Viaggi dopo il lockdown

Come saranno i nostri viaggi dopo il lockdown causato dalla pandemia del coronavirus? Sì tornerà a viaggiare come prima o sarà diverso? Una riflessione che molte persone si sono fatte in questo periodo, soprattutto chi lavora nell’ambito del turismo. C’è chi ha lavorato di creatività inventando nuovi itinerari, nuove proposte o differenti approcci.

Altre persone, invece, com’è normale che sia, si sono lasciati sopraffare dallo sconforto facendo cadere a pezzi i cocci di un castello in aria che si erano creati. La verità è che qualcosa è cambiato e anche se non ne abbiamo ancora la piena consapevolezza, il movimento è già in atto.

 

Ma ciò sarà positivo o negativo?

 

Molto dipende da come la situazione sarà gestita, pertanto è ancora troppo presto per dirlo. A mio avviso il banco di prova sarà l’estate che sta arrivando, con la sua rinnovata energia e la voglia di stare assieme.

Sarebbe un peccato chiudere gli occhi e dimenticare ciò che abbiamo vissuto. Il mondo, visto con gli occhi di un acquirente pronto a servirsene, non può funzionare.

Vanno adottate nuove forze in appoggio alla natura atte a preservare un ecosistema in equilibrio precario.

Ho già sentito lamentare il sindaco di Venezia di un turismo “mordi e fuggi” che “crede in un solo giorno di visita di conoscere Venezia” ma non ho udito parole dirette alla preservazione della fauna locale.

Durante il periodo di lockdown gli animali si sono intrufolati festosamente e discretamente fra i canali perché l’acqua era diventata all’improvviso meno trafficata e più pulita.

 

Tutto il mondo ha ammirato con stupore quelle immagini. Perché fingere non abbiano importanza?

 

Forse perché il cambiamento implica un diverso paradigma e un ulteriore fatica che non vogliamo accollarci. Ripeto, è un peccato, perché è come se Madre Natura ci avesse mostrato la via del quieto vivere mentre noi esseri, che ci sentiamo superiori, avessimo girato lo sguardo dall’altra parte, fingendo che nessun messaggio ci sia stato recapitato…

 

I giochi di magia son terminati.

Come t’avevo detto, quegli attori erano solo spiriti dell’aria, ed in aria si son tutti dissolti,

in un’aria sottile ed impalpabile.

E come questa rappresentazione – un edificio senza fondamenta –,

così l’immenso globo della terra, con le sue torri ammantate di nubi,

le sue ricche magioni, i sacri templi e tutto quello che vi si contiene è destinato al suo dissolvimento;

e al pari di quell’incorporea scena che abbiam visto dissolversi poc’anzi, non lascerà di sé nessuna traccia.

 

Shakespeare – la Tempesta

 

Hai già pensato a come vivrai i prossimi viaggi dopo il lockdown?

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