle passeggiate, cosa volere di più?

 

cima rocciosa nei pressi di lavarone

 

Frazioni di Lavarone

 

Lavarone si estende su di un territorio abbastanza vasto e comprende varie frazioni, ognuna diversa dall’altra. Visitarle è possibile seguendo le indicazioni dei sentieri che portano a fare dei giri intorno ad esse.

I dettagli delle case sono curatissimi, in perfetto stile Trentino. Un tripudio di fiori e di colori alle finestre, giardini impeccabili e affreschi di vita montana.

Una delizia per gli occhi. Ogni frazione presenta la sua peculiarità da ammirare e da fotografare. Se hai voglia di fare delle lunghe passeggiate ti consiglio di approfittarne!

Io ho soggiornato in un hotel a Bertoldi, una frazione graziosissima dove passa il Sentiero delle Sorgenti che arriva diritto al museo a cielo aperto de “Il Respiro degli Alberi”.

 

Respiro degli Alberi e altri percorsi

 

Il Respiro degli Alberi è un percorso espositivo all’interno del bosco dove si trovano installazioni permanenti di opere d’arte di artisti della zona e oltre, fatte interamente in legno.

Seguendo una strada forestale ci si imbatte in opere che si amalgamano in modo perfetto alla natura esaltandone addirittura la bellezza. Ho visto anche un camoscio ammirare estasiato le strutture!

A metà percorso si congiunge anche il Sentiero delle Sorgenti: si può scegliere il percorso corto oppure quello lungo. Ma ti consiglio prima di arrivare al termine del Sentiero degli Alberi, perché da lì potrai ammirare una bellissima panoramica dall’alto sul lago di Caldonazzo.

Dalla frazione di Slagenaufi, invece, puoi scegliere un sentiero dedicato alla storia e al conflitto mondiale. Proprio qui, infatti, si trova il cimitero austroungarico occupato da ben 768 salme con altrettante croci.

Una cappella e dei pannelli esplicativi raccontano i momenti della guerra per come la si è vissuta in questi luoghi che, ricordo, faceva parte dell’Impero Austroungarico.

Continuando il percorso si sale alla Baita Belem, una volta adibita a ospedale militare, dove venivano curati i feriti in gravissime condizioni.

Continuando in direzione del percorso che va a Monterovereinvece, si arriva al punto panoramico dal quale si ammirano entrambi i laghi di Caldonazzo e Levico con una visione a 360 gradi della zona. Uno spettacolo imperdibile!

 

cartello del sentiero delle sorgenti

 

Forte Belvedere e lago di Lavarone

 

Il Forte Belvedere fu costruito a strapiombo su uno sperone di roccia calcarea prima della Grande Guerra. Serviva da controllo sulla Val d’Astico che a quei tempi segnava i confini fra il Regno d’Italia e l’Impero Austroungarico.

Oggi la struttura è perfettamente conservata e ospita un museo dedicato alla guerra. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le generazioni future agli orrori commessi durante la Grande Guerra affinché non vengano mai più ripetuti.

La tariffa del biglietto intero è di 7 euro, se sei possessore della Trentino Guest Card invece pagherai solo 3 euro.

Il lago di Lavarone non è molto grande ma le sue acque turchine richiamano turisti da ogni parte del mondo. Anche Sigmund Freud soleva trascorrere qui le sue vacanze per rilassarsi e cercare nuove soluzioni ai suoi quesiti psicoanalitici.

Il lago è attrezzato con due spiagge, spazi liberi e ha ricevuto il riconoscimento di bandiera blu per la purezza delle sue acque. In inverno invece si trasforma in pista di pattinaggio sul ghiaccio. La sua origine è carsica, si tratta infatti di una dolina che improvvisamente si è riempita d’acqua a causa di un cedimento strutturale.

 

Una veduta sulle montagne intorno a lavarone

Leggende di Lavarone

 

Si dice che il lago di Lavarone si sia formato a causa di un litigio tra due fratelli. Entrambi possedevano un bosco rigoglioso ma l’avidità li metteva continuamente l’uno contro l’altro. Finché Dio si infuriò nel vederli sempre litigare e fece sprofondare il bosco. Dal cedimento nacque appunto il lago e ai due fratelli non rimase più nulla su cui baruffare.

 

Lungo il Sentiero delle Sorgenti c’è un bellissimo abete rosso che ha dei poteri particolari. Se ti fermi ad abbracciarlo per alcuni minuti, potrai sentire le sue proprietà balsamiche entrare nelle narici e iniziarai a percepire anche il più nascosto odore selvatico del bosco oltre che i bisbigli degli altri alberi. 

 

Vicino a Lavarone, a Malga Laghetto, viveva un abete bianco dell’età di circa 250 anni. Ne aveva viste passare di persone e aveva ascoltato i loro problemi cercando ogni qual volta di trovare una soluzione. Per questo gli abitanti si affidavano spesso a lui. Ma una notte particolarmente ventosa, la sua scorza dura cedette e si spezzò in due. Tutti gli abitanti della zona ne rimasero colpiti, perché era l’abete più antico d’Europa, il più saggio e il più amato. Il suo nome era Avez de Prinzep  e si trova ancora lì, irreparabilmente ferito ma pronto a dare conforto a chi richieda ancora il suo aiuto.

 

Cosa vedere in Trentino Alto Adige secondo Punto e Viaggio?

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

In un certo senso puoi fare della flânerie anche qui a Lavarone perché i sentieri si intersecano nei piccoli borghi di montagna. Ovviamente non potrai compiere deviazioni a casaccio per non perderti nei boschi ma potrai comunque scegliere varie alternative. 

Il Genius Loci di Lavarone è un tipo rude all’esterno ma tenero all’interno. Una sorta di immagine sfuocata che più ci si avvicina e più ci si accorge di quanta energia e calore contenga. 

I colori di queste montagne sono indimenticabili e ti sazierai solo a guardarli. Il cibo perde quasi sapore di fronte a tanta bellezza. Se assaggerai dei prodotti locali però ci ritroverai ogni sfumatura di colore che i tuoi occhi hanno visto tramutata in gusto.

Il silenzio degli alberi è inframezzato da qualche verso di animale e di uccello che percepirai come in lontananza, come se non avessi lo stesso diritto che hanno loro di trovarti lì.

Per non dimenticare i tuoi momenti qui fa come me: prendi in regalo uno strobilo da un abete rosso e portalo a casa con te. Ogni volta che ne avrai bisogno stringilo fra le mani riscaldandolo e assaporane il profumo selvatico e balsamico. Ti basterà per ritrovare la pace di quei luoghi.

 

Musica consigliata: questa volta rimani in silenzio e ascolta solo la sinfonia della natura

Lettura consigliata: 12 insegnamenti degli alberi di Vincent Karche

La valle San Martino è un’incantevole valle che si trova a Vignui, una frazione nel comune di Feltre, vicino alla zona della Valbelluna. Ti ho già parlato di valli incantate e bucoliche e anche questa non è da meno.

Si raggiunge attraversando dei piccoli borghi solitari che partono da Foen e si inoltrano su salite fino a sparire completamente in sentieri nascosti dagli alti alberi.

 

chiesa di san martino

La chiesa di San Martino

 

Molti visitatori scelgono questa valle per vedere la chiesetta di San Martino risalente al XVI secolo. L’edificio è dedicato al vescovo di Tours, un soldato che è famoso per aver condiviso il suo mantello con un povero e per essersi convertito al cristianesimo contro il volere dei propri genitori.

La sua festa ricorre l’11 novembre ed è meglio conosciuto come San Martino. È il protettore dei viticoltori e a lui è associato il proverbio “A San Martino ogni mosto diventa vino“.

La chiesa di dimensioni ridotte presenta però una serie di affreschi dedicati sia a San Martino che a Sant’Antonio da Padova e, appesi alla porta, ci sono due preghiere ai due santi.

L’altare ligneo invece è della fine del XVI secolo con all’interno una pala raffigurante la Madonna con il Bambino, San Giovannino, San Martino e Sant’Antonio da Padova, datato 1762. Non si conosce l’autore degli affreschi ma si presuppone siano stati fatti tutti dallo stesso artista.

 

interno della chiesa di san martino

Valle San Martino

 

Quando arrivi a Foen trovi la salita e l’indicazione che ti fa salire all’interno della valle. Passi attraverso il centro abitato di Vignui e poi ti ritrovi in una stradina di sassi.

Qui puoi scegliere se lasciare la macchina e continuare a piedi oppure proseguire con l’auto. Attenzione però che il percorso è piuttosto accidentato e ci sono tante buche. Quindi fallo se sai di avere un assetto alto perché potresti lasciarci lì, com’è successo la settimana scorsa, la pompa dell’olio.

Seguendo il tragitto per due chilometri arriverai alla già citata chiesa di San Martino, se vai avanti incontrerai finalmente il torrente Stien. L’acqua è gelida ma il gusto di bagnarsi è ancora più intenso!

Anche qui come nella Val Canzoi o a Sospirolo avrai la possibilità di accedere a numerosi sentieri più o meno impegnativi oppure trovarti una vasca d’acqua dove prendere il sole e bagnarti ogni tanto. Interessante è vedere, ad un certo punto del percorso, una calchera.

 

corso d'acqua fra le rocce bianche

Cos’è una calchera?

La calchera era una fornace usata per produrre la calce viva. All’interno di un tino, fatto di massi posati a secco, si cuocevano ad altissima temperatura le pietre di dolomia per circa una settimana.

Mentre se seguirai i percorsi che si inerpicano sempre più a monte troverai rustici e case disabitate, memorie di un’attività montana che resisteva nonostante tutte le difficoltà.

 

la trasparenza dell'acqua

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Nella valle puoi fare la flânerie della natura o meglio dello Shinrin Yoku meravigliandoti dei vari percorsi che si apriranno al tuo passaggio. Mentre se verrai qui alla ricerca del Genius Loci lo ritroverai mettendo assieme la terra, legno, l’acqua e i sassi. Elementi che sembrano immobili e stabili ma che in realtà nascondono movimenti determinati e voluti.

Sarai costantemente accompagnato dal suono dell’acqua che scende a valle, percepirai l’odore del muschio fra le rocce e sul legno, vedrai la potenza inarrestabile dell’acqua farsi largo tra mille scorciatoie.

Ti verrà voglia di toccare le piante per sentirne scorrere l’energia, proprio come l’acqua. Il sapore selvatico del bosco si mescolerà al tuo cibo anche se ti porti un panino da casa e potrai assorbire ciò che la valle san Martino emana: un lento fluire di energia, forza e vitalità. 

 

Musica consigliata: Ly O Lay Ale Loye di Sacret Spirits

Lettura consigliata: Il bosco racconta di Mauro Corona

La Val Canzoi si trova nella Valbelluna, a Soranzen, frazione di Cesiomaggiore a Belluno. E’ una delle porte del Parco Dolomiti bellunesi.

Non la conoscevo affatto ed è stata una rivelazione. Ricca di percorsi naturalistici e didattici, di torrenti e di baite, malghe e bivacchi e un bellissimo lago che regala dei panorami mozzafiato e delle vedute suggestive. Sono proprio ansiosa di raccontarti questa valle, sono sicura che anche tu te ne innamorerai!

 

percorso didattico nella val Canzoi

 

Cesiomaggiore, prima della val Canzoi

 

È doveroso iniziare dalla porta di accesso nella Val Canzoi ossia la cittadina di Cesiomaggiore. Si tratta di un comune di quasi 4000 abitanti con un museo dedicato alla bicicletta. Si trova nell’edificio delle scuole elementari nel capoluogo del comune Cesio Maggiore.

Un altro interessante museo si trova nella frazione di Serravella, ed è il Museo Etnografico, che contiene oltre 6000 volumi riguardanti lo sviluppo, la storia e l’antropologia delle zone feltrine e bellunesi.

A Can, invece, altra frazione di Cesiomaggiore, c’è una chiesa in stile barocco dedicata a Santa Lucia risalente al 1668. Ma l’aspetto più caratteristico è il campanile, datato 1720, che si trova giusto di fronte al semaforo, in mezzo alla strada! Dietro alla chiesa un simpatico negozio di frutta e verdura vende i suoi prodotti e offre un aperitivo a chi acquista.

statua del lupo nella val Canzoi

 

Val Canzoi

 

Rapita. Sono stata letteralmente rapita dalla bellezza di questa valle incontaminata. Fortunatamente, nonostante fosse agosto, non era molto frequentata se non nei vari ristoranti e pizzerie.

Ci sono percorsi per tutti i gusti: dai più semplici ai più complessi. Il primo che ti voglio consigliare di fare inizia vicino al ristorante/pizzeria Orsera (lo trovi in questo link su google maps).

Un itinerario breve, ad anello, di soli due chilometri ma molto interessante per le opere scultoree in legno dislocate lungo tutto il percorso. Fanno riferimento alla natura, alla montagna e agli animali che vi abitano.

Attraversa da una parte all’altra il torrente ed è popolata da mucche al pascolo e stagni ricchi di libellule, rane e rospi. Da fare anche con i più piccoli per dare loro un assaggio della natura.

 

statua in legno di un'ape

 

Lago della Stua e i percorsi da trekking nella val Canzoi

 

Salendo si raggiunge il lago della Stua, un luogo magico e suggestivo. Lago di origine artificiale con la centrale che fa da apripista per sentieri itineranti di ogni tipo.

Il percorso ad anello sul lago dura circa 4 ore e regala una panoramica del territorio e della flora locale. Basta seguire i cartelli denominati “percorso natura” per fare il giro completo.

Una digressione verso il torrente, appena superato il primo ponte, permette di raggiungere una spiaggetta dove potersi bagnare i piedi e testare la temperatura dell’acqua. Fredda… gelidamente fredda!

Continuando sulla stradina a sassi invece si possono raggiungere alcuni bivacchi. Si tratta di percorsi più impegnativi che richiedono scarponi da trekking e preparazione fisica.

Il Rifugio dal Boz invece si raggiunge all’inizio del lago, non si fa quindi il giro del lago ma si sale direttamente verso la cima. Anche qui il tempo di percorrenza è intorno alle 5 ore. Ogni escursione è ben segnalata e la cartellonistica indica il tempo e il livello di difficoltà di ciascun percorso. I

Se ti trovi in zona continua verso il comune di Sospirolo e scoprirai il lago del Mis e i suoi celeberrimi Cadini del Brenton e la cascata della Soffia. Trovi tutte le informazioni le trovi qui!

Oppure puoi dirigerti nella Valle San Martino, un’oasi di pace nascosta nel Feltrino

 

la centrale elettrica sul lago

 


*** LIBERA I SENSI ***

 

La flânerie è ammessa se concepita come studio della natura e dei suoi elementi perché qui il Genius Loci è lei. L’uomo ha provato a incanalare l’affluenza dell’acqua e in qualche modo ci è riuscito ma non del tutto.

Durante i periodi di pioggia la zona diventa particolarmente pericolosa perché l’acqua fuoriesce da tutte le parti. Non si adegua, la sua anima è straripante in ogni senso.

Come negli altri luoghi immersi nella natura i sensi sono richiamati all’ordine ma qui c’è una sorta di ritenzione. C’è un bisogno di meditazione e di introspezione.

Per cui tutti e cinque i sensi devono prima essere ampliati per accogliere ogni segnale e poi portati all’interno in una sorta di momento curativo. Abbiamo bisogno della natura per ritemprarci e ricaricare le nostre energie. 

 

Musica consigliata: Moola Mantra – Deva Premal

Lettura consigliata: Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati

Un’idea di viaggio è approssimarsi alla Valbelluna per visitare il lago del Mis e i dintorni. Si trovano in provincia di Belluno, a Sospirolo. Il nome Sospirolo già evoca pensieri poetici e rime alla ricerca di essere combinate fra loro.

Infatti il lago del Mis è un incanto che srotola i suoi tesori nascosti solo a chi ha la volontà di scoprirli. La zona fa parte del Parco Dolomiti Bellunesi, rigorosamente conservata e protetta dalla Regione Veneto.

Lago del Mis

 

Il lago del Mis è conosciuto e frequentato non solo dai veneti ma dia turisti di tutto il mondo. Dotato di strutture ricettive per camper e roulotte è particolarmente apprezzato dai nordeuropei.

Si tratta di un lago artificiale formato dal fiume Mis che dà il nome al lago e anche al paese. Un torrente che arriva dalle montagne dell’Agordino e scende a valle fino al Piave.

La colorazione delle sue acque vibra in tutte le sfumature del verde e cambia a seconda dei riflessi del sole. Uno spettacolo per gli occhi! Purtroppo il lago non è balneabile essendo di origine artificiale ma ci sono tante attività da fare nei dintorni.

 

Come arrivare?

 

Ti basterà seguire le indicazioni per Sospirolo e poi arriverai alla rotonda che si divide in direzione lago del Mis o Agordo. Nella frazione Pascoli (la poesia ritorna!) si trova la nostra tappa e sarà emozionante attraversare i tunnel poco illuminati che costeggiano il lago. Si raccomanda, ovviamente, prudenza.

 

riflesso sul lago di un albero

 

I Cadini del Brenton

 

Una delle attività più interessanti da fare nei pressi del lago del Mis è visitare i Cadini del Brenton. Di che cosa si tratta? Sono delle vasche naturali, definite marmitte, che contengono l’acqua come se fossero delle piscine.

Immagina l’acqua fredda di torrente che scorre in tutta la sua potenza andandosi a convogliare in depositi creati naturalmente dalle rocce. Una meraviglia unica, un regalo della natura.

Raggiungere le varie vasche non è così semplice e bisogna indossare dei scarponcini da montagna perché la salita è piuttosto impervia.

Altrimenti ci si può accontentare di visitare le prime vasche che sono altrettanto scenografiche, grazie alle cascate che scendono a strapiombo lungo un percorso tracciato da pontili in legno.

Da quando la zona è entrata a far parte dall’ente Parco Dolomiti Bellunesi è proibita la balneazione pegno una multa severa. Ciò è dovuto all’impossibilità di prestare soccorso in caso di necessità e anche per mantenere un certo decoro all’interno del sito.

All’entrata si trova anche un piccolo giardino botanico che illustra le piante che si trovano all’interno del parco.

Come raggiungerli?

 

Si trovano sulla sinistra del ponte che attraversa il torrente e il lago e li trovi indicati dalla segnaletica. C’è il parcheggio lungo il lago del Mis.

 

marmitta con cascatella nel lago del mis e i dintorni

La cascata della Soffia

 

Superato il ponte del Mis, esattamente dalla parte opposto ai Cadini del Brenton, si può visitare la cascata della Soffia e attraversare la spiaggia dove poter parcheggiare e rilassarsi sulle sponde del lago.

La cascata si trova dopo il bar la Soffia, tramite un percorso riqualificato, che permette di vedere un altro torrente che dalla parte opposta getta le sue acque all’interno del lago. La cascata per la verità non è molto alta ma il luogo è davvero suggestivo e permette di vedere il lago da una nuova angolazione.

L’itinerario dura circa 10 minuti circa ed è quindi adatto a tutti. Subito dopo il bar/ristorante c’è una chiesetta che era andata distrutta ma che è stata ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale.

 

Come fare a visitarla?

 

Si trova dopo il ponte del Mis, puoi parcheggiare nel lungo lago e incamminarti verso il bar la Soffia, superato il quale trovi le indicazioni del percorso. Grazie a un circuito ad anello in circa 20 minuti puoi visitare l’intero sito.

 

anfratto di roccia con riflesso dell'acqua del lago nel lago del mis e i dintorni

 

Sentiero didattico naturalistico Val Falcina

 

A circa metà lago ed esattamente dove si trova la spiaggia e la zona di sosta riservata ai camper, parte un percorso attraverso le aspre montagne che sovrastano il lago.

Il percorso porta direttamente nella Val Falcina, una zona impervia che non è consigliato percorrere se non si è vestiti in modo adeguato e con un livello medio di esperienza. Si tratta di un itinerario ad anello percorribile in circa due ore ma con tratti a strapiombo protetti comunque da parapetti in legno.

Da lì però si può ammirare la fitta vegetazione e l’asperità delle montagne carsiche. Un’immersione nella natura più selvaggia che attira soprattutto gli amanti del birdwatching e gli escursionisti esperti.

Un comune, quello di Sospirolo, che regala molte attrattive ai turisti che rispondono con molto piacere alle esperienze offerte.

 

Fare attenzione:

Essendo la zona piuttosto selvaggia è frequentata anche da ospiti indesiderati quali la vipera e le zecche. Prestare molta attenzione quindi a dove si cammina, soprattutto sui sassi e vicino all’acqua, e controllare il corpo per evitare spiacevoli intrusioni.

 

piccola rana in riposo nel lago del mis e i dintorni

 


*** VIAGGIO DEI SENSI ***

 

Non si può accennare la flânerie in questo contesto così naturale e selvaggio perché inappropriata. Rimane comunque da constatare l’essenza del Genius Loci che stranamente qui l’ho percepita nella condivisione. Se penso a questo luogo la parola adatta a descriverla è questa. Forse grazie alla generosa prosperità della natura, forse per la gioiosità dei villeggianti o forse per l’atmosfera ricca e risonante. 

L‘udito, come in tutta la Valbelluna, è sottoposto ai continui richiami dell’acqua ed è rilassante sentire il suo gorgogliare a volte tranquillo, a volte più feroce. La vista, invece, è abbagliata dai colori cangianti dei vari riflessi che si presentano durante il giorno.

L’odorato è un misto di odore salmastro e selvatico che può infastidire, come piacere. Il tatto è attirato dalla scivolosità del terreno e dei sassi. Basta un attimo e si finisce a terra. Una metafora della vita?

Il gusto ancora una volta fa eco al bosco: si riconosce il balsamico, l’acido dei frutti selvatici, il pungente del sottosuolo e il dolce dei petali commestibili.

 

Musica consigliata: André Rieu – And the Waltz goes on

Lettura consigliata: Sai che gli alberi parlano? di Recheis e Bydlinski

La top 10 di Malta: le dieci località che non devi assolutamente perdere durante il tuo viaggio nella meravigliosa isola del Mediterraneo.

Malta è un’isola strepitosa che ti saprà sorprendere per la sua particolare conformazione e per le differenti nazionalità che ci vivono.

Nella storia ha subito invasioni europee, africane ed extraeuropee lasciando ognuna traccia di sé nell’architettura, nella cultura popolare e anche nella lingua.

Le spiagge, poca sabbia e molti scogli, offrono la possibilità di nuotare in acque cristalline tipiche del mediterraneo, immersi nella cornice di pesci e molluschi che si muovono fra sfumature che vibrano dall’azzurro più intenso al blu più scuro. Ora non rimane che conoscerla nel dettaglio, nelle città e nei luoghi che più la rappresentano.


 

1. La Valletta

 

Fu il Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni Jean Parisot de la Valette che diede il nome alla capitale di Malta. Il centro storico non è molto grande ma all’interno nasconde dei palazzi e dei musei assolutamente da visitare e soprattutto è Patrimonio dell’Unesco dal 1980.

All’entrata troviamo il City Gate, un ponte in pietra che porta alla Freedom Square, opera dell’architetto italiano Renzo Piano che ha edificato anche il nuovo Parlamento.

Proseguendo troviamo il National Museum of Archeology e subito dopo la St. John’s Co-Cathedral che contiene alcune tele del Caravaggio.

Il Fort St. Elmo dominava la città e controllava i possibili attacchi dei nemici. I Lower Barracca Gardens e il Castille Curtain li trovi costeggiando la sponda, mentre il luogo più fotografato è il Saluting Battery sotto gli Upper Barraca Gardens.

Ogni mezzogiorno, infatti, vengono fatti tuonare i cannoni e tutti i turisti si riuniscono per partecipare all’evento. La famosa ambasciata dell’ordine di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta è ospitata al St. James’ Bastion and Cavalier che si trova vicino all’ingresso della città.

Da qui partono gli autobus per tutte le località maltesi, ti consiglio di prendere una cartina per capire come muoverti con i mezzi pubblici oppure leggi questo articolo dove trovi tutte le informazioni.

 

entrata a la valletta nella top 10 di malta

La valletta

 

2. Sliema

 

Sliema è la scelta preferita dalla maggior parte dei visitatori. Centro commerciale ricco di negozi, locali alla moda e pub notturni. Da qui partono gli autobus per Circewwa, per raggiungere le isole di Gozo e Comino, e i battelli per raggiungere La Valletta.

Passeggiando nel lungo mare arriverai a visitare San Julian, Balluta Bay e Pacevillesede della movida notturna. Ci sono anche numerose spiagge e un tratto di costa chiamato Fond Ghadir dove si sono formate delle interessanti piscine naturali fra le rocce.

Si tratta di una zona dove si trascorre il tempo in spiaggia, a fare acquisti, a sorseggiare un aperitivo o a mangiare. Non ci sono musei o attrazioni particolari da segnalare.

 

due che nuotano a sliema nella top 10 di malta

 

3. Bugibba

 

Al terzo posto della Top 10 di Malta c’è Bugibba, ossia la seconda Sliema, dove si trovano numerose strutture turistiche  ma più economiche rispetto a Sliema.

Anche qui si può passeggiare nel lungo mare ma i negozi e i locali si trovano solo nel piccolo centro. Le spiagge sono prevalentemente di tipo roccioso e si può godere di molta intimità.

Nel 2006 è stata costruita una spiaggia sabbiosa vicino al centro dove sono nati ristoranti di pesce fresco. Anche i presidenti di Malta George Abela e Edward Fennech-Adamy hanno scelto di vivere qui. Dove la vita sembra più tranquilla e isolata rispetto alla caotica Sliema.

A Pasqua avviene il Palio di Bugibba che coinvolge tutta la città ed è un momento di festa per tutta l’isola. Raggiungerla con i mezzi pubblici diventa quasi impossibile a causa della grossa affluenza di persone che arriva da ogni parte.

Da visitare con i bambini è l’Acquario Nazionale di Malta di circa 20.000 metri quadrati, dove sono esposte 26 vasche di pesci del Mediterraneo.

Oltre a questi si possono ammirare esemplari di squali, razze, anguille e un meraviglioso tunnel ‘walk-through’ che passa attraverso le vasche e permette ai visitatori di vedere i pesci dal vicino.

A fianco all’acquario il Beach Club “Cafè del Mar”, un locale con piscina affacciato direttamente alla Baia di San Paul, ravvivato da feste e musica con deejay.

 

piscina a bugibba nella top 10 di malta

 

4. Mdina

 

Mdina è l’antica capitale di Malta e si trova nel punto più alto dell’isola dove è possibile vederla quasi nella sua interezza.

L’ingresso è spettacolare, attraverso il ponte di Mdina Main Gate. Si entrerà in una città medievale completa di cinta muraria millenaria e si potrà godere di un silenzio introvabile nel resto dell’isola.

Finalmente troviamo la Cattedrale ufficiale dell’isola, dedicata a San Paolo, situata in piazza dell’Arcivescovo. Di fianco un museo che conserva interessanti suppellettili e una collezione d’arte.

Sempre in centro è presente Il Museo di Storia Naturale con mosaico della croce di Malta. Potrai conoscere in modo accurato la formazione geologica dell’isola e scoprire allestimenti e collezioni permanenti di rocce e uccelli.

Il Convento Carmelitano è l’unico a essere visitabile al pubblico ma è aperto solo in rare occasioni, per non interferire con la sacralità del luogo.

Due musei sono interconnessi: il Mdina Experience, centro che racconta la storia della Medina e come si è evoluta, e la sede dei Cavalieri di Malta, che ripercorre la storia dell’ordine attraverso i secoli.

Un altro interessante museo è il Mdina Dungeons Museum che illustra i metodi di tortura usati a Malta e nel mondo e infine il Palazzo Falson, una casa museo che illustra lo stile di vita di una famiglia del XIII secolo, attraverso l’arredamento e lo stile coloniale degli abitanti.

 

Entrata alla medina nella top 10 di malta

 

5. Rabat

 

Rabat si trova all’uscita della Medina. Divenne famosa in tutto il mondo per aver ospitato l’apostolo San Paolo, durante un nubifragio accorso nel 60 d.C., raccontato negli Atti degli apostoli.

La cittadina è fornita di viuzze strette e decorate di fiori ornamentali. Una piacevole passeggiata porta alla Catacomba di San Paolo, uno dei luoghi più visitati. Si tratta di un percorso scavato nella roccia fra il IV e il V secolo d.c dove trovavano riposo le spoglie dei cristiani.

Il Museo e la Cripta di sant’Agata contengono degli affreschi ben conservati e degni di nota. Mentre la Domus Romana è una villa con orpelli antichi e un bellissimo mosaico che ha mantenuto intatto il suo colore nel tempo. Tutto intorno delle colonne di pietra bianca fanno risaltare il disegno.

Da visitare ancora a Rabat, il Museo di Wignacourt che possiede una pinacoteca e Casa Bernard, nata come torre di avvistamento su dei resti romani e poi riconvertito a palazzo con arazzi, librerie e oggetti preziosi. Se sei un fedele devoto non puoi non inserire fra la top 10 di Malta una visita a Rabat.

 

via piena di piante a rabat nella top 10 di malta

 

6. I megalitici

 

Si tratta di sette siti megalitici dislocati tra Malta e Gozo e dichiarati Patrimonio dell’Unesco. Si tratta di:

  • Gigantia (Ġgantija)
  • Scorba (Skorba)
  • Ta Hagrat (Ta’ Ħaġrat)
  • Hagar Qim (Ħaġar Qim)
  • Menaidra (Mnajdra)
  • Tarscen (Tarxien)

 

Gigantia si trova nell’isola di Gozo e si pensa sia stato edificato fra il 3600 ed il 3000 a.C. Fu scoperto e sistemato dal Colonnello John Otto Bayer che si fece aiutare dai detenuti della prigione gozitana negli scavi.

Scorba sorge a Mġarr, nell’isola di Malta, e comprende due templi megalitici. Ta Hagrat si trova sempre a Mġarr ed è composto di due strutture megalitiche.

Fu scoperta nel 1916 e il direttore del National Museum of Archaeology di La Valletta, Sir Themistocles Zammit, ne predispose gli scavi nel 1923.

Sia Scorba che Ta Hagrat sono dei siti piuttosto delicati e ne è permessa la visita solo a 15 visitatori per volta per un massimo di 45 al giorno e di 90 alla settimana.

Hagar Qim si trova invece a Qrendi e i suoi templi risalgono a 5000 anni fa. Vicino si trova anche la costruzione di Menaidra.

Menaidra si trova in basso rispetto a Hagar Qim, in discesa verso il mare, ed è costituito da tre elementi distinti.  Il più antico consta tre absidi costruiti con il calcare corallino nella parte esterna e da globigerina nella parte interna. Questo perché la prima è una pietra più resistente agli agenti atmosferici.

Tarscen è stato costruito nel 3600 a.c. e comprendeva anche un cimitero crematorio risalente successivamente all’età del Bronzo, nel 2500 a.C. circa.

All’interno degli edifici sono state ritrovate anche una notevole quantità di ossa a testimonianza dei vari sacrifici animali che furono fatti nello spazio religioso del complesso megalitico. Solo per vedere queste testimonianze antiche vale la pena di scalare la classifica della top 10 di Malta.

 


 

7. Le spiagge più visitate

 

Oltre alle spiagge già citate di Sliema e Bugibba ci sono altri punti marittimi amati dai turisti. Fra questi ne illustriamo i più importanti. Nella contea di Delimara si trova la famosissima San Peter’s Pool, scelta da chi ama fare i tuffi, con grandi scogli che scendono a dritti sul mare.

Dalla parte opposta si trova Marscia  Scirocco famosa per il mercato della domenica e per il piatto tradizionale “Lampuki”, ossia un pesce che attraversa le coste maltesi da aprile a novembre. I due punti sono equidistanti grazie alla formazione a U della costa e, volendo, si raggiungono a piedi.

Blue Grotto è una grotta visibile solo in barca dove si può entrare e ammirare i riflessi blu del mare. Non si può scendere dall’imbarcazione per fare un bagno ma si può farlo lungo la costa. Ora arrivano le spiagge, secondo il mio parere, fra le top 10 di Malta…

A Manikata puoi visitare la spiaggia dorata di Golden Bay. La troverai molto affollata e quindi potrai preferire andare nella seconda spiaggia, dove si trova il forte Ghajn Tuffieha Tower, di dimensioni  più ridotte. Se ancora non sarai soddisfatto potrai spostarti ancora più avanti, in direzione Gnejna Bay, per raggiungere “l’ultima spiaggia”.

Mellieha Bay è un bellissimo pezzo di spiaggia sferzato però da un forte vento. Dalla parte opposta si può camminare nella Ghadira Natural Reserve seguendo i sentieri.

E non solo! Prima di arrivare alla spiaggia c’è la fermata Skrajda, se prendi l’autobus 101 ti porterà a visitare il famoso Popeye Village.

Allestita come set del famoso film di Braccio di Ferro con protagonista Robin Williams, oggi  è diventato parco di divertimento per i più piccoli.

 

spiaggia di mellieha nella top 10 di malta

 

8. La contea di Dingli

 

La contea di Dingli ti farà sognare di essere per alcuni istanti in Irlanda ad ammirare le maestose Cliffs of Moher. Un luogo selvaggio, rude e roccioso. Il luogo che mi ha sorpreso di più fra la top 10 di Malta è sicuramente questo che non avevo trovato sulla guida ma mi è stato consigliato da un ragazzo maltese.

Un panorama a 360 gradi sul mare blu intenso con una strada panoramica di circa 1,5 chilometri che ti permette di passeggiare a strapiombo sul mare.

Lungo il cammino vedrai una piccola cappella di roccia bianca come se fosse un miraggio: si tratta della Magdalene Chapel spesso chiusa al pubblico. Vicino dei furgoncini vedono bibite fresche e snacks.

Da quel tratto la strada non è più pedonale ma se prosegui in direzione Inzul Ix Xmex, potrai visitare gli unici giardini pubblici di tutta l’isola, i Buskett Gardens.

Non ti aspettare nulla di grandioso! Ma ci sono dei bagni, delle panchine con annessi tavolini e delle bellissime piante di arance e mandarini. La domenica il parco si riempie di maltesi che vengono qui a fare picnic.

 

vista dalla scogliera di dingli sul mare nella top 10 di malta

 

9. Gozo

 

La “sorella” di Malta è anche la più selvaggia. Si raggiunge da Circewwa con la Gozo Channel Company.

All’arrivo scenderai nel porto di Mgarr e un autobus ti porterà nella capitale Victoria o Rabat. Rabat è l’antico nome dell’isola cambiato poi in Victoria nel 1897 in onore dei 60 anni di reggenza della Regina inglese. La somiglianza del nome con la sorella Malta non è casuale anche qui infatti si trova la Cittadella.

Ci sono molti siti da visitare tra cui la Cattedrale di Santa Maria che contiene un osso del braccio di Sant’Ursula, patrona di Gozo e ossa dell’addome di Santa Lucia, il Natural History Museum con una collezione di fossili marini impressi nella roccia e le Old Prison, una sorta di carceri vip.  Il Museo Archeologico invece conserva la famosa stele di Maymunah del 1174

Malsalforn e Xlendi sono le uniche stazioni balneari dell’isola dove si accentrano gli hotel e i ristoranti. A Malsalforn non aspettarti chissà che, la spiaggia di sassi è molto piccola e l’acqua non è fra le più pulite. In alternativa c’è un lungomare di cemento dove puoi sdraiarti e fare il bagno.

Xlendi invece è un villaggio di pescatori dall’aria selvaggia e incantata. Ricca di baie, insenature e grotte ci si può perdere fra i sentieri che la costeggiano in un mirabolante intreccio di natura e mare.

Qui puoi trovare il gemello dell’Azure Window, la finestra azzurra, andata distrutta a causa dell’erosione del mare qualche anno fa.

 

Si chiama Saint Andrew’s Divers Cove ed è un luogo dove vengono fatte le immersioni.

 

Prima di raggiungere Xaghra si trovano i Templi di Ggantija composti da monoliti che raggiungevano anche i 15 metri di altezza, di colore rosso ed erano fatti in pietra. Oltre a questo gli scavi hanno rivelato antichi simboli di fertilità, ossa di animali e varie sculture.

Nadur significa in arabo “vedetta” ed è abitata per la maggior parte da americani che si sono trasferiti stabilmente qui. La famosa spiaggia di Ramla Bay infatti richiama i turisti per la sua grandezza e per la tranquillità dei suoi fondali.

Al di sopra della spiaggia uno dei possibili siti che ispirò Ulisse a scrivere le sue peripezie per raggiungere Itaca. La dea Calypso l’avrebbe imprigionato in una caverna  qui presente e rinchiuso per sette anni negandogli la libertà.

A Gharb infine si raggiunge per visitare la Basilica di Ta’ Pinu prima di entrare in paese. Il papa Giovanni Paolo II è stato qui nel 1990 ed è stata consacrata da papa Pio XI.

La storia narra che una contadina di nome Carmela Grima ha sentito una voce soave provenire dalla cappella e tutti hanno pensato fosse quella della Madonna.

Un uomo ha confermato il fatto diventando un luogo di pellegrinaggio che attira ogni anno migliaia di maltesi e turisti. Un’altra tappa da fare fra la top 10 di Malta per chi è un cattolico fervente.

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la spiaggia di malsalform a gozo nella top 10 di malta

 

10. Comino

 

Comino è per me sulla vetta della top 10 di Malta! Si raggiunge con il battello da Circewwa da marzo a ottobre al prezzo di 10 €. Nell’isola vivono solo sei persone ed è presente un hotel.

Comino, prende il nome dal tipo di cumino che si coltivava in questa zona, anche se oggi si trova sempre più raramente.

Con il traghetto si arriva direttamente nel luogo più bello, il Blue Lagoon. Purtroppo essendo il punto di attracco è anche il più frequentato e il più caotico, dove sarà difficile rilassarsi e trovare spazio fra gli scogli.  Ma se ci si sposta nella parte opposta, seguendo i sentieri, si arriva all’hotel Comino dove si può nuotare relativamente in pace.

Caldo permettendo, potrai arrivare fino al Saint Mary Tower, una torre di guardia nata con lo scopo di avvistare i pirati e poi usata dall’esercito maltese. Se la bandiera è issata significa che è aperta e per visitarla dovrai lasciare un’offerta libera.

 

l'acqua blu di comino con due ragazze che osservano il mare nella top 10 di malta

 

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