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Le 5 ciclabili di Montagnana sono degli itinerari panoramici per scoprire la zona del basso veronese, il vicentino e il padovano. Un paesaggio in continua evoluzione che passa attraverso la campagna, le terme e i magnifici colli euganei.

Possiamo dividerle in 5 percorsi che interessano i segmenti:

  1. Montagnana – Mantova
  2. Anello delle città murate
  3. Montagnana, Bevilacqua, San Salvaro, Merlara e Casale di Scodosia
  4. Bassa Padovana
  5. Verona

 

 

Arrivare a Mantova

 

Il percorso ha una lunghezza di circa 71 chilometri (quasi come quello da San Candido a Lienz) e impegna per circa 5 ore solo l’andata. Al ritorno è possibile prendere un treno controllando però se c’è la possibilità di caricare bici.

Il terreno è quasi tutto asfaltato, si attraversano caratteristici borghi dove la campagna regna sovrana e si possono ammirare le coltivazioni che variano in base al periodo come il radicchio, le mele o i filari di vite.

Il tracciato è consigliato anche ai bambini anche se la lunghezza è notevole. Meglio approfittare facendo delle pause/visite o dividere il percorso in almeno due giorni.

 

Anello delle città murate

 

La lunghezza di questo tracciato è di circa 66 chilometri in un terreno misto asfaltato e sterrato. Richiede 4 ore e mezza di impegno fisico per attraversare l’anello dei colli Euganei, la meravigliosa città di Este con il suo castello, il Bosco del Palù e il monastero di San Salvaro.

Non manca all’interno dell’itinerario la veduta del castello di Bevilacqua, uno degli edifici più sfarzosi presenti in zona. Si attraverseranno gli argini dei fiumi Frassine e Fratte grazie all’ausilio di diversi ponti.

L’unica pecca del percorso è la scarsa manutenzione e la poca segnaletica che possono causare qualche difficoltà ai ciclisti. Non è consigliata ai bambini se non opportunamente allenati.

 

5 ciclabili di montagnana in compagnia di amici

 

Da Montagnana a Casale di Scodosia

 

Si parte dal centro di Montagnana, uno dei borghi più belli d’Italia, seguendo un itinerario di circa 2 ore che andranno a coprire una distanza di 31 chilometri.

Consiglio di fare una breve sosta alla partenza per visitare la città murata di Montagnana, le informazioni le puoi trovare qui, ammirando i merletti delle sue mura difensive.

Dal centro si prosegue per il borgo san Marco in direzione Bevilacqua, seguendo l’argine del fiume Fratta. Si continua a San Salvaro avendo così la possibilità di scorgere il monastero camaldolese.

Infine, si attraversano i comuni di Merlara e Casale di Scodosia per poi ritornare all’interno delle mura di Montagnana. Il tracciato è sia sterrato che asfaltato e non è adatto ai più piccoli.

 

veduta dall'esterno del borgo di montagnana

 

La Bassa Padovana

 

Più di 70 chilometri di tracciato misto per visitare la zona che da Este raggiunge Montagnana e viceversa, attraversando in parte l’anello dei colli Euganei.

Si attraversano i luoghi della storia romana e rinascimentale e la natura tipica dei rinomati colli padovani con le sue benefiche terme. La lunghezza del percorso è paragonabile a quella della ciclabile del Brenta con gli stessi livelli di saliscendi continui. 

Ovviamente il paesaggio è differente e non richiama continuamente i riferimenti montani come in quello del Brenta. Qui la campagna con le sue piantagioni di soia, granoturco e frumento fanno da cornice e occultano gli argini e i canali che fungono da irrigazione.

Case contadine, oggi riportate a nuovo con dettagli architettonici frugali, nascondono allevamenti di bestiame senza eliminare però del tutto, l’inconfondibile odore.

 

Verona

 

Non poteva certo mancare fra le 5 ciclabili di Montagnana l’arrivo alla città scaligera per eccellenza, ossia Verona. Questo percorso di circa 63 chilometri si snoda attraverso un percorso sterrato e asfaltato per un tempo di circa 4 ore.

Si passerà attraverso la pista ciclabile di Albaredo d’Adige partendo da Porta Vicenza di Montagnana per arrivare fino alla rinomata piazza Brà dove si potrà ammirare l’arena sorseggiando un caffè.

Le città che si incontreranno oltre ad Albaredo saranno: 

  • Ronco all’Adige
  • Zevio
  • Molini

Infine, seguendo il naturale percorso del fiume Adige, arriveremo nel centro di Verona dove potremo soggiornare e utilizzare il secondo giorno per una visita alla città.

Se vuoi altri utili suggerimenti oltre alle 5 ciclabili di Montagnana clicca qui

 

 


Punto e Viaggio consiglia:

Il nostro tour bellunese sta per partire: preparati a visitare un concentrato di storia, natura e specialità enogastronomiche. Ci stiamo muovendo fra i confini del Trentino Alto Adige e il Veneto dove a essere protagoniste sono le pareti rocciose che cadono a strapiombo nel torrente Cismon.

Prima di abbarbicarci fra le strette e sinuose curve che salgono imperterrite verso la nostra prima metà attraversiamo un ponte in località Ponte Serra.

Qui possiamo fermarci e ammirare la cascata artificiale del Cismon costretto, suo malgrado, a scendere a picco per poi languire lungo il suo corso naturale costellato di sassi rotondi e muschiati. Un secondo ponte ci costringe alla salita ripida, autoritaria ma immagine di un viaggio particolare e inaspettato.

 

Sovramonte

 

Sto parlando dei piccoli borghi facenti parte del comune di Sovramonte come Sorriva, Zorzoi, Faller, Servo, Moline e Salzen per giungere al Passo di Croce d’Aune.

Dalla cima del Passo una lenta e inesorabile discesa che ci porterà a scoprire la destinazione finale del nostro tour bellunese.

Ho voluto portarti fin quassù per farti sospirare di fronte alla bellezza del paesaggio. Le montagne disegnano delle cornici che ben si adattano al colore vibrante del cielo, sebbene offuscate dal passaggio della tempesta Vaia.

Fra questi borghi antichi mani operose hanno dato vita a case, giardini e orti ricchi di fulgida vitalità che si estendono a ridisegnare i confini. A sovrastare l’ingegno dell’uomo delle opere guidate dallo spirito e dalla ricerca di una profonda introspezione.

Tre chiese di stampo montano si intravedono e quasi si salutano, dividendo così i fedeli in piccoli gruppi. La prima è la Chiesa di San Giorgio a Sorriva di Sovramonte che presenta all’interno degli affreschi di Giovanni di Francia, eseguiti intorno al 1460.

A lui sono susseguiti il pittore bassanese Andrea Nasocchio che nel 1514 decorò l’abside e Marco da Mel che dipinse nel 1538 la navata e una grande tavola rappresentante la Madonna con il bambino ubicata nell’altare maggiore.

Adagiata sul punto più alto della collina permette di vedere dall’altra parte la cittadina di Lamon famosa per il suo fagiolo DOP.

La seconda si trova nel comune di Zorzoi ed è la Chiesa della Beata Vergine del Rosario di Pompei dove si tiene nella terza domenica di dicembre il concerto a tre campane. La si può vedere dalla chiesa di san Giorgio perché si erge seguendo via Sorriva.

L’ultima, la chiesa di Santa Maria Assunta, si trova a Servo ed è considerata la più importante fra le chiese feltrine. Porta anch’essa all’interno dipinti di Giovanni di Francia e Marco da Mel. 

A questi si aggiungono affreschi di Giovanni da Mel (fratello di Marco), Francesco Frigimelica e altri di autori ignoti, suddivisi fra le navate e i cinque altari presenti. 

Terminata la visita alle chiese si sale fino a raggiungere la vetta di Passo Croce d’Aune appena sopra i 1000 metri per poi ridiscendere nell’altro versante montano.

 

Chiesa di San Giorgio a Sorriva

 

Pedavena

 

La tappa finale del tour bellunese è la famosa Birreria Pedavena dove si possono sorseggiare le birre artigianali più gustose del Veneto e assaggiare i piatti tipici del luogo come il “Pastin” e il formaggio “Schiz“.

Dovrai assolutamente rprovare la “Birra del Centenario” filtrata e non pastorizzata dal sapore leggero e rinfrescante mentre assaggi i piatti della tradizione veneta.

Il Pastin è una specie di hamburger di carne di manzo o di maiale arricchito di sale, pepe e spezie mentre lo Schiz è un formaggio fresco cotto alla piastra che nasce dalla cagliata del latte appena munto.

La Birreria è una delle più grandi d’Italia ed è suddivisa in sale interne, esterne e un grande parco con animali, dove gustare gli stessi prodotti presenti nel locale principale.

Nel parco si possono ammirare sia animali da cortile che animali più selvatici come i cervi. Nell’ultimo periodo è stato iniziato un progetto che vede la creazione di un giardino del luppolo dove si può riconoscere la pianta che da vita alla speciale birra prodotta in fabbrica. 

La fabbrica è solitamente visitabile previa prenotazione tranne in questo periodo in cui le visite sono momentaneamente sospese causa prevenzione al Covid-19.

 

Grazie al tour bellunese gli occhi si sono sfamati di bellezza così pure la pancia di bontà… Pensi anche tu come me che la provincia di Belluno sia speciale? 

 

Pastin e Schiz

 


Punto e Viaggio consiglia:

Quest’estate non mi sono fatta mancare una gita a Soave conosciuta come la città del vino e quest’anno anche del libro e della cultura. L’iniziativa prevista in aprile è stata spostata dal primo al 4 ottobre. 

Sarà l’occasione per gli amanti della lettura o i topi da biblioteca come me, per visitare una delle città medievali più artistiche del Veneto grazie all’imponente presenza del suo castello.

 

 

Come raggiungere Soave

 

Soave città del libroSoave è posizionata fra le province di Verona e Vicenza e si trova all’uscita del casello autostradale Soave-San Bonifacio in direzione Verona. Si può raggiungere anche in treno scendendo alla stazione di San Bonifacio per poi prendere la corriera che porta a Soave.

Inizio subito dandoti una meravigliosa notizia: la maggior parte dei parcheggi presenti a Soave sono gratuiti e non hanno limite di tempo.

Ciò significa che puoi tranquillamente dedicarti alla scoperta della città che non è molto grande ma ha tanti angoli nascosti da scoprire. La zona interna è quasi interamente ZTL quindi ti conviene per davvero lasciare la macchina nei parcheggi esterni alle mura evitando di incappare in spiacevoli sanzioni.

 

Il castello di Soave

 

Mai nella mia vita un castello ha turbato così a lungo le mie notti da bambina! Durante una gita avvenuta negli anni delle scuole elementari, la guida ci raccontò un dettaglio raccapricciante della torre principale che non ho più dimenticato. 

Quando venne aperta, infatti, furono trovate migliaia di ossa, appartenute a persone che furono imprigionate per svariati motivi e fatte morire in quell’angolo angusto.

La storia fece così presa su di me che ancora oggi penso alle povere vittime di quel periodo storico che non poterono salvarsi da una condanna così crudele.

A seguito dell’abbandono e il conseguente deperimento il castello scaligero si ritrovò in condizioni pessime fino a quando fu venduto e acquistato dal senatore Giulio Camuzzoni.

Il quale se ne prese cura in modo ineccepibile tanto da portarlo agli antichi splendori. Oggi il castello è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 al costo di 7 € a biglietto. In inverno gli orari seguono questo ordine: dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Si può effettuare il camminamento di ronda gustando così il paesaggio vinicolo intorno. La visita dura circa un’ora e mezza durante la quale si può fare un tuffo nel passato e assaporare gli antichi mestieri e professioni.

Il castello si raggiunge in macchina oppure con una passeggiata in salita dal centro città per poi scendere attraverso un percorso tortuoso ma panoramico sistemato da alcuni volontari nel 1991.

In alternativa si può salire fino alla cima del monte Tenda prima di ridiscendere in paese e vedere così le colline verdi formate da filari di viti e le curve sinuose dei monti della Lessinia.

 

Castello di Soave

 

Entrate di Soave

 

Come le città murate di Cittadella o Montagnana anche Soave ha le sue porte che introducono il visitatore al centro cittadino. Queste si chiamano:

  • la Porta Aquila, conosciuta ora come Porta Bassano in direzione nord;
  • in direzione est la Porta Vicentina;
  • Porta Verona in direzione sud.

I lati sud e ovest presentano un fossato naturale formato dal fiume Tramigna e le pareti delle mura ospitano, nelle antiche feritoie, un numero considerevole di piccioni che saltellano sui merletti e sui rami dei pini marittimi presenti nell’area verde esterna. 

Cosa visitare durante la gita a Soave centro?

A parte il castello e il centro storico puoi soffermarti ad ammirare l’architettura cittadina formata da numerosi edifici religiosi e pubblici come il Duomo di San Lorenzo, il Santuario di Santa Maria della Bassanella e le chiese.

Ci sono chiese dedicate a Sant’Antonio, san Rocco, san Giorgio e a Santa Maria dei Domenicani. Fra gli edifici civili più interessanti figurano il Palazzo di Giustizia, Palazzo Scaligero, Palazzo Sambonifacio, Moscardo e Cavalli.

 

Statua di Ippolito Nievo a Soave

 

Personaggi famosi di Soave

 

Ciò che da pepe ai racconti sono le storie delle persone che animano la vita cittadina. Lo scrittore Ippolito Nievo fece più di una gita a Soave poiché trascorse lì dal 1832 al 1837 gli anni della sua infanzia.

Il padre lavorava come magistrato al Palazzo di Giustizia mentre il giovane patriota si divertiva a correre assieme ai suoi amichetti fra i vicoli del paese. 

L’artista soavese Dialma Seno ha voluto immortalare la sua presenza fresca e sbarazzina con una statua che esprime vivacità e gioia di vivere. Lo scrittore è, infatti, immortalato mentre salta la cavallina con un’espressione di estatica felicità sul volto. 

Un altro artista che ha vissuto a Soave è Adolfo Mattielli, un pittore che ha trovato la sua espressione artistica nella pittura. Ha dato il suo contributo a oltre 50 chiese fra Trentino e Veneto e immortalato momenti religiosi in numerosi quadri. 

 

La sua targa recita queste parole:

“In questa dimora Adolfo Mattielli ritraeve nelle tele la poesia di sua terra e di sua gente”

 

E difatti, camminando nella via a lui dedicata, si respira ancora quell’aura di sacralità permeata da un’antichità remota ben percepibile da chi si aggira in quegli spazi. 

La gita a Soave non può terminare senza un calice di vino, tanto sacro come la storia e i monumenti che abbelliscono questa meravigliosa parte del territorio veronese.

Che ne pensi quest’estate di fare un curioso coast to coast veneziano per scoprire tutte le località marittime in Veneto? Partiremo da Bibione fino ad arrivare al Delta del Po, passando attraverso la laguna e i suoi panorami mozzafiato. Sei pronto a salpare?

Bibione

 

Bibione è una frazione di San Michele al Tagliamento e si contraddistingue per la sua sabbia dorata, la sua vivacità e attenzione per l’ambiente. Più volte, infatti, è stata insignita della Bandiera Blu.

Il riconoscimento è riservato alle località balneari che si adoperano alla pulizia delle spiagge, a creare un interessante ventaglio culturale e a rendere le strutture orientate al cliente. 

È divisa in quattro zone:

  • i due lidi: Lido dei Pini e Lido del Sole;
  • la spiaggia
  • la Pineda.

La sua conformazione ha permesso la creazione di numerose piste ciclabili, facendo così la felicità di tanti sportivi che a fine percorso possono decidere di rilassarsi alle terme. 

Ebbene sì, a Bibione ci sono anche le terme. Sono specifiche per la fangobalneoterapia, per le riabilitazioni, soprattutto vascolari, e le cure inalatorie. Cosa si può volere di più?

Caorle

 

La città di Caorle si affaccia sul mar Adriatico a nord est della laguna veneta tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene. È molto amata per il suo centro storico: un gioiellino di arte veneziana ricca di colori e di contrasti cromatici.

La sua particolarità la deve alle sue chiese. Il santuario della Madonna dell’Angelo collocato in prossimità della spiaggia e il Duomo di Caorle in centro città. Dalle mura del santuario  si può vedere la curvatura naturale della spiaggia estendersi da nord a sud e ammirare l’immensità del mare.

Il Duomo, in piazza Vescovado, è risalente all’anno 1038 e, accanto, sorge un campanile a forma cilindrica pendente, proprio come quello di Pisa!

La spiaggia si divide in due zone: Levante e Ponente. Per orientarti sappi che quella a levante è la più vicina al santuario.

Dalla spiaggia di Ponente seguendo a ritroso il corso del fiume Lemene all’interno del canale Nicesolo nasce un sentiero dal fascino ancestrale. Si tratta del “Sentiero dei Casoni” ovvero le antiche abitazioni dei pescatori di Caorle in paglia e legno.

Le strutture sono alquanto particolari e offrono un salto nel passato veneto quasi, oramai, dimenticato. Il sentiero è percorribile sia in bicicletta che a piedi.

 

Santuario Madonna dell'Angelo a Caorle

 

Porto Santa Margherita e Duna Verde

 

La località si trova dalla parte opposta dello sbocco del fiume Livenza a Caorle. È una zona meno frequentata e perciò più tranquilla, dedicata esclusivamente ai vacanzieri estivi in cerca di sole, spiaggia e mare.

La Duna verde è un altro tratto di costa adriatica fra Caorle ed Eraclea con una spiaggia attrezzata e una libera, e un campeggio immerso nel verde frequentato prevalentemente da turisti stranieri.

 

Porto santa Margherita e Duna Verde

 

Eraclea Mare

 

La città di Eraclea dista circa 10 chilometri da Eraclea Mare e la sua spiaggia termina allo sbocco artificiale del fiume Piave. A causa di uno straripamento avvenuto nel 1935 l’estuario del fiume ha cambiato posizione lasciando al suo posto la “Laguna del Mort”.

Una lingua di terra e acqua che ha dato vita a un’ecosistema di straordinaria bellezza popolata da vari tipi di animali e piante. Il sentiero è percorribile sia a piedi che in bicicletta. L’importante è rispettare il silenzio della natura e degli uccelli migratori che vengono qui a riposare o a nidificare.

 

Margherita a Eraclea Mare

 

Lido di Jesolo e Jesolo

 

Subito dopo lo sbocco del Piave ci ritroviamo nella località turistica più in voga del Veneto: Jesolo. La destinazione è la preferita dai giovani grazie alla presenza di locali notturni e discoteche ma anche di parchi acquatici e chiringuiti vari.

È il regno della movida veneta adatto a chi la sera vuole uscire per locali e rientrare la mattina presto!

Il lido di Jesolo, invece, è più indicato per chi cerca i villaggi turistici con tutti gli optional inclusi che permettono di rimanere per l’intera vacanza nello stesso ambiente senza doversi continuamente spostare.

 

Feste in spiaggia a Jesolo

 

Cavallino e Punta Sabbioni

 

Quando si arriva al punto in cui giunge il fiume Sile è il momento di abbandonare Jesolo e partire alla scoperta di Cavallino. Benché piccola, Cavallino Tre Porti ha moltissimo da offrire, soprattutto agli appassionati dell’outdoor.

Non a caso si è classificata come la sesta località più visitata in Italia! 

Amatissima dai turisti stranieri per il suo ventaglio di possibilità sportive fra cui sentieri a piedi o in bici, pesca e navigazione in barca elettrica. A queste attività si aggiungono alcuni percorsi storico-culturali, visita della città e del percorso di stazionamento delle barche. 

Punta Sabbioni è circondata da pini marittimi che diffondono le loro essenze nell’aria mescolandosi al potere curativo dello iodio. È anche la zona che divide il mare dalla laguna e sede del più grande campeggio d’Italia, il famoso camping “Marina di Venezia”.

 

Faro Cavallino nel coast to coast veneziano

 

Venezia e la laguna

 

In questo coast to coast veneziano non mi dilungherò troppo a parlarti di Venezia. Troppe informazioni ci sarebbero da scrivere mentre per quanto riguarda le isole della laguna ne ho già parlato approfonditamente in diversi articoli.

Per tua comodità metto i link di seguito così puoi conoscere anche le isole lagunari che spesso vengono saltate:

 

in barca in laguna in direzione di torcello burano e san francesco del deserto

 

Chioggia e Sottomarina

 

Un’altra meta molto amata dal turismo nostrano è Sottomarina. Separata da un ponte mobile si trova la città di Chioggia, considerata la sorella di Venezia.

A Chioggia si va per acquistare il pesce fresco che poi viene distribuito in tutto il Veneto mentre a Sottomarina si va per abbronzarsi e rilassarsi sotto un ombrellone.

La spiaggia è suddivisa in attrezzata e libera e termina con la diga che permette una bellissima passeggiata fino a raggiungere il faro. Lungo il percorso ci si può fermare a mangiare nei trabucchi riconvertiti in ristoranti e gustare del pesce fresco, appena pescato, ascoltando il dolce dondolio dell’acqua salata.

Puoi trovare l’articolo completo qui: Chioggia e Sottomarina.

 

Trabucco a Sottomarina

 

Rosolina Mare

 

Rosolina mare è una zona marittima piuttosto particolare perché si trova a ridosso del delta del Po. Non è rinomata come le altre località marittime in Veneto e diciamo che spesso è dimenticata nel coast to coast veneziano.

Ma è un peccato perché proprio grazie alla vicinanza con il delta può vantare un paesaggio ricco e particolare. L’isola di Albarella, facente parte di Rosolina Mare e lunga circa 5 chilometri, è un’oasi naturalistica di inestimabile valore popolata da animali di passaggio e insetti lacustri.

Il Giardino Litoraneo Botanico di Porto Caleri cerca di preservare, invece, le diversità floristiche della zona come lo zigolo, lo sparto pungente, l’eringio, eccetera.

 

Airone a Rosolina Mare nel coast to coast veneziano

 

Delta del Po

 

Il Parco Regionale Delta del Po fa parte della biosfera dell’Unesco ed è un ambiente tutelato e protetto. Permette di immergersi nella natura selvatica dove l’acqua e la terra si dividono gli spazi e danno vita a biodiversità sorprendenti.

All’interno del parco è possibile girare in bici, in barca o a piedi e incontrare così moltissime razze di uccelli diversi, ascoltare il canto delle rane o scappare dalle zanzare!

Attraverso i rami fluviali si possono incontrare diverse varietà di piante acquatiche e lacustri utili a preservare il delicato ecosistema della zona. Fra le spiagge attrezzate troviamo quella di Barricata e Boccasette oltre alla già citata Rosolina Mare.

Un modo diverso per vivere la spiaggia dove si possono alternare giornate prettamente marittime a quelle votate alla scoperta di paesaggi unici e incontaminati. Il termine perfetto per un coast to coast veneziano indimenticabile!

Visita il sito del Parco a questo link

Se hai una domenica libera sfruttala per fare una visita al giardino vegetazionale Astego di Pieve del Grappa: sarà un’esperienza unica!

Si tratta di un luogo adatto a tutti dove scoprire le colture tipiche del territorio e la flora locale divisa per alture. La campagna con i suoi fiori, i cereali e le piante da frutto, salendo nella pedemontana per arrivare agli ambienti tipicamente montani.

 

 

Come si raggiunge?

 

La cittadina di Crespano del Grappa da qualche anno si è unita a Paderno del Grappa dando vita alla nuova comunità chiamata Pieve del Grappa. Qui si trova il giardino e per visitarlo dovrai attendere la domenica, giorno di mercato.

Alla fine dell’articolo ti lascio le indicazioni date da Google Maps per trovare le coordinate corrette al fine di raggiungere e visitare il giardino vegetazionale Astego. 

Si trova, comunque, in un’area conosciuta come il “Castegner de a Madoneta” dove ogni anno si tiene la festa degli alpini del gruppo di Crespano del Grappa.

La zona è bellissima in quanto si trova a un’altitudine di 450 metri, al riparo dalle fronde dei castagni, dei tigli, degli aceri e delle betulle. Tutto intorno sono posizionate comode panchine e tavolini dove fare picnic e delle fontane di acqua potabile.

Se cerchi un po’ di refrigerio dalla calura estiva questo posto è l’ideale ma dovrai venire presto perché la concorrenza per accaparrarsi un tavolo è piuttosto spietata!

 

Visita al giardino vegetazionale astego

 

Visita al giardino vegetazionale Astego

 

L’entrata è gratuita e al momento contingentata per un massimo di 60 persone alla volta. Non è necessario prenotare ma se prevedi di andare con un gruppo nutrito di persone ti consiglio di contattare i numeri a disposizione.

La visita entra subito nel vivo raccontando tramite pannelli esplicativi la morfologia, l’organizzazione e la struttura naturale della zona montana del monte Grappa. 

Per fare ciò si avvale di testimoni eloquenti come i tipici alberi, le erbacce e i fiori che si incontrano durante una passeggiata nel bosco. Saranno loro infatti a raccontarti, con la loro vivace energia, la vera vita selvatica. 

Come da prassi, la flora si accompagna alla fauna, ovvero agli animali che condividono con loro lo stesso territorio. Il giardino è pertanto popolato da api, vespe, libellule, girini, merli, ragni, eccetera.

L’area è suddivisa in diversi terrazzamenti costituiti da faggeti, uliveti, pinete, roseti e così via. Non mancano poi aree più particolari come un intrigante percorso sensoriale da fare esclusivamente a piedi nudi, un labirinto e un percorso sui tronchi per i più piccoli.

Conoscerai “Berenice il castagno felice” e una meravigliosa pianta di tiglio con i rami che toccano terra e un varco che permette un’entrata suggestiva fra le sue fronde.

Sotto ad esse una panchina, per entrare ancora più in connessione con la sua energia vitale, mentre timidi raggi di sole cercano di penetrare il fogliame.

Le distese di lavanda e di girasoli sono fra le più fotografate ma attirano l’attenzione anche i cespugli di caprifoglio corredati da minacciosi cartelli che ne indicano la tossicità.

La visita termina con uno spazio dedicato al mondo dei funghi e ai suoi segreti. Sembrerà quasi etereo l’ultimo passaggio, dopo aver superato gorgoglianti stagni, ruscelli e laghetti per penetrare nel silenzio del bosco.

La varietà di alberi presenti consentono un viaggio a 360 gradi nelle zone che si estendono lungo le pendici del monte Grappa e uno sguardo ravvicinato sulla natura selvatica.

 

 

 

Ulteriori informazioni

 

Sentieri

Una volta terminata la visita, se non sei ancora stanco, puoi proseguire facendo delle piacevoli e intense passeggiate.

La meno impegnativa è quella che va in direzione della pizzeria “Piere rosse” attraverso un percorso costellato da castagni centenari. Il sentiero è segnalato e fruibile a tutti.

Un secondo sentiero porta a seguire il percorso del fiume Muson e Lastego e fa parte del “Sentiero degli Ezzelini”. Se lo si percorre per intero, attraverso i suoi 50 chilometri, si raggiunge la città di Padova.

Il percorso è frequentato da ciclisti ma anche da pellegrini che vogliono spingersi fino alla basilica di Sant’Antonio da Padova per rendere omaggio al Santo. 

Il terzo, l’ho lasciato per ultimo perché è il più impegnativo e sale alle pendici del monte Grappa e porta a visitare il Sacrario Militare. Lungo il cammino è possibile vedere gruppi di camosci, caprioli e cervi che pascolano liberi nei prati montani.

 

Farfalla in visita al giardino vegetazionale astego

 

Recapiti

Il giardino ha una pagina Facebook attiva dove trovare i riferimenti telefonici per contattare i volontari che si occupano dell’organizzazione o richiedere informazioni.

  • Numero di cellulare: 348 822 8947 
  • Telefono fisso: 0423 930226

Come ti ho precedentemente anticipato il giardino è aperto solo la domenica per un massimo di 60 persone alla volta con i seguenti orari:

  • Dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 16.00

Puoi fare la visita al giardino vegetazionale Astego durante la stagione primaverile ed estiva. In autunno e in inverno il giardino rimane chiuso.

Per raggiungere il parco segui queste coordinate e imposta la partenza in base alle tue esigenze sul navigatore. Ti sarà facile trovare la via Valderoa che si trova al lato opposto del cimitero paesano ed è ben segnalata da cartelli in legno.

Pronto/a a organizzare un’escursione a Brent de l’Art a Belluno o meglio a Sant’Antonio Tortal, frazione di Trichiana nella Valbelluna?

Nascosto fra le montagne si è formato un canyon a seguito dello scorrere impetuoso delle acque del torrente Art. Nel corso di millenni ha eroso la roccia fino a trasformarla in qualcosa di magico ed esotico.

Appena lo sguardo si apre davanti alla scarpata erosiva di roccia argillosa, la mente vola verso contesti americani veduti troppe volte nei film. Eppure siamo in provincia di Belluno e i fenomeni carsici avvengono anche qui.

 

 

Raggiungere Sant’Antonio Tortal

 

Si parte da Trichiana, in provincia di Belluno e si seguono le indicazioni che ho trascritto al termine dell’articolo. Ti consiglio di lasciare la macchina nei parcheggi non appena raggiungi il piccolo borgo perché poi la strada diventa forestale e i campi attigui sono destinati allo sfalcio dell’erba.

Oppure puoi raggiungere il paese da Treviso superando i borghi fra i più belli d’Italia di Follina e Cison di Valmarino e salendo impietosamente verso il passo di San Boldo.

Seguendo questa direzione ti ritroverai a fare un percorso ad alto tasso adrenalinico fra costoni di roccia che scendono a picco nella valle, gallerie create a ridosso dei tornanti, motociclisti spericolati o impavidi ciclisti.

E se la fortuna ha deciso di stare dalla tua parte, potresti ritrovarti nel bel mezzo della transumanza, attendendo il lento discendere delle pecore e dei suoi guardiani.

Arriverai sulla sommità del passo dove ad attenderti ci sarà l’Osteria La Muda, la più Antica del Veneto, orgogliosa del suo titolo in vita dal lontano 1470.

Sia che tu arrivi da Belluno o da Treviso una fermata è d’obbligo ma ricordati di prenotare in anticipo per riuscire ad avere un posto garantito e assicurato. Il giovedì si preparano gli gnocchi!

 

Piscine naturali a Brent de l'art a Belluno

 

Passeggiata fra betulle e torrenti

 

Ritornando all’escursione a Brent de l’Art a Belluno, ti consiglio di indossare degli scarponcini da trekking per non scivolare qualora il terreno si presentasse umido. In ogni caso mantengono più stabile il piede e ti assicurano contro le cadute. 

Puoi portare con te il cane, proprio come ho fatto io con Pepe, il quale si è divertito un mondo a correre fra le rocce che costeggiano il torrente. L’unica accortezza che dovrai avere è quella di usare un antiparassitario contro le zecche che si presentano numerose e agguerrite in tutto il bellunese. 

I passeggini, invece, sono sconsigliati perché in certi punti il sentiero è fin troppo ripido, mentre in altri tratti è piuttosto sassoso risultando quindi difficoltoso manovrare il mezzo.

Per il resto, potrai godere di un percorso ad anello breve e mediamente impegnativo di solo 6 chilometri. Puoi partire seguendo la strada asfaltata, poi in ghiaia e scendere direttamente ai canyon oppure attraverso le case scegliendo il sentiero al contrario.

 

 

Qual è il migliore?

Io ho fatto il primo  visitando subito le particolari formazioni rocciose per poi attraversare il bosco e compiere il tragitto completo in un tranquillo sali e scendi.

Il panorama è meraviglioso e variegato. Si passa dal bosco dove la luce entra a fatica facendosi largo fra le foglie fino ad arrivare ai prati fioriti dove sbocciano i selvatici e profumati gigli di San Giovanni. 

Sarai sempre accompagnato dal dolce rumoreggiare dell’acqua e ogni tanto una casara, abbandonata e non, farà la sua comparsa per ricordarti l’imminente arrivo in paese. Saluta il genius loci selvatico del luogo e ringrazialo per l’accoglienza!

 


Informazioni utili:

Mappa da Treviso e da Belluno;

Osteria La Muda.


 

 

Altre escursioni nella Valbelluna:

Come muoversi in Veneto con i mezzi pubblici e quali sono i siti (se ci sono) per prenotare in anticipo i biglietti? Vediamoli assieme… L’articolo è dedicato interamente a elencare quali siano le compagnie pubbliche e private presenti nel territorio veneto con cui spostarsi.

Sono molte le attrattive presenti in Veneto e pensa che ogni anno la regione del nord Italia richiama oltre 40 milioni di visitatori, risultando la prima in classifica per afflusso turistico.

All’interno del blog, nella sezione “Racconti di Viaggio – Italia” ho scritto molti articoli inerenti ai luoghi veneti da visitare. Abitando in questa magica regione è normale che l’incidenza maggiore dei resoconti di viaggio propenda in questa direzione!

A titolo esemplificativo ti lascio questi due articoli da consultare:

 

 

Viaggiare in treno

 

Per il treno puoi affidarti a Trenitalia o Italo per le tratte dirette. La regione è ottimamente collegata anche se, come accade in tutte le linee italiane, gli intoppi non mancano.

Comunque ti basterà inserire le città nella mascherina di ricerca su Trenitalia per trovare le varie connessioni. Puoi anche scaricare l’applicazione evitando di acquistare il biglietto in loco, risparmiando consumo di materiale e tempo.

Aggiungerei anche qualche arrabbiatura per non trovare un punto vendita o la macchina obliteratrice.

 

Le destinazioni venete presenti su Italo sono:

 

 

 

Viaggiare in bus o corriera

 

Oltre ai classici bus cittadini dove dovrai acquistare necessariamente i biglietti in edicola o in alcuni casi a bordo con il sovrapprezzo, esistono diverse compagnie di corriere suddivise per provincia.

A raggruppare due province è Bus Italia Veneto dove non si possono acquistare i biglietti online ma si possono trovare indicazioni sui punti vendita. 

La compagnia fa parte di Ferrovie dello Stato e a volte sostituisce le corse dei treni. Tienilo a mente quando dovrai calcolare i tempi di viaggio perché risulteranno inevitabilmente più lunghi.

Il sito ti aiuterà a fare le tratte:

  • da Padova all’area di Rovigo e viceversa, fino a Chioggia e Sottomarina;
  • Padova e vicentino e viceversa compresi i comuni padovani di Cittadella, Camposampiero, Limena, eccetera;
  • centro di Padova e Treviso e viceversa.

 

La bellezza delle montagne vicino al lago

 

La Società Vicentina Trasporti, come avrai immaginato, opera nella provincia di Vicenza. I biglietti si possono acquistare online tramite le applicazioni esterne Mycicero e DropTicket pagando con credito bancario o telefonico.

Come muoversi in Veneto e più precisamente nella provincia di Treviso? Con Mobilità di Marca è la risposta corretta! Scaricando l’applicazione Momup di proprietà della già citata Mycicero puoi acquistare i biglietti online con credito bancario o telefonico.

ATV ti porta in giro per la provincia veronese dove non potrai acquistare i biglietti online ma nei punti vendita o a bordo con un sovrapprezzo. 

Dolomiti Bus come potrai immaginare ti porterà a spasso fra le meravigliose Dolomiti e in tutta la provincia di Belluno. Niente ticket online ma acquisti nei punti vendita accreditati.

ACTV è la compagnia che ti permette di scoprire la provincia di Venezia. Ma se hai intenzione di visitare Venezia ti consiglio di acquistare la card Venezia Unica. Con questa puoi spostarti anche con i traghetti e visitare le isole lagunari.

 

Come muoversi in Veneto: Venezia antica e moderna

 

Viaggiare con il traghetto

 

La linea di traghetti è attiva solo a Venezia e ti porterà a scoprire le isole della laguna. Se sei veneto ti conviene fare la carta Venezia Unica e usufruire degli sconti. Una corsa costa 1,50€ al posto di 7,50€!

Direi conveniente, non trovi?

In ogni modo tu decida di viaggiare puoi scaricare l’applicazione AVM App per gli acquisti di biglietti online o servizi di ricarica.

 

Come muoversi in veneto: Ristorante nella diga

 

Come muoversi in Veneto fra gli aeroporti

 

Gli aeroporti veneti sono 3:

  • Marco Polo a Venezia;
  • Valerio Catullo a Verona;
  • Antonio Canova a Treviso (temporaneamente chiuso).

 

Treviso:

Tutti i voli programmati dall’aeroporto di Treviso al momento sono operati dall’aeroporto di Venezia. È attivo, però, il collegamento tra l’aeroporto Marco Polo di Venezia e Treviso città con 6 corse giornaliere. Consulta il sito www.atvo.it per informazioni sugli orari e le tariffe.

Verona:

Il servizio Verona Airlink collega il centro città e la stazione FS Verona Porta Nuova con l’aeroporto Catullo di Villafranca. Le corse si effettuano tutti i giorni ogni 40 minuti a partire dalle ore 6.30 fino alle ore 19.50. 

Nel giro inverso dall’aeroporto al centro città o stazione la prima partenza è alle ore 6.50 poi ogni 40 minuti fino alle 20.10. L’autobus è attrezzato per il trasporto delle persone disabili.

Venezia:

I collegamenti principali interessano piazzale Roma a Venezia e la stazione dei treni a Mestre ma l’aeroporto è raggiungibile da diverse località turistiche in Veneto. Per avere un resoconto dettagliato connettiti alla pagina ufficiale. 

I biglietti si possono prenotare anche online tramite la piattaforma esterna Omnio. Trovi la recensione in questo link

Consulta anche il sito di Flixbus per avere informazioni su alcune corse in vigore nei collegamenti principali di Venezia centro, Mestre e aeroporto.

 

immagine di padova antica città d'acqua da prato della valle alla basilica del santo

 


I siti che ti ho elencato utili per come muoversi in Veneto li puoi trovare a questi link:

È bastato un giorno al mare fra Chioggia e Sottomarina per ricaricare le energie assopite dal lockdown e ritrovare subito l’entusiasmo. Respirare lo iodio, lasciare che il luccichio del sole sulla superficie del mare mi abbagliasse, mentre i piedi affondavano dolcemente sulla sabbia.

E ancora farmi accarezzare dal vento e abbronzare dal sole: tanto è bastato per proiettarmi verso l’estate. Una stagione alquanto particolare, partita in sordina per esplodere in tutta la sua forza. Tale e quale il mio desiderio di spensieratezza ritornato prepotentemente a farsi notare.

 

Casa a Chioggia

Tipica abitazione fra Chioggia e Sottomarina

 

Un giorno fra Chioggia e Sottomarina

 

Se anche tu, come me, non vivi nella provincia di Venezia dovrai affidarti ai mezzi pubblici o alla macchina per arrivare a destinazione. Per vedere il percorso in macchina ti basterà utilizzare un navigatore o un’applicazione come Google Maps o MapsMe.

 

Una raccolta di applicazioni utili per chi ama viaggiare in macchina le trovi a questo link

 

Con i mezzi pubblici, invece, puoi scegliere due varianti: una pratica e una più avventurosa. La prima consiste nel prendere la corriera che da Padova porta direttamente a Sottomarina.

La trovi alla stazione delle corriere di Padova alla fermata numero 4 con orari che variano ogni mezz’ora circa. La prima corsa parte alle 6.30, la seconda alle 7.00 e così via fino ad arrivare all’ultima delle 20.40.

Io sono partita in treno da Bassano del Grappa e sono arrivata alla stazione di Padova alle 7.45. Da lì ho preso la corriera delle 8.00 e ho scoperto, con mia immensa gioia, che la corsa scende solo alla fermata di Piove di Sacco compiendo l’intero percorso in un’ora e un quarto.

Ciò significa che si ha tutta la giornata a disposizione per godere appieno i benefici del mare! Il prezzo dei biglietti di andata e ritorno è stato un totale di 10,40€, ossia 5,20€ a tratta.

L’altra variante è quella di raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia e raggiungere Chioggia con i traghetti. Prima si prende il traghetto che va in direzione Lido di Venezia, poi si prende la corriera che va a Pellestrina e, infine, si prende l’ultimo traghetto che termina a Chioggia.

Grazie a questo escamotage hai la possibilità di visitare tre isole lagunari nello stesso giorno apprezzando la varietà di paesaggio e di stile architettonico. 

Se possiedi la carta Venezia la spesa sarà di 1,50€ a singola tratta per un totale di 4,50€. Per andata e ritorno si spendono un totale di 9€. Senza la carta Venezia ti conviene fare il biglietto per l’ACTV di 20€ valido tutto il giorno.

Il percorso richiede 3 ore di viaggio per l’andata e altrettanto per il ritorno. Quindi se vuoi spendere più tempo a Chioggia e Sottomarina questa non è la soluzione più ottimale.

E in treno è fattibile?

Da Bassano non c’erano alternative valide per cui l’ho escluso ma ti voglio svelare come ho fatto a scovare le soluzioni di viaggio: ho utilizzato un sito che uso anche all’estero e che si chiama Rome 2 Rio. Ne ho parlato più approfonditamente in questo articolo.

 

mercato del pesce chioggia

Al mercato del pesce a Chioggia

 

Cosa vedere a Chioggia

 

Innanzitutto vorrei consigliarti di visitare Chioggia il giovedì quando prende vita il mercato settimanale con il suo famosissimo mercato del pesce. Puoi vedere chi popola il mar Adriatico e gustare la freschezza dei molluschi appena pescati.

Orate, branzini, seppie, gamberoni fanno bella vista sulle bancherelle mentre qualche gabbiano si aggira furtivo brontolando, con la speranza di guadagnarsi qualcosa da mangiare!

La simpatia dei venditori che invitano ad acquistare dandoti anche dei meravigliosi consigli culinari è divampante e sarà impossibile uscire senza aver riempito il sacchetto della spesa. Portati anche una borsa frigo per tenere in fresco il più possibile il pesce!

La città, all’esterno, si anima di turisti e locali che scendono in piazzetta per acquistare i prodotti alimentari ma anche per fare un po’ di shopping, bere uno spritz o incontrarsi con gli amici.

Chioggia è una piccola Venezia incastonata in un contesto senza tempo con continui richiami architettonici, ponti, barche e locali che richiamano la sorella maggiore.

La via principale è Corso del Popolo e seguendolo puoi salire al campanile di Sant’Andrea e godere della terrazza panoramica con vista sull’intera laguna. Puoi perderti nella flânerie abbandonando i pensieri disturbanti.

Preferisci visitare chiese e musei?

Nonostante la città non sia molto estesa ha un varietà culturale davvero notevole. I punti turistici da visitare sono:

  • Museo dell’orologio all’interno del campanile di sant’Andrea;
  • Giuseppe Olivi: museo di zoologia adriatica a Palazzo Grassi;
  • Chiesa di San Giacomo in corso del Popolo;
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo della città;
  • Refugium Peccatorum, dove i condannati pregavano per la loro anima prima dell’esecuzione.

 

Cartina di chioggia

 

Cosa vedere a Sottomarina

 

Sottomarina è la zona degli stabilimenti balneari dove ci si rilassa in spiaggia con una lettura, un tuffo e un gelato. È la zona della movida veneziana estiva dove si balla in spiaggia nello stabilimento di Cayo Blanco, in località san Felice. Però è anche una zona tranquilla dove si può pranzare su un ristorante a ridosso della diga, chiamato trabucco, in prossimità del faro.

La passeggiata nella frazione di san Felice permette inoltre di vedere il Forte san Felice nell’omonima isola oppure lo sbocco del Brenta e del Bacchiglione in direzione opposta al faro.

 

Diga verso il faro

Diga verso il faro

 

Da non perdere

Secondo il Genius Loci di Chioggia e Sottomarina che ci tiene molto ad accogliere i turisti, è un gran piacione anche se appare scostante, non dovrai assolutamente perdere:

  • il pandolce chioggiotto (una delizia con il ripieno di crema alla nocciola);
  • un bicchiere di spritz;
  • una frittura di pesce, spaghettata di pesce o pesce al forno acquistato al mercato;
  • una lunga passeggiata a Sottomarina con visita al faro;
  • ascoltare in sottofondo una hit dei Radiosboro;
  • un bagno ristoratore e, infine, relax sul lettino.

Una volta compiuto questi 5 passaggi potrai sentire le energie e la vivacità invadere il tuo corpo e tornando vorrai consigliare a tutti i tuoi amici di trascorrere un giorno a Chioggia e Sottomarina!

A me è venuta voglia di farlo con te, vorrà pur dire qualcosa, no? 😉

 

Ristorante nella diga

Ristorante di pesce nella passeggiata per raggiungere il faro

 

Ti lascio gli ultimi indirizzi per organizzare il viaggio:

Perché visitare il Veneto? Basterebbe citare Venezia per convincere qualcuno a venire in questa regione ma la realtà è che c’è molto di più da vedere.

Lo ammetto sono di parte, essendo veneta, ma questo territorio non smette mai di stupirmi e spesso mi ritrovo a conoscere itinerari nuovi e affascinanti.

Nella classifica fra le regioni italiane più visitate spicca proprio il Veneto è il merito va sicuramente alla posizione geografica favorevole ma anche alla sua grande offerta turistica.

Mare, montagna, colline, laghi, campagna e ancora città d’arte, percorsi naturalistici ed enogastronomici, storia e proposte allettanti per gli sportivi di ogni genere.

Un ventaglio di offerte che attrae l’interesse di qualsiasi tipo di turista dal più esigente al più avventuroso senza tralasciare famiglie e viaggiatori backpacker

Possiamo dividere 5 percorsi di interesse che possono rispondere agevolmente alla domanda “Perché visitare il Veneto?”:

  1. Arte, storia e cultura
  2. Elemento acqua
  3. Natura e percorsi enogastronomici
  4. Trekking e montagna
  5. Anima contadina

 

edifici colorati a burano

Gli edifici colorati lungo un canale a Burano

 

Arte, storia & cultura

 

La Repubblica di Venezia ha avuto una durata di circa 1100 anni e ha strutturato la città e la sua laguna così come la conosciamo oggi. Le strutture in legno di ontano sorreggono ancora oggi gli edifici storici esaltati dalla bellezza delle finestre e dei comignoli che rappresentano l’arte decorativa veneziana. 

Ogni anno milioni di turisti giungono per visitare le sue chiese, i suoi edifici e le sue isole. Ogni calla trasuda storie da raccontare e ogni ponte nasconde qualche vicenda da recuperare.

Impossibile non rimanere incantati di fronte alla sua maestosità: sembra quasi un miraggio, eppure è viva e vegeta, pronta ad accogliere nuovi saperi da tramandare. 

Le isole si dividono fra laguna nord e sud e fra le più ammirate ci sono: il Lido di Venezia e Pellestrina, Burano e Murano, Torcello e quelle meno frequentate come il Lazzaretto Nuovo, Sant’Erasmo, san Lazzaro degli Armeni, san Clemente, eccetera…

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Vicenza contiene nel suo centro e nei dintorni, le famose ville palladiane opera dell’architetto Andrea Palladio che ha edificato un particolare stile riconoscibile in tutto il Veneto.

Le stesse fanno bella mostra non solo nel vicentino ma anche nel veneziano, lungo la famosa “Riviera del Brenta“, nel trevigiano e nel padovano. Fa parte del progetto originale del Palladio anche il “Ponte degli Alpini” in legno a Bassano del Grappa

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Verona si presenta come città degli innamorati perché fa da sfondo al dramma di Shakespeare “Romeo e Giulietta” ma è anche centro di importanti ritrovamenti archeologici romani e a testimonianza, infatti, si può ammirare in piazza Brà la famosa Arena. 

I dintorni di Verona sono forse fra i più amati dai turisti tedeschi che amano rilassarsi fra le sponde del lago di Garda mentre sorseggiano, all’ombra di un cipresso, un buon bicchiere di vino Lugana

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Padova si può raggiungere per visitare l’arte in ogni sua magnifica sfaccettatura sia da un punto di vista architettonico che pittorico senza tralasciare l’aspetto culturale.

La più antica università al mondo è stata fondata qui e anche il più antico orto botanico che rientra a pieno titolo come Patrimonio dell’Unesco.

La sua piazza è una delle più estese al mondo dopo quella russa e il sabato non può mancare un piatto di “folpetti” con un bicchiere di spritz. Prima, però, si dovrà passare a salutare sant’Antonio nella basilica in cui riposano le sue spoglie. Tra l’altro è anche uno dei santi protettori di noi viaggiatori!

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Possagno, in provincia di Treviso, ospita la Gipsoteca dedicata allo scultore Antonio Canova, formatosi a Venezia e divenuto famoso in tutto il mondo grazie alle sue statue neoclassiche.

Sembra quasi impossibile che un blocco di marmo possa svelare tanta delicatezza, eppure sotto mani esperti ogni cosa può essere plasmata e trasformata in arte.

Sulla cima del monte Grappa riposano i deceduti del conflitto mondiale affinché rimanga come monito alle generazioni che la guerra serve solo a distruggere e a rimpiangere.

Migliaia di soldati riposano in piccole tombe bianche uguali l’una all’altra a simboleggiare che non c’è nessuna differenza di bandiera o di nazionalità nella morte. 

 

Ci sarebbe ancora da parlare delle città murate come Marostica, Montagnana e Cittadella che permettono di fare un salto nel passato e di sognare a occhi aperti ma ne lascerei da parte moltissime altre e non mi sembra giusto!

 

 

Elemento acqua

 

Come ho già detto in precedenza il mare lambisce le coste veneziane ma anche quelle padovane e rodigine. In particolare una gita nel “Parco Naturale Regionale del Delta del Po” sorprende per la sua varietà naturalistica.

Molte specie animali soprattutto pesci, insetti e uccelli hanno trovato in questo luogo un habitat ideale nel quale soggiornare e riprodursi. Ciò ha richiamato, di conseguenza, moltissimi turisti orientati al bird watching o alla vacanza immersi nella natura. 

I tour e le pratiche sportive sono innumerevoli e richiedono più che un semplice giorno di pernottamento. D’altronde per avvicinarsi alla natura ci vuole pazienza e sensibilità affinché essa si sveli in tutta la sua magnificenza.

Le località marittime più amate sono, invece, Jesolo, Caorle, Eraclea, Cavallino Tre ponti e Sottomarina senza dimenticare le sovracitate isole della laguna veneziana.

 

Frangente di roccia con lago del mis perfettamente pulito come il nostro contributo all'ambiente può essere utile

 

Anche i fiumi e i laghi hanno un loro seguito… Si tratta di turisti più avventurosi che si divertono a fare canoa, rafting, stand up paddle, hydrospeed o un semplice giro in barca. 

Le imbarcazioni più particolari sono però quelle di origini veneziane ovvero la gondola e il burchiello (o la burchiella). Il primo si può provare a Venezia, il secondo lungo la riviera del Brenta e nel Piovego a Padova.

I laghetti nella provincia di Belluno, invece, creano quelle formazioni chiamate “marmitte” che sembrano delle piscine naturali con annessa cascata cervicale!

L’acqua ovviamente è gelata e non sempre è possibile bagnarsi ma rimangono uno spettacolo davvero unico come testimoniano i “Cadini del Brenton” nella zona del lago del Mis.

 

Natura e percorsi enogastronomici

 

Un altro sito Unesco sono le Dolomiti: queste rocce dalle sfumature rosate che si accendono alla luce del sole e riflettono la sacralità della natura. Le foto non rendono giustizia alla realtà, per quanto siano affascinanti non trasmettono l’emozione che si prova trovandosi al loro cospetto.

Queste catene montuose fanno parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che si estende dalla Valbelluna fino ai confini friulani e trentini e propongono anche una ricca esperienza sensoriale e gustativa. 

A Busche si possono assaggiare i migliori formaggi del Bellunese ma anche Asiago non scherza, ritrovandosi negli scaffali dei migliori negozi o centri commerciali esteri.

L’anno scorso, poi, sono entrate a far parte del Patrimonio Unesco anche le colline trevigiane del Prosecco che si estendono per chilometri senza mai fermarsi e offrono un panorama davvero suggestivo.

Le colline, soprattutto quelle beriche e euganee, sono una meta ideale per chi ama andare in bici, a piedi o in moto.

Piccoli borghi incantati come Arquà Petrarca rimangono intatti come scrigni segreti del tempo, mentre nella profondità della terra acque ricche di minerali affiorano dando vita a città termali come Abano o Montegrotto Terme.

 

Perché visitare il veneto: A Casera Ere nel comune di San gregorio nelle alpi

A queste mete si abbinano anche le proposte trekking e montagna e quelle dell’anima contadina che lavora instancabilmente per produrre i prodotti migliori.

Bettole, osterie e agriturismi sono le mete preferite dei veneti che le eleggono come tappa domenicale dove poter bere del “vin bon” e mangiare un buon “panin co a soppressa“.

La natura in Veneto è stata estremamente generosa e pertanto può vantarsi di avere dei prodotti alimentari di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Insomma, per farti capire, è quel luogo in cui dici:”Ok! La dieta la comincio lunedì”…

 

Ho tralasciato di nominare molti punti turistici per ovvie scarsità di spazio ma spero sia emerso l’amore che ho per questa terra che tanto sa dare a chi la sa apprezzare e soprattutto che sia riuscita a rispondere alla domanda sul perché visitare il Veneto…

Che fai, allora, ci vieni? 😉

 

Ulteriori approfondimenti li trovi qui:

Leggende del Piave: un fiume caro alla Patria che è stato dimenticato, sfruttato e completamente stravolto dal suo stato naturale. Percepisco un legame ancestrale con l’acqua: ogni volta che mi avvicino è come se volesse parlarmi per raccontarmi una storia che si è persa nello scorrere del tempo.

Così, di solito, accosto l’orecchio al gorgoglio del suo passaggio fra le rocce e rimango in ascolto. Ho udito le leggende che il Piave un giorno mi ha sussurrato e ho deciso di raccontartele…



La Rododesa

 

Sono venuta a conoscenza di una figura femminile silenziosa e affascinante che percorre le rive del Piave senza che anima viva la possa fermare né, tanto meno, incontrare.

Si chiama Redodesa e non si muove da sola ma in compagnia dei suoi dodici figli, i Redodesegoti. A sentire la tradizione sembrerebbe che la dodicesima notte fra Natale ed Epifania, ovvero il 5 gennaio, attraversi il Piave per andare a controllare le case della gente.

L’acqua, sempre minacciosa, in quel momento si cheta per lasciare libero il passaggio alla donna e sulla riva spuntano dei fiori profumati che, se raccolti, portano fortuna tutto l’anno.

Dove va Rododesa?

Passa di casa in casa affinché siano in perfetto ordine prima di festeggiare l’Epifania e controlla che la canapa, la lana e il lino siano stati filati entro l’anno vecchio.

E se così non fosse?

Punizioni e malevoli presagi si abbatteranno in quell’abitazione portando i semi di una sventura ma se sarà tutto in ordine la casa sarà sotto la sua protezione e difesa da una benedizione.

 

idromanzia

 

Idromanzia

 

Il Piave era un luogo perfetto per praticare l’idromanzia. Sassi ce ne erano in quantità e bastava cercarli per trovare i 3 adatti allo scopo. Uno doveva essere rotondo, l’altro quadrato e il terzo triangolare.

Venivano lanciati in acqua secondo questa sequenza e in base alla formazione dei cerchi concentrici si procedeva a leggere il risultato della divinazione. A svolgere tale attività erano le zobie o zobiane, il nome veneto delle streghe, da cui deriva anche il nome per giovedì.

Era anche il momento perfetto per compiere la sabba, gli incontri fra streghe, dove venivano eseguiti sortilegi e pratiche magiche intorno al calore di un falò.

Il Piave se le ricorda ancora quelle streghe perché lui le proteggeva dalla vista degli intrusi e allontanava chi, per caso, si trovava a passare da quelle parti…

 

Quercia il portale nel mondo fatato

 

La quercia del Montello 

 

Il Montello è un luogo abitato da esseri magici che si nascondono fra le cavità carsiche, gli anfratti delle rocce e i buchi creati in modo naturale nelle cortecce degli alberi.

Il portale da cui entrano ed escono è una quercia secolare e segna il punto di confine fra il mondo fatato e quello degli uomini. La pianta ogni anno combatte la sua battaglia contro l’agrifoglio per passare il testimone dell’anno vecchio a quello nuovo e viceversa.

Grazie a lei, gli animali qui si avvicinano e si nascondono cercando nutrimento e pace. Fra quelli avvistati si segnalano: serpenti, uccelli, cervi, nutrie, insetti, pesci, eccetera.

Ognuno di loro protegge il suo spazio personale senza entrare in conflitto con l’altro. L’uomo questo non lo sa o, forse, se lo è dimenticato, oberato com’è da futili e confusi pensieri.

Ma non è un problema perché ci pensano le ninfe lavandaie a pulire i panni macchiati dalle colpe degli uomini mentre le fate buone preparano il miele a chi saprà essere dolce tanto quanto quel cibo.

Lo spirito Massariol, invece, si diverte a far perdere la tramontana a chi attraversa il Montello, impededogli di trovare la via di uscita. Le fate dai piedi caprini, infine, vanno a bagnarsi sulle rive del Piave, nascondendosi non appena sentono avvicinare una qualche presenza estranea.


La pace per due capponi

 

Il fiume nasce al confine con il Friuli Venezia Giulia sul monte Peralba e sfocia sul mar Adriatico e più precisamente a Cortellazzo, una frazione di Jesolo.

Due comuni nel veneziano sono divisi dal Piave: uno è San Donà di Piave e l’altro è Musile di Piave. Anticamente erano dei villaggi rurali che nulla avevano a che fare l’uno con l’altro, fino al giorno di una terribile alluvione.

Fu talmente violenta da ridisegnare completamente i confini territoriali. La chiesa di san Donato prima sulla riva sinistra si ritrovò sulla riva destra entrando a far parte, involontariamente, della diocesi opposta.

I cittadini di san Donà si ritrovarono così senza patrono e ne furono sconvolti. Si rivolsero allora agli abitanti di Musile per poter festeggiare il loro santo e mantenere il nome del villaggio a lui dedicato.

In cambio avrebbero onorato il santo all’interno della chiesa passata sotto la giurisdizione di Musile previo pagamento annuale di due capponi belli sodi e in salute. Quasi ogni anno i due paesi riportano in auge l’usanza onorando il patto di amistà che era fu stipulato in quell’occasione.



La Piave

 

Fra le leggende del Piave fa capolino anche la storia dell’articolo cambiato da femminile a maschile dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Insignito come “Fiume Sacro alla Patria”, fu testimone della battaglia contro l’avanzata austro-ungarica a seguito della disfatta di Caporetto.

I soldati italiani riuscirono in una missione impossibile proprio lungo la linea delle sue acque imponenti segnando la fine della controversia e la vittoria sul fronte.

A lui fu dedicata una canzone scritta da Giovanni Gaeta che fu l’inno nazionale italiano dopo la marcia reale dal 1943 al 1946, poi sostituito dall’Inno di Mameli.

La vittoria fu così eclatante che meritava, secondo Gabriele D’Annunzio, un nome altisonante che rendesse onore alla forza maschia e alla tenacia dei soldati. Si decise di apporre l’articolo maschile al posto del femminile, togliendo, però, il suo senso originale di nutrimento e fertilità.

 

***

 

Le ultime parole che il Piave quel giorno che mi bisbigliò, prima di tacere per sempre, furono le stesse pronunciate in un articolo dal giornalista Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera:

 

“Piave, fiume simbolo del coraggio, dell’eroismo, del patriottismo degli italiani.

Fiume simbolo, oggi, della loro cecità”.

 

Ha ragione il Piave nel sostenere che l’abbiamo dimenticato?

La ciclabile del Brenta è un percorso di circa 70 km che parte dal lago di Caldonazzo e arriva fino alla città alpina di Bassano del Grappa. Se si segue il corso del fiume si può raggiungere anche la gloriosa città di Venezia.

In questo articolo, però, ci fermeremo a Bassano del Grappa perché troppi sono i punti turistici da visitare e da conoscere, quindi è meglio non avere troppa fretta.

Trentino Alto Adige

 

Lago di Caldonazzo e lago di Levico

Ci troviamo in Trentino Alto-Adige e più precisamente in quella striscia di terra che divide i due laghi. Possiamo gustare i piatti tipici trentini, dedicarci agli sport acquatici oppure rilassarci alle terme.

Le occasioni per fermarci ancora prima di partire per la ciclabile del Brenta non mancano ma noi abbiamo deciso di affrontare la discesa fino alla cittadina veneta.

Ti sto già dando un consiglio da amica, ovvero quello di partire da Caldonazzo e non da Bassano in modo da trovare un percorso in discesa per non affrontare il dislivello di quasi 400 metri che c’è in senso contrario!

Comunque, se ti avanza del tempo, ti consiglio di fare il “Sentiero dei Poeti”. Si tratta di un percorso di un’ora che parte dalla piazza principale di Calceranica al Lago e si snoda verso il torrente Mandola.

Lungo il chilometro di percorso si trovano 16 punti di sosta corredati ognuno da una poesia fino a raggiungere una pieve da cui si può godere il panorama del lago dall’alto.

< Puoi vedere i due laghi dall’alto anche dalla cittadina di Lavarone, scoprila cliccando qui >

 

A Levico Terme, sul versante nord del lago, invece, si può fare la “Strada dei Pescatori” per una lunghezza di circa 2 chilometri e continuare con il percorso ad anello completo aggiungendo altri 4 chilometri di puro relax e silenzio.

Famosa per le terme, la cittadina di Levico nasconde edifici di inestimabile bellezza come il Forte Colle delle Benne e il Grand Hotel con il Parco Secolare degli Asburgo.

Il forte, costruito nel 1890, si raggiunge con una camminata di un’ora circa dal centro del paese, mentre il Parco Secolare si trova in città e a Natale si anima con casette e luci colorate.

 

Borgo Valsugana e Selva

Scendendo a valle con la nostra bici verso la ciclabile del Brenta incrociamo il comune di Borgo Valsugana famoso per aver visto perire uno dei firmatari della Costituzione Italiana, il politico Alcide de Gasperi.

Scelse, come luogo di ritiro, la val di Sella dove oggi ha sede “Arte Sella” un museo a cielo aperto che custodisce opere in legno, sassi e altri elementi naturali che vanno a creare un paesaggio unico e suggestivo.

< Scopri l’articolo su Arte Sella cliccando qui >

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

 

Salendo, invece, in direzione Scurelle si può fare tappa al rinomato rifugio “Il Crucolo” che si posiziona fra le montagne della catena del Lagorai.

In questo locale vengono servite pietanze della migliore tradizione culinaria trentina e il famosissimo liquore “Parapampoli”, un miscuglio di caffè, vino, grappa e zucchero a cui viene dato fuoco prima di essere servito.

Seguendo le anse nervose del Brenta che creano una continua serpentina si raggiunge il paese di Selva dove si può visitare la Riserva Naturale Provinciale Fontanazzo e il suo biotopo.

Qui, ad accoglierti, ci saranno uccelli, rettili e insetti che amano vivere negli acquitrini oltre a numerose piante acquatiche che traggono nutrimento dalla sorgente che arriva dal complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron.

L’entrata del parco la trovi sulla riva destra del Brenta costeggiando quindi la strada secondaria ossia dall’altra parte della statale 47. Nella stessa direzione trovi anche la grotta del Calgeron a Grigno dove si può fare una piacevole escursione adatta a tutti, previa prenotazione.


Veneto

Primolano e Cismon del Grappa

La ciclabile del Brenta continua a Primolano dove sovrasta il Forte Tagliata della Scala edificato per combattere i nemici durante la Prima Guerra Mondiale. Fortunatamente non è servito allo scopo ma ne ha lasciato un ricordo indelebile, difficile da dimenticare.

Da Primolano si può fare una deviazione per visitare il lago di Corlo nella cittadina di Arsié per rilassarsi e riprendere fiato lungo le sponde del bacino artificiale e gustare uno spuntino in compagnia degli abitanti del luogo.

< Maggiori dettagli sul lago di Corlo li trovi cliccando qui >

 

immagine autunnale del lago di corlo

Lungo la Statale 47 e più precisamente nella zona dell’albergo Forte Tombion e della birreria “Il Cornale” si può visitare il Covolo del Butistone.

Si tratta di un fortino militare scavato sulla roccia raggiungibile attraverso un percorso fatto di scale metalliche che salgono lungo la parete della montagna, offrendo così una visuale alquanto particolare della Valsugana.

La visita deve essere prenotata in quanto è accompagnata da una guida (tel. 338 830 8984).

 

Valstagna

Nella cittadina ridente di Valstagna ogni anno in estate avviene il “Palio delle Zattere”, una manifestazione folkloristica che richiama migliaia di persone.

Nove contrade cittadine si battono nel Brenta per mezzo di imbarcazioni a remi per guadagnare il drappo di velluto rosso, simbolo di forza e coesione fra contrade.

Lungo lo stesso percorso scendono quasi quotidianamente i gommoni per il rafting, uno sport che anima le acque del fiume a qualsiasi ora del giorno e, a volte, anche della notte.

Per gli escursionisti, invece, c’è il famoso sentiero della Calà del Sasso formato da 4444 gradini, che salgono fino alla località Sasso di Asiago, nell’Altopiano dei Sette Comuni.

Il percorso è impegnativo e impervio se le condizioni metereologiche non sono favorevoli, serve comunque un certo allenamento per raggiungere la meta finale.

Il Laghetto di Ponte Subiolo o dell’Elefante Bianco sempre a Valstagna è uno dei sistemi più importanti a livello europeo di risorgive carsiche frequentato da sub e speleosub.

Essendo piuttosto profondo, però, è tristemente noto per molteplici incidenti mortali ma anche per una leggenda misteriosa che dal profondo degli abissi sale fino alla superficie dell’acqua…

 

 

Grotte di Oliero

Quattro grotte da visitare comodamente seduti su un’imbarcazione con una guida che spiega in modo esaustivo i segreti della geologia e della botanica. Si trovano nell’omonima cittadina di Oliero a qualche chilometro di pedalata di distanza da Valstagna.

Grazie al lavoro di bonifica svolto dal botanico bassanese Alberto Parolini, si ammirano le cavità nominate in modo bizzarro coi soprannomi di Covol dei Assasini, Covol dee Soree, Covol dei Siori e Covol dei Veci.

Un grande parco con un sentiero naturale aiuta a riconoscere piante e arbusti e con lo stesso biglietto dell’ingresso alle Grotte si può accedere al Museo di Speleologia e Carsismo Alberto Parolini.

Un’idea per trascorrere alcune ore nel cuore della terra, all’interno delle sue rocce che sprigionano la sorgente della vita, l’acqua, e alimentano il regno vegetale.

 

Bassano del Grappa

La meta finale della Ciclabile del Brenta è raggiunta con l’arrivo sul Ponte degli Alpini, rimesso a lucido da recenti lavori di ristrutturazione dove potrai finalmente abbandonare la bici e riposarti.

Bassano è una città che vanta la Medaglia al Valor Militare per essersi distinta nei due conflitti mondiali. Divisa dalla riva destra e sinistra del Brenta ha ospitato grandi personaggi del passato come testimoniano le varie targhe posizionate sui muri della città.

Una città graziosa con le fronde dei salici che toccano la superficie dell’acqua per specchiare la loro naturale bellezza mentre nel centro i bar frequentati dai giovani si animano con bicchieri di spritz e stuzzichini.

Meriti anche tu uno spritz e se sei in zona chiamami, che raddoppiamo! 😉

 

Se vuoi avere altre informazioni ti consiglio di leggere gli articoli che ho scritto e che trovi di seguito:

Sospirolo si trova in provincia di Belluno e fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: un luogo da visitare e conoscere.

L’origine del nome Sospirolo è da considerarsi parte integrante del monte Speron che svetta sopra il comune. I Sospiroi, infatti, erano gli abitanti conosciuti nella zona come “la gente che viveva nei casali sotto il monte Sperone”.

Ti confesserò che la prima volta che l’ho sentito io, invece, ho subito immaginato una donzella in attesa del suo amore, trascorrendo il tempo fra lacrime e sospiri. 

Sospirolo e le sue frazioni

 

Sospirolo è un comune che conta circa 3000 abitanti con un centro abitato che merita una piccola visita a partire dalla bellissima chiesa patronale dedicata al culto dei Santi Pietro e Paolo, istituita attorno all’anno 1100.

Nel corso dei secoli la stessa fu ampliata e ricostruita seguendo lo stile architettonico neogotico assai particolare in quella zona e consacrata dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto meglio conosciuto come il Papa Pio X.

La chiesa si trova in una posizione pianeggiante ed è contornata dal profilo bianco delle montagne; in lontananza si scorge il campanile, in posizione arretrata rispetto la chiesa, adiacente al cimitero comunale. 

La nota stonata di questo panorama da cartolina è un palo del telefono sistemato proprio di fianco al campanile. Impossibile fare delle foto senza che questo non sbuchi da qualche parte, un vero peccato!

 

 

Sentiero Dino Buzzanti e Girolamo Segato

Se dalla chiesa si scende in direzione cimitero si trova accanto al parcheggio il sentiero dedicato allo scrittore Dino Buzzati, un percorso ad anello che riporta in centro sulla destra della chiesa.

Il tragitto, ahimè, non è molto curato ma cela al suo interno un tiglio antico che conosce tutte le vicissitudini degli abitanti. Quante cose avrebbe da dire quella pianta se potesse parlare!

Inizierebbe sicuramente raccontandoci la vita del suo abitante più illustre, ossia il cartografo, egittologo e naturalista Girolamo Segato. Chi era costui?

Girolamo nacque all’interno della Certosa di Vedana (te ne parlerò fra un po’) e, all’età di 26 anni, partì in spedizione per l’Egitto. Si appassionò in particolar modo della tecnica della mummificazione.

Quando fece ritorno in Italia si trasferì a Firenze approfondendo gli studi già iniziati in Egitto sull’imbalsamazione. Fu così abile ad apprendere la tecnica da inventarne una parallela e originale che consisteva nella mineralizzazione o pietrificazione. 

Si tratta di un processo che distrugge la parte organica attraverso l’uso di agenti chimici. Tramite questo elaborato fu in grado di creare dei preparati che permettevano la conservazione dei tessuti in termini di consistenza, elasticità e colori.

Pensò di regalare un tavolo di carne pietrificata al Granduca di Toscana per ricevere in cambio una sorta di finanziamento alle sue ricerche. Il nobile, però, non vide l’oggetto come un qualcosa di valore ma anzi di diabolico, e lo tacciò di essersi impossessato della magia Egiziana. 

Segato fu protetto da papa Gregorio XVI che era un suo concittadino ma rimase profondamente colpito dall’accaduto. Decise di tenere per sé la formula segreta che permetteva il processo chimico e tutt’ora non si conoscono ancora i particolari. Un suo tavolo di lavoro è esposto alla Reggia di Caserta nella sala dell’Estate. 

 

Chiesa a Sospirolo

 

Le frazioni di Sospirolo sono:

  • Torbe
  • Mis
  • Gron
  • Pascoli
  • Maras
  • San Gottardo
  • San Zenon
  • Piz-Camolino
  • Oregne – Ai Casai – Campaz
  • Susin

 

Mis

Si tratta di piccole comunità  che nascondono bellezze a volte inaspettate, come il comune di Mis da cui prende il nome l’omonimo lago e che richiama ogni anno migliaia di visitatori.

Alimentato dal fiume Cordevole e da altri torrenti che scendono a picco sulla valle è riconosciuto per essere un luogo incantevole in cui ricaricare le energie a contatto con la natura più selvaggia.

Lo si può fare visitando i famosi Cadini del Brenton, la cascata della Soffia o intraprendendo i numerosi sentieri che portano direttamente all’interno del Parco delle Dolomiti. 

Se vuoi organizzare una gita qui ti consiglio di leggere l’articolo che ho scritto l’anno scorso corredato da tutte le informazioni utili:

Gron

La chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Gron a Sospirolo fu progettata dall’architetto armeno Ohannés Gurekian nel 1961. L’uomo nacque a Costantinopoli ma si trasferì in Italia e più precisamente ad Asolo in tenera età. 

I suoi studi verterono sull’ingegneria idraulica ma i suoi lavori si diressero per la maggior parte verso l’architettura. Innamoratosi perdutamente della zona dell’Agordino si stabilì a Frassené.

In queste zone scoprì l’alpinismo e le crode dolomitiche e si fece promotore della salvaguardia del territorio. Per questo, alla fine del secondo conflitto mondiale, fece ritorno nel bellunese e si dedicò alla ricostruzione dei piccoli abitati completamente distrutti dalla guerra.

Va ricordato, inoltre che fu l’ideatore della prima associazione Pro Loco d’Italiavolta a valorizzare le qualità naturali, culturali e architettoniche del territorio. 

 

Certosa di Vedana

 

San Gottardo

Nel comune di San Gottardo di Sospirolo a Masiere si trova l’affascinante Certosa di Vedana oggi chiusa al pubblico perché abitata dalle monache di clausura. Le sue origini sono molto antiche e risalgono all’Alto Medioevo.

Nacque come ospizio per poi essere acquisita dai padri certosini della regola di San Brunone che la trasformarono in luogo di contemplazione e di ricevimento dei viandanti. 

Successivamente divenne una fattoria e iniziò un lento declino strutturale fino a quando non fu ceduta alle monache di clausura provenienti dalla certosa di Riva di Pinerolo che la risistemarono. Attualmente è abitata dalle monache di clausura, un piccolo gruppo di religiose dedita alla preghiera ininterrotta al santissimo Sacramento.

La via degli ospizi

Dalla Certosa di Vedana parte il percorso conosciuto come la via degli ospizi che porta da Vedana alle miniere di Val Imperina, attraverso un tracciato lungo 20 chilometri. 

Si attraversa quindi i luoghi storici adibiti a ospizi come quello di Vedana appunto, di San Gottardo, di Candaten e di Agre seguendo la riva destra del fiume Cordevole.

I paesaggi che si incontrano lungo il cammino sono molto diversi fra loro e variano dal più selvaggio al più verdeggiante fra prati in fiore e terreni agricoli. La distanza però è notevole e va calcolato un giorno intero di cammino. 

 

 

Lago di Vedana

Appena prima di arrivare alla Certosa si trova sulla destra il lago di Vedana, uno specchio d’acqua formatosi naturalmente e considerato oggi come uno dei biotopi bellunesi di maggior rilevanza.  

Lo si può visitare attraverso un percorso ad anello ammirando le ninfee comuni che abbelliscono la superficie del lago e le sue piante le cui fronde scendono a toccare l’acqua.

La fauna presente è molto popolosa e spiccano gli uccelli come l’airone cenerino, la ghiandaia e il germano reale, come anche gli anfibi tipo la salamandra pezzata, la raganella e il tritone punteggiato.

Luogo dedicato alla pesca sportiva dove si possono incontrare trote, cavedani, carpe, pesci persico, eccetera. L’ultima menzione va agli anfibi tra cui i più comuni sono l’orbettino, la biscia dal collare e Colubro di Esculapio, tutti non velenosi!

Oltre alla passeggiata di mezz’ora intorno al lago si può fare il Percorso Natura delle Masiere dalla durata di 1 ora circa.

Si parte dal parcheggio del lago e si attraversano le frazioni di Torbe e Calmatte fino a raggiungere il Belvedere da cui si possono ammirare la valle del Cordevole, la catena Prealpina, la Certosa di Vedana e la chiesa di San Gottardo.

 


Cosa c’è ancora da vedere nel Bellunese secondo Punto e Viaggio:


 

*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Sospirolo mi ha colpito subito per il verde brillante dei suoi prati, il verde più scuro delle sue montagne e il profumo inebriante dei fiori dove ronzano felicemente api indaffarate. 

Potresti decidere di assaggiare un petalo. Alcuni fiori si possono mangiare, lo sai? Ma forse è meglio lasciarli alle api che sanno meglio di noi come rendere prezioso il loro nettare.

Mi sono dedicata un giorno alla flânerie con l’intento di tornarci ancora per terminare di visitare quegli angoli che ho trascurato, mentre il Genius Loci mi si è subito presentato come un essere determinato, diretto e indaffarato.

Porta nel suo cuore i ricordi dell’infanzia e dei suoi giochi nella natura, alla quale è profondamente legato. Sentirai anche tu la voglia di accarezzare l’erba o la corteccia di un albero, oppure ancora mettere i piedi nell’acqua gelida, per assicurarti la sua forza e assorbirne l’energia. 

Lo stesso rumore dello scorrere scivolando tra i sassi ti donerà pace come anche l’immergerti nei boschi per ascoltare il solo canto degli uccelli reclamarne la proprietà.

Musica consigliata: Spasseton – Los Massadores

Lettura consigliata: Barnabo delle Montagne – Dino Buzzati