Articoli

Perché visitare il Veneto? Basterebbe citare Venezia per convincere qualcuno a venire in questa regione ma la realtà è che c’è molto di più da vedere.

Lo ammetto sono di parte, essendo veneta, ma questo territorio non smette mai di stupirmi e spesso mi ritrovo a conoscere itinerari nuovi e affascinanti.

Nella classifica fra le regioni italiane più visitate spicca proprio il Veneto è il merito va sicuramente alla posizione geografica favorevole ma anche alla sua grande offerta turistica.

Mare, montagna, colline, laghi, campagna e ancora città d’arte, percorsi naturalistici ed enogastronomici, storia e proposte allettanti per gli sportivi di ogni genere.

Un ventaglio di offerte che attrae l’interesse di qualsiasi tipo di turista dal più esigente al più avventuroso senza tralasciare famiglie e viaggiatori backpacker

Possiamo dividere 5 percorsi di interesse che possono rispondere agevolmente alla domanda “Perché visitare il Veneto?”:

  1. Arte, storia e cultura
  2. Elemento acqua
  3. Natura e percorsi enogastronomici
  4. Trekking e montagna
  5. Anima contadina

 

edifici colorati a burano

Gli edifici colorati lungo un canale a Burano

 

Arte, storia & cultura

 

La Repubblica di Venezia ha avuto una durata di circa 1100 anni e ha strutturato la città e la sua laguna così come la conosciamo oggi. Le strutture in legno di ontano sorreggono ancora oggi gli edifici storici esaltati dalla bellezza delle finestre e dei comignoli che rappresentano l’arte decorativa veneziana. 

Ogni anno milioni di turisti giungono per visitare le sue chiese, i suoi edifici e le sue isole. Ogni calla trasuda storie da raccontare e ogni ponte nasconde qualche vicenda da recuperare.

Impossibile non rimanere incantati di fronte alla sua maestosità: sembra quasi un miraggio, eppure è viva e vegeta, pronta ad accogliere nuovi saperi da tramandare. 

Le isole si dividono fra laguna nord e sud e fra le più ammirate ci sono: il Lido di Venezia e Pellestrina, Burano e Murano, Torcello e quelle meno frequentate come il Lazzaretto Nuovo, Sant’Erasmo, san Lazzaro degli Armeni, san Clemente, eccetera…

***

Vicenza contiene nel suo centro e nei dintorni, le famose ville palladiane opera dell’architetto Andrea Palladio che ha edificato un particolare stile riconoscibile in tutto il Veneto.

Le stesse fanno bella mostra non solo nel vicentino ma anche nel veneziano, lungo la famosa “Riviera del Brenta“, nel trevigiano e nel padovano. Fa parte del progetto originale del Palladio anche il “Ponte degli Alpini” in legno a Bassano del Grappa

 

riviera del brenta e i suoi edifici

 

Verona si presenta come città degli innamorati perché fa da sfondo al dramma di Shakespeare “Romeo e Giulietta” ma è anche centro di importanti ritrovamenti archeologici romani e a testimonianza, infatti, si può ammirare in piazza Brà la famosa Arena. 

I dintorni di Verona sono forse fra i più amati dai turisti tedeschi che amano rilassarsi fra le sponde del lago di Garda mentre sorseggiano, all’ombra di un cipresso, un buon bicchiere di vino Lugana

***

Padova si può raggiungere per visitare l’arte in ogni sua magnifica sfaccettatura sia da un punto di vista architettonico che pittorico senza tralasciare l’aspetto culturale.

La più antica università al mondo è stata fondata qui e anche il più antico orto botanico che rientra a pieno titolo come Patrimonio dell’Unesco.

La sua piazza è una delle più estese al mondo dopo quella russa e il sabato non può mancare un piatto di “folpetti” con un bicchiere di spritz. Prima, però, si dovrà passare a salutare sant’Antonio nella basilica in cui riposano le sue spoglie. Tra l’altro è anche uno dei santi protettori di noi viaggiatori!

***

Possagno, in provincia di Treviso, ospita la Gipsoteca dedicata allo scultore Antonio Canova, formatosi a Venezia e divenuto famoso in tutto il mondo grazie alle sue statue neoclassiche.

Sembra quasi impossibile che un blocco di marmo possa svelare tanta delicatezza, eppure sotto mani esperti ogni cosa può essere plasmata e trasformata in arte.

Sulla cima del monte Grappa riposano i deceduti del conflitto mondiale affinché rimanga come monito alle generazioni che la guerra serve solo a distruggere e a rimpiangere.

Migliaia di soldati riposano in piccole tombe bianche uguali l’una all’altra a simboleggiare che non c’è nessuna differenza di bandiera o di nazionalità nella morte. 

 

Ci sarebbe ancora da parlare delle città murate come Marostica, Montagnana e Cittadella che permettono di fare un salto nel passato e di sognare a occhi aperti ma ne lascerei da parte moltissime altre e non mi sembra giusto!

 

 

Elemento acqua

 

Come ho già detto in precedenza il mare lambisce le coste veneziane ma anche quelle padovane e rodigine. In particolare una gita nel “Parco Naturale Regionale del Delta del Po” sorprende per la sua varietà naturalistica.

Molte specie animali soprattutto pesci, insetti e uccelli hanno trovato in questo luogo un habitat ideale nel quale soggiornare e riprodursi. Ciò ha richiamato, di conseguenza, moltissimi turisti orientati al bird watching o alla vacanza immersi nella natura. 

I tour e le pratiche sportive sono innumerevoli e richiedono più che un semplice giorno di pernottamento. D’altronde per avvicinarsi alla natura ci vuole pazienza e sensibilità affinché essa si sveli in tutta la sua magnificenza.

Le località marittime più amate sono, invece, Jesolo, Caorle, Eraclea, Cavallino Tre ponti e Sottomarina senza dimenticare le sovracitate isole della laguna veneziana.

 

Frangente di roccia con lago del mis perfettamente pulito come il nostro contributo all'ambiente può essere utile

 

Anche i fiumi e i laghi hanno un loro seguito… Si tratta di turisti più avventurosi che si divertono a fare canoa, rafting, stand up paddle, hydrospeed o un semplice giro in barca. 

Le imbarcazioni più particolari sono però quelle di origini veneziane ovvero la gondola e il burchiello (o la burchiella). Il primo si può provare a Venezia, il secondo lungo la riviera del Brenta e nel Piovego a Padova.

I laghetti nella provincia di Belluno, invece, creano quelle formazioni chiamate “marmitte” che sembrano delle piscine naturali con annessa cascata cervicale!

L’acqua ovviamente è gelata e non sempre è possibile bagnarsi ma rimangono uno spettacolo davvero unico come testimoniano i “Cadini del Brenton” nella zona del lago del Mis.

 

Natura e percorsi enogastronomici

 

Un altro sito Unesco sono le Dolomiti: queste rocce dalle sfumature rosate che si accendono alla luce del sole e riflettono la sacralità della natura. Le foto non rendono giustizia alla realtà, per quanto siano affascinanti non trasmettono l’emozione che si prova trovandosi al loro cospetto.

Queste catene montuose fanno parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che si estende dalla Valbelluna fino ai confini friulani e trentini e propongono anche una ricca esperienza sensoriale e gustativa. 

A Busche si possono assaggiare i migliori formaggi del Bellunese ma anche Asiago non scherza, ritrovandosi negli scaffali dei migliori negozi o centri commerciali esteri.

L’anno scorso, poi, sono entrate a far parte del Patrimonio Unesco anche le colline trevigiane del Prosecco che si estendono per chilometri senza mai fermarsi e offrono un panorama davvero suggestivo.

Le colline, soprattutto quelle beriche e euganee, sono una meta ideale per chi ama andare in bici, a piedi o in moto.

Piccoli borghi incantati come Arquà Petrarca rimangono intatti come scrigni segreti del tempo, mentre nella profondità della terra acque ricche di minerali affiorano dando vita a città termali come Abano o Montegrotto Terme.

 

Perché visitare il veneto: A Casera Ere nel comune di San gregorio nelle alpi

A queste mete si abbinano anche le proposte trekking e montagna e quelle dell’anima contadina che lavora instancabilmente per produrre i prodotti migliori.

Bettole, osterie e agriturismi sono le mete preferite dei veneti che le eleggono come tappa domenicale dove poter bere del “vin bon” e mangiare un buon “panin co a soppressa“.

La natura in Veneto è stata estremamente generosa e pertanto può vantarsi di avere dei prodotti alimentari di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Insomma, per farti capire, è quel luogo in cui dici:”Ok! La dieta la comincio lunedì”…

 

Ho tralasciato di nominare molti punti turistici per ovvie scarsità di spazio ma spero sia emerso l’amore che ho per questa terra che tanto sa dare a chi la sa apprezzare e soprattutto che sia riuscita a rispondere alla domanda sul perché visitare il Veneto…

Che fai, allora, ci vieni? 😉

 

Ulteriori approfondimenti li trovi qui:

La ciclabile del Brenta è un percorso di circa 70 km che parte dal lago di Caldonazzo e arriva fino alla città alpina di Bassano del Grappa. Se si segue il corso del fiume si può raggiungere anche la gloriosa città di Venezia.

In questo articolo, però, ci fermeremo a Bassano del Grappa perché troppi sono i punti turistici da visitare e da conoscere, quindi è meglio non avere troppa fretta.

Trentino Alto Adige

 

Lago di Caldonazzo e lago di Levico

Ci troviamo in Trentino Alto-Adige e più precisamente in quella striscia di terra che divide i due laghi. Possiamo gustare i piatti tipici trentini, dedicarci agli sport acquatici oppure rilassarci alle terme.

Le occasioni per fermarci ancora prima di partire per la ciclabile del Brenta non mancano ma noi abbiamo deciso di affrontare la discesa fino alla cittadina veneta.

Ti sto già dando un consiglio da amica, ovvero quello di partire da Caldonazzo e non da Bassano in modo da trovare un percorso in discesa per non affrontare il dislivello di quasi 400 metri che c’è in senso contrario!

Comunque, se ti avanza del tempo, ti consiglio di fare il “Sentiero dei Poeti”. Si tratta di un percorso di un’ora che parte dalla piazza principale di Calceranica al Lago e si snoda verso il torrente Mandola.

Lungo il chilometro di percorso si trovano 16 punti di sosta corredati ognuno da una poesia fino a raggiungere una pieve da cui si può godere il panorama del lago dall’alto.

< Puoi vedere i due laghi dall’alto anche dalla cittadina di Lavarone, scoprila cliccando qui >

 

A Levico Terme, sul versante nord del lago, invece, si può fare la “Strada dei Pescatori” per una lunghezza di circa 2 chilometri e continuare con il percorso ad anello completo aggiungendo altri 4 chilometri di puro relax e silenzio.

Famosa per le terme, la cittadina di Levico nasconde edifici di inestimabile bellezza come il Forte Colle delle Benne e il Grand Hotel con il Parco Secolare degli Asburgo.

Il forte, costruito nel 1890, si raggiunge con una camminata di un’ora circa dal centro del paese, mentre il Parco Secolare si trova in città e a Natale si anima con casette e luci colorate.

 

Borgo Valsugana e Selva

Scendendo a valle con la nostra bici verso la ciclabile del Brenta incrociamo il comune di Borgo Valsugana famoso per aver visto perire uno dei firmatari della Costituzione Italiana, il politico Alcide de Gasperi.

Scelse, come luogo di ritiro, la val di Sella dove oggi ha sede “Arte Sella” un museo a cielo aperto che custodisce opere in legno, sassi e altri elementi naturali che vanno a creare un paesaggio unico e suggestivo.

< Scopri l’articolo su Arte Sella cliccando qui >

 

percorso verde ad Arte Sella, piccolo giardino

 

Salendo, invece, in direzione Scurelle si può fare tappa al rinomato rifugio “Il Crucolo” che si posiziona fra le montagne della catena del Lagorai.

In questo locale vengono servite pietanze della migliore tradizione culinaria trentina e il famosissimo liquore “Parapampoli”, un miscuglio di caffè, vino, grappa e zucchero a cui viene dato fuoco prima di essere servito.

Seguendo le anse nervose del Brenta che creano una continua serpentina si raggiunge il paese di Selva dove si può visitare la Riserva Naturale Provinciale Fontanazzo e il suo biotopo.

Qui, ad accoglierti, ci saranno uccelli, rettili e insetti che amano vivere negli acquitrini oltre a numerose piante acquatiche che traggono nutrimento dalla sorgente che arriva dal complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron.

L’entrata del parco la trovi sulla riva destra del Brenta costeggiando quindi la strada secondaria ossia dall’altra parte della statale 47. Nella stessa direzione trovi anche la grotta del Calgeron a Grigno dove si può fare una piacevole escursione adatta a tutti, previa prenotazione.


Veneto

Primolano e Cismon del Grappa

La ciclabile del Brenta continua a Primolano dove sovrasta il Forte Tagliata della Scala edificato per combattere i nemici durante la Prima Guerra Mondiale. Fortunatamente non è servito allo scopo ma ne ha lasciato un ricordo indelebile, difficile da dimenticare.

Da Primolano si può fare una deviazione per visitare il lago di Corlo nella cittadina di Arsié per rilassarsi e riprendere fiato lungo le sponde del bacino artificiale e gustare uno spuntino in compagnia degli abitanti del luogo.

< Maggiori dettagli sul lago di Corlo li trovi cliccando qui >

 

immagine autunnale del lago di corlo

Lungo la Statale 47 e più precisamente nella zona dell’albergo Forte Tombion e della birreria “Il Cornale” si può visitare il Covolo del Butistone.

Si tratta di un fortino militare scavato sulla roccia raggiungibile attraverso un percorso fatto di scale metalliche che salgono lungo la parete della montagna, offrendo così una visuale alquanto particolare della Valsugana.

La visita deve essere prenotata in quanto è accompagnata da una guida (tel. 338 830 8984).

 

Valstagna

Nella cittadina ridente di Valstagna ogni anno in estate avviene il “Palio delle Zattere”, una manifestazione folkloristica che richiama migliaia di persone.

Nove contrade cittadine si battono nel Brenta per mezzo di imbarcazioni a remi per guadagnare il drappo di velluto rosso, simbolo di forza e coesione fra contrade.

Lungo lo stesso percorso scendono quasi quotidianamente i gommoni per il rafting, uno sport che anima le acque del fiume a qualsiasi ora del giorno e, a volte, anche della notte.

Per gli escursionisti, invece, c’è il famoso sentiero della Calà del Sasso formato da 4444 gradini, che salgono fino alla località Sasso di Asiago, nell’Altopiano dei Sette Comuni.

Il percorso è impegnativo e impervio se le condizioni metereologiche non sono favorevoli, serve comunque un certo allenamento per raggiungere la meta finale.

Il Laghetto di Ponte Subiolo o dell’Elefante Bianco sempre a Valstagna è uno dei sistemi più importanti a livello europeo di risorgive carsiche frequentato da sub e speleosub.

Essendo piuttosto profondo, però, è tristemente noto per molteplici incidenti mortali ma anche per una leggenda misteriosa che dal profondo degli abissi sale fino alla superficie dell’acqua…

 

 

Grotte di Oliero

Quattro grotte da visitare comodamente seduti su un’imbarcazione con una guida che spiega in modo esaustivo i segreti della geologia e della botanica. Si trovano nell’omonima cittadina di Oliero a qualche chilometro di pedalata di distanza da Valstagna.

Grazie al lavoro di bonifica svolto dal botanico bassanese Alberto Parolini, si ammirano le cavità nominate in modo bizzarro coi soprannomi di Covol dei Assasini, Covol dee Soree, Covol dei Siori e Covol dei Veci.

Un grande parco con un sentiero naturale aiuta a riconoscere piante e arbusti e con lo stesso biglietto dell’ingresso alle Grotte si può accedere al Museo di Speleologia e Carsismo Alberto Parolini.

Un’idea per trascorrere alcune ore nel cuore della terra, all’interno delle sue rocce che sprigionano la sorgente della vita, l’acqua, e alimentano il regno vegetale.

 

Bassano del Grappa

La meta finale della Ciclabile del Brenta è raggiunta con l’arrivo sul Ponte degli Alpini, rimesso a lucido da recenti lavori di ristrutturazione dove potrai finalmente abbandonare la bici e riposarti.

Bassano è una città che vanta la Medaglia al Valor Militare per essersi distinta nei due conflitti mondiali. Divisa dalla riva destra e sinistra del Brenta ha ospitato grandi personaggi del passato come testimoniano le varie targhe posizionate sui muri della città.

Una città graziosa con le fronde dei salici che toccano la superficie dell’acqua per specchiare la loro naturale bellezza mentre nel centro i bar frequentati dai giovani si animano con bicchieri di spritz e stuzzichini.

Meriti anche tu uno spritz e se sei in zona chiamami, che raddoppiamo! 😉

 

Se vuoi avere altre informazioni ti consiglio di leggere gli articoli che ho scritto e che trovi di seguito:

Romano d’Ezzelino è una città oggi poco conosciuta ma famosa nel Medioevo grazie o, a causa, di personaggi che vi hanno abitato. Si trova collocata in provincia di Vicenza ai confini con quella trevigiana.

Nella parte alta della città c’è la strada provinciale che raggiunge il Monte Grappa, il simbolo della resistenza nei due conflitti mondiali.

Si divide in quattro frazioni: Romano d’Ezzelino (chiamata anche Romano Alto), San Giacomo, Fellette e Sacro Cuore. La sua bellezza si riversa nella prosperosa campagna, nelle verdeggianti colline e nei territori ameni che circondano le case, i sentieri e la natura incontaminata.

Colle di Dante opere in esposizione

 

Dante e il suo colle

In prossimità del centro di Romano d’Ezzelino si trovano due colline che favoriscono una piacevole passeggiata: partendo dal piazzale della chiesa si percorre prima il Col Molin e poi il Col Bastia conosciuto come il col di Dante.

L’accesso è aperto a tutti tranne ai mezzi di trasporto (no bici o moto). Sulla sommità si trova l’acquedotto comunale e una croce con delle panchine dove prendere un momento di raccoglimento. In lontananza si possono ammirare, tempo permettendo, i colli Euganei e sulla destra le colline bassanesi.

Proseguendo lungo il sentiero si arriva al col Bastia con il cimitero del paese, la Torre Ezzelina, simbolo della famiglia degli Ezzelini, e un muro con i versi del poeta fiorentino. Cosa c’entra Dante con la Romano d’Ezzelino?

 

versi Dante

I versi di Dante dedicati a Cunizza da Romano

Romano d’Ezzelino nel Medioevo

 

A comandare buona parte del Veneto durante il periodo medievale fu un tiranno conosciuto con il nome di Ezzelino da Romano. Un uomo senza scrupoli, proveniente da Onara, che con la forza ottenne il dominio di quasi tutto il territorio veneto.

Estese i suoi possedimenti fino a Verona ma il prezzo che dovette pagare per mantenerli fu molto alto. Dovette combattere, infatti, sanguinose battaglie registrando numerose perdite di militari e familiari. La stessa sorte toccò ai successori.

Il sommo poeta Dante conobbe la sorella di Ezzelino, tale Cunizza da Romano e probabilmente colpito dai suoi modi gentili, la inserì in un passo della Divina Commedia.

L’occasione fu durante il suo viaggio nel Paradiso in compagnia di Beatrice mentre attraversava il cielo di Venere (canto IX, versetto 25). Lo spirito di Cunizza da Romano gli disse:

 

In quella parte della terra prava Italica,

Che siede intra Rialto e le fontane di Brenta e Piava

Si leva un Colle e non s’urge molt’alto,

là dove scese già una facella

che fece alla contrada molto un grande assalto”.

 

Ezzelino da Romano venne anch’esso ricordato dal Poeta ma all’Inferno con questi versi: “E quella fronte ch’al ‘l pel così nero è Azzolino” relegato fra i dannati nel 7° cerchio nel canto XII dell’Inferno.

Nel colle sono dunque ricordati i versetti del Paradiso e intorno alla torre, negli ultimi anni, sono state esposte delle opere fatte con degli elementi naturali, come legno e paglia, che ricordano alcuni passi della Divina Commedia.

 

Torre Ezzelina nel col Bastia a Romano d'Ezzelino

Torre Ezzelina

 

Sentieri natura

 

La passeggiata dei colli è un circuito ad anello che impiega circa un’ora e mezzo di cammino. Altre interessanti escursioni possono essere fatte accedendo a Valle Santa Felicita, una rientranza naturale racchiusa fra le montagne.

Per raggiungerla serve arrivare in centro del paese, seguire la strada che porta a Cima Grappa e girare a destra in via Valle Santa Felicita. Per facilitare il percorso da seguire ti lascio il link di Google Maps: Indicazioni Stradali.

Troverai un parcheggio con un ristorante annesso e l’accesso a diversi percorsi escursionistici, più o meno impegnativi. Si possono fare corsi di roccia grazie alla verticalità in alcuni punti dei fianchi della montagna.

Al ritorno ci si può fermare a mangiare qualcosa presso il Ristorante dalla Mena o alla Pizzeria Antica Abbazia. Niente flânerie nei boschi ma la potrai fare una volta raggiunto il centro paese.

 

I percorsi più frequentati sono:

  • Il “Cavallo” che arriva fino al Pian dei Noselari,
  • sentiero verso Campo Croce
  • “Scalon” per raggiungere Campeggia.

 

Una bellissima chiesetta, oramai poco utilizzata per le funzioni religiose, spicca sul prato di accesso e può essere vista come luogo meditativo prima dell’ascesa alle montagne.

Intorno, se l’erba non è tagliata, fanno la loro comparsa le bianche margherite che appaiono in lontananza come lumini lasciati accesi in devozione dai fedeli.

All’approssimarsi del bosco, invece, le essenze rilasciate dalle piante donano sensazioni di benessere mentre i falchi gridano in alto al comparire delle prede. Un luogo in cui rilassarsi e godersi il trascorrere del tempo e della natura.

 

Veduta dalla Valle Santa Felicita su Romano

Romano d’Ezzelino dalla Valle Santa Felicita salendo il sentiero Cavallo

 

Feste e sagre

 

Ci sono due eventi importanti che si svolgono ogni anno che richiamano numerosi visitatori:

  • La sagra della Candelora
  • Il palio di Romano e gli Angoli Rustici

La prima si svolge nel mese di gennaio e prevede la sfilata nelle vie cittadine della statua della Madonna della Candelora accompagnata dal complesso bandistico.

A seguire intrattenimento musicale, piatti tipici e un mercatino con bancarelle storiche con cibo oramai in disuso come le stracaganasse (marroni essiccati), carruba e storti (coni di sfoglia con ripieno di panna).

Il palio, invece, si svolge il 25 aprile o il 1° maggio, secondo le condizioni meteo e prevede la corsa dei mussi (asini) nel centro del paese. Da quest’anno la manifestazione è stata spostata a Villa Negri a San Giacomo per facilitare la corsa agli animali.

Precede l’evento la manifestazione degli Angoli Rustici in cui gli abitanti indossano i vestiti d’epoca e svolgono gli antichi mestieri contadini o intrattengono i bambini con giochi oramai dimenticati.

E del Genius Loci che ti racconto? Lui è un po’ burbero, dispotico e brontolone ma anche dolce, sensibile e presente. Vive in disequilibrio mostrando a volte il suo lato peggiore, a volte quello migliore. Incontrarlo in un modo o nell’altro sarà solo una questione di fortuna.

 

Foto degli angoli rustici

Foto della Proloco Romano di Nicola Cocco: momento negli angoli rustici

 

Idee viaggio in Veneto? Leggi qui:

 

Quali sono le alternative turistiche alle province venete?

Giardino Bolasco a Castelfranco Veneto: informazioni sul parco e sulla villa

In bici lungo la ciclopista del Sile per scoprire le bellezze del Veneto

A zonzo nel borgo di Montagnana un giorno d’autunno

Villa Valmarana a Mira e l’esperienza del Burchiello

 


Musica consigliata: Pensieri e Parole – Lucio Battisti

Lettura consigliata: Gian Antonio Cibotto – I veneti sono matti

Cosa vedere in un soggiorno a Bassano del Grappa? Bassano del Grappa è una ridente cittadina attraversata dal fiume Brenta in provincia di Vicenza.

Famosa per il suo ponte costruito seguendo il progetto di Andrea Palladio è stata un punto strategico durante i due conflitti mondiali.

Passeggiando per il centro scoprirai che è stata la città natale del pittore Jacopo da Bassano e mentre sorseggerai una grappa in una delle celebri grapperie, cercherai di intonare il pezzo alpino “sul ponte di Bassano” in modo più o meno intonato…

 

IL CENTRO STORICO DI BASSANO DEL GRAPPA

 

Gli accessi al centro storico partendo dalla stazione dei treni sono cinque: la prima attraversando l’ex stazione delle corriere nella parte più a sinistra e vicina ai giardini Parolini, l’altra leggermente più a destra attraverso le mura, entrando in Largo Corona d’Italia; l’entrata principale da via Jacopo da Ponte, la quarta a destra vicino al Generale Giardino e l’ultima che porta a Prato Santa Caterina.

Partendo invece da Marostica l’ingresso al centro storico è possibile attraversando solo i due ponti: dal Ponte Nuovo in macchina e dal Ponte degli Alpini a piedi.

 

Via Jacopo da Ponte

Iniziamo il nostro soggiorno a Bassano del Grappa dalla via principale ossia via Jacopo da Ponte che segna l’inizio del mercato nei giorni di giovedì e sabato.

Da una parte all’altra il nostro sguardo si sofferma sulle vetrine dei negozi che adornano la via fino a scorgere, sulla sinistra, la statua di Jacopo da Ponte all’incrocio con il vicolo omonimo.

Il pittore del XVI secolo nacque e trascorse la maggior parte della propria vita a Bassano nel periodo della florida Repubblica di Venezia.

La più grande raccolta mondiale delle sue opere è conservata nel vicino Museo Civico. Più avanti vediamo una libreria considerata una delle più belle d’Italia.

Si tratta di Palazzo Roberti che è stata residenza di Napoleone Bonaparte durante il periodo della Campagna d’Italia dall’8 settembre 1796 al 10 marzo 1797.

 

Palazzo Roberti

La costruzione risale al XVII secolo ed è costruita seguendo lo stile rinascimentale veneto. Entrando camminiamo in una pavimentazione veneziana con antichi travi in legno nei soffitti.

Tra gli scaffali rimaniamo sorpresi nel vedere una porta a vetri che si apre in un giardino interno. Le stanze sono ampie e danno una sensazione di nobiltà.

Due scale laterali che salgono prima al secondo piano, con differenti sale divise per aree tematiche, e poi al terzo piano dove si tengono conferenze e incontri con gli scrittori.

Qui si può ammirare un salone luminoso con affreschi della scuola del Tiepolo.

 

vista su piazza libertà a bassano del grappa

 

Via Barbieri e via Museo

Arriviamo dunque all’intersezione tra via Barbieri sulla destra dove si trova Palazzo Agostinelli sede di esposizioni temporanee, e via Museo sulla sinistra che porta alla biblioteca civica all’interno della galleria Ragazzi del ’99.

La biblioteca nata dal lascito del naturalista Giovanni Battista Brocchi vanta un patrimonio di 140.000 volumi. Il tuo soggiorno a Bassano del Grappa non potrebbe essere più intellettuale di così!

 

Piazza Garibaldi

Proseguendo diritti raggiungiamo la prima piazza, chiamata Piazza Garibaldi. Per i bassanesi invece è consuetudine chiamarla in altri modi.

Il primo è piazza delle Erbe perché anticamente vi si svolgeva il mercato degli ortaggi, e il secondo è semplicemente piazza con la fontana perché al centro vi si trova appunto, una fontana, opera dello scultore Carlo Spazzi e intitolata al sindaco Antonio Bonaguro.

Nacque con l’intento di portare pura acqua di sorgente in centro città. Sulla nostra destra troviamo lo IAT ossia l’ufficio per l’accoglienza turistica e dietro la Torre Civica. Una salita ci permetterà di scoprire le colline e le montagne che circondano il centro storico.

Torre civica

Con un’altezza di 43 metri fu costruita come protezione al borgo nuovo che si era formato all’esterno delle mura tra il XII e XIII secolo.

Si ha sue notizie nel 1349 quando venne aggiunta una campana dal peso di 500 chilogrammi. Il nome fu attribuito nel 1494 dall’incisione dello stemma della città.

 

Chiesa di San Francesco

A sinistra scorgiamo la chiesa di San Francesco nata nel periodo della dominazione degli Ezzelini che serviva come ricovero ai pellegrini che giungevano stremati e affamati in città.

La leggenda narra che a volerla fu Ezzelino il Balbo per assolvere a un voto fatto al ritorno dalla Terrasanta. Originariamente fu dedicata alla Vergine Maria ma nel XIII secolo i frati minori conventuali la omaggiarono a San Francesco.

All’interno vi si trovano opere dei pittori Luca Martinelli, Battista da Vicenza e la copia del crocifisso ligneo di Guariento. L’originale è conservato all’interno del museo civico che è posizionato esattamente dietro la chiesa.

Museo Civico

Il museo civico è uno dei più antichi musei del Veneto nato nell’ex convento di San Francesco. Inizialmente ospitò libri e collezioni di storia naturale grazie all’enorme eredità lasciata dal Brocchi. Un must da visitare durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa

Nel tempo la collezione è andata arricchendosi tanto che ora ne è visibile solo una parte. La pinacoteca in particolare conta 500 dipinti tra cui come già accennato prima moltissimi di Jacopo da Ponte e vari lasciti di Antonio Canova.

 

Via Roma

Proseguendo arriviamo alla seconda piazza. Anche qui si incontrano due strade. Via Roma a sinistra, la principale arteria dello shopping, che porta alla chiesetta dell’Angelo e a Porta Dieda.

La chiesa costruita da Giambattista Bricito nel 1655 è dedicata all’angelo custode apparso alla co-patrona della città Beata Giovanna Bonomo su volere di don Domenico da Veggia.

Si presenta in pianta ellittica, unica del genere in città, con un coro laterale e una cappella con un altare in marmo.  Avanzando arriviamo a Porta Dieda sorta sul castello dei Berri del 1315.

La facciata sud presenta un affresco rappresentante la fedeltà alla Repubblica di Venezia con un leone alato che sorregge un libro.

Sotto un affresco di Jacopo da Ponte, del quale ne rimangono solo poche tracce, rappresentava il coraggio con Marco Curzio Rufo a sella di un cavallo impennato nell’atto di gettarsi armato nella voragine.

Questa è anche la più importante arteria dello shopping e dovrai concederti qualche momento di relax durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa, no?

 

Via Matteotti

A destra invece si sale a via Matteotti sede del Municipio della città. Chiamata anticamente come Loggia di Piazza era stata dipinta da Jacopo da Ponte ma un incendio ne distrusse gli affreschi.

Ne rimane solamente uno di Francesco Bassano il vecchio, padre di Jacopo. La facciata nella piazza presenta un orologio con quadrante realizzato da Mastro Corrado da Feltre e successivamente rinnovato dall’orologiaio Bartolomeo Ferracina di Solagna.

 

Piazza Libertà

Davanti si apre Piazza Libertà, una volta Piazza dei Signori, ritrovo dei bassanesi nei giorni festivi e feriali. Storicamente diventò famosa con l’apertura della stamperia di Giovanni Antonio Remondini che assieme agli eredi, raggiunse una produzione a livello planetario.

La piazza è delimitata da due colonne: l’una rappresenta la Repubblica di Venezia con il leone di San Marco, e l’altra San Bassiano patrono della città opera di Orazio Marinali, scultore bassanese.

Sulla sinistra si erge la chiesa di San Giovanni decorata con statue e bassorilievi del Marinali e stucchi di Abbondio Stanzio e Carpoforo Mazzetti.

La cappella barocca del Sacramento contiene la pala d’altare raffigurante San Giovanni Battista capolavoro del pittore veneziano Piazzetta.

 

piazza garibaldi che potrai vedere in un soggiorno a bassano del grappa

 

Piazzotto Montevecchio

Oltrepassata la piazza e continuando leggermente sulla destra si raggiunge piazzotto Montevecchio cuore della città medievale. Reca infisso il più antico stemma della città: due leoni rampanti ai lati di una torre.

Inoltre erano affrescate scene bibliche di Francesco e Bartolomeo Nasocchio, ancora parzialmente visibili, e decorazioni di Jacopo da Ponte ora conservate al museo civico.

 

Museo della grappa distillerie Poli

Proseguendo e tenendo sempre la destra continuiamo per via Menarola, sorpassiamo salita Ferracina fino ad arrivare all’incrocio con via Gamba al museo della grappa Poli.

Il museo è costituito da cinque sale dove si possono scoprire tutti i segreti della produzione, videoproiezioni, descrizione dei vari articoli presenti, la collezione di grappe mignon e uno show room dove acquistare e testare i differenti sapori (poligrappa.com).

 

Scendendo ancora possiamo ammirare il simbolo della città: Il Ponte Vecchio chiamato oggi Ponte degli Alpini.

 

 Palazzo Sturm

(Museo della Ceramica e Museo della Stampa Remondini)

Prima di oltrepassare il ponte ed essere rapiti dal profumo della grappa e dal rumore del Brenta, si può salire la strada sulla destra per visitare Palazzo Sturm e il suo museo della ceramica.

Il palazzo risale al ‘700 e presenta un salone affrescato dal pittore veronese Giorgio Anselmi e decorazioni rococò tra le più rilevanti della regione.

Al suo interno troviamo il museo della ceramica che contiene una raccolta di 1200 pezzi tra maioliche, porcellane e altri suppellettili catalogati cronologicamente.

Ospita inoltre il museo Remondini dedicato alla stampa e allo sviluppo commerciale della famiglia Remondini. Comprende incisioni, acquaforti, xilografie di Mantegna, Dürer, Tiepolo e molte altre testimonianze della civiltà europea tra la metà del seicento e la metà dell’ottocento.

Tempio Ossario

Continuando per via Ferracina e poi scendendo a Porto di Brenta, lungo il fiume, si incontra via Bastion che conduce a Piazzale Cadorna.

Qui si erge il tempio Ossario, concepito come duomo della città, diventato sacrario militare per commemorare i caduti della prima guerra mondiale.

Dentro sono tumulati più di 6000 militari, fortunatamente non ignoti, provenienti da tutta Italia e deceduti negli ospedali di campo.

 

Via Pusterla

Ancora una volta ritrovandoci all’imbocco del ponte scegliamo di scendere sulla destra, proseguendo per via Pusterla, ci possiamo ristorare sulle sponde del Brenta in quella che può essere considerata una piccola spiaggia e luogo ricreativo dei bassanesi.

Una volta riacquistate le energie, si sale prima in via Sant’Anna e poi si continua sulla destra in Salita del Margnan, costeggiando il Castello degli Ezzelini.

 

Castello degli Ezzelini

Girando in via Bonamigo si arriva in Piazza Terraglio. Qui si può ammirare il Castello degli Ezzelini di epoca preromanica con la chiesa di Santa Maria, la torre dell’Ortazzo e la torre di Ser Ivano.

La cinta muraria a difesa del castello, ha una forma di quadrilatero irregolare alta oltre trenta metri.

 

Viale dei Martiri

Se in Salita del Margnan si prosegue diritti si giunge a Viale dei Martiri. L’infausto nome deriva dai terribili fatti che ebbero luogo il 26 settembre 1944, quando 31 giovani, simbolo della resistenza, videro la morte per impiccagione nei lecci che ancora oggi vivono lungo il viale.

 

2015 Istituzionali Image Banner 728 x 90

Alle spalle dei lecci invece, si può ammirare uno dei paesaggi più osannati del territorio con la vista sull’Altopiano di Asiago sulla sinistra, il Monte Grappa sulla destra e le colline circostanti.

 

(La cartina di Bassano la trovi in questo link)

 

Piazzale Generale Giardino

A chiusura del viale si trova Porta delle Grazie che sorge accanto alla chiesa omonima e si fonde con la vecchia cinta muraria.

Tra le macchine che sfrecciano veloci si nota una statua in un piazzale: si tratta del Generale Giardino che in groppa al suo cavallo osserva attentamente il massiccio del Grappa.

Eretto nel 1938 a ricordo dell’impegno tenuto durante la prima guerra mondiale e simbolo della lotta alla libertà e della patria.

 

Ponte degli Alpini

La prima traccia storica del ponte risale al 1124 quando si decise di creare un collegamento tra le due sponde del fiume. Il disegno odierno si basa sul progetto dell’architetto vicentino Andrea Palladio.

Inizialmente presentò una proposta per un ponte in pietra che stravolgeva completamente l’architettura precedente. Il comune rifiutò per cui rifece il progetto in legno mantenendo l’architettura originale e apportando sostanziali innovazioni strutturali.

Grazie alla robustezza dell’ossatura il ponte resistette per ben duecento anni fino alla Brentana del 1748. Andato completamente distrutto fu ricostruito seguendo il progetto originale del Palladio, del 1569, da Bartolomeo Ferracina.

Altre tragiche sventure toccarono al ponte che  durante il conflitto della seconda guerra mondiale per mano dei partigiani a seguito di un piano voluto dagli alleati. Nel 1948 fu ricostruito per mano degli alpini e inaugurato da Alcide de Gasperi. Anche questo è un altro must da vedere assolutamente durante il tuo soggiorno a Bassano del Grappa.

 

Statua “il Bacio”

Una volta attraversato il ponte, in piazzetta Angarano, troviamo la statua di Severino Morlin, artista originario di Nove, chiamata “il Bacio” posizionata in occasione del raduno triveneto delle penne nere.

Le due vie che si intersecano a destra e a sinistra portano da una parte verso la passeggiata lungo Brenta e dall’altra al Ponte Nuovo.

 

Chiesa di San Donato

Proseguendo diritti per via Angarano troviamo subito sulla sinistra Via S. Donato che ci conduce alla chiesa dedicata a San Donato e all’annesso Convento.

Costruito per volere di Ezzelino II, fu testimone della divisione dei beni fatta in favore dei figli Ezzelino, successivamente conosciuto come “il Tiranno” e Alberico da Romano.

All’esterno si può ammirare una statua di Sant’Antonio da Padova e all’interno della chiesa si riconoscono diversi affreschi di Noé Bordignon.

 

Palazzo Bonaguro

Proseguendo lungo via Angarano troviamo, sempre sulla sinistra, Palazzo Bonaguro che presenta differenti sale adibite a mostre permanenti ed eventi temporanei.

All’ultimo piano è presente “Mondo Animale” una mostra permanente con le collezioni zoologiche Luca e Cites che comprendono circa cento grandi mammiferi e poco meno di 700 uccelli tassidermizzati di provenienza paleartica, mentre nella sezione naturalistica sono presenti l’erbario Parolini, una raccolta di 15.000 campioni botanici, la collezione geo-paleontologica Brocchi-Parolini e le collezioni entomologiche Ferruccio e Mario Meneghetti.

 

***

L’articolo fa parte dell’ebook Mini Guida di Bassano del Grappa che trovi su Amazon e Kobo.

Se l’idea di fare un soggiorno a Bassano del Grappa ti stuzzica allora non perderti tutte le altre informazioni!


Booking.com WW


*** SENSI IN VIAGGIO ***

Potrei passare ore a parlarti di Bassano del Grappa dato che è la mia città natale ma te le risparmio! Ti consiglio di concederti della flânerie e di perderti nei vicoletti silenziosi. 

Il Genius Loci ti sorprenderà perché dapprima ti apparirà come una persona snob e altezzosa ma poi ne scorgerai l’anima gioiosa. Ciò che amano i bassanesi è divertirsi, ma solo dopo il duro lavoro… 

I continui riferimenti storici ti apriranno gli occhi sul passato che ha formato l’Italia. Verrai assalito dai profumi alcolici della grappa e sentirai parlare e ridere con toni abbastanza alti in prossimità del Ponte degli Alpini: benvenuto alla grapperia Nardini!

Il gusto sarà deliziato dai sapori della terra. Quasi tutti posseggono un orto, di conseguenza la qualità dei cibi deve eccellere. Infine fermati a guardare il Brenta, tocca la sua acqua gelida e rigenerati sulle sue sponde.

Te lo meriti, è ora di assorbire tutto ciò che hai fatto, visto e vissuto nel tuo soggiorno a Bassano del Grappa.

Musica consigliata: canti alpini