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Gli stuzzichini spagnoli sono meglio conosciuti come tapas e sono dei tipici spezza fame da consumare con uno o più bicchieri di sangria.

L’etimologia di tapa deriva da un’antica usanza che serviva a coprire, ossia tapar, i bicchieri nei locali pubblici con del pane fresco o del prosciutto jambón, onde evitare che vi entrassero insetti molesti, come le mosche o la polvere se il locale si trovava in prossimità di strade densamente trafficate.

Al pezzo di pane si sono poi aggiunte nel corso del tempo altri prodotti dando vita a una consuetudine amata non solo dagli spagnoli ma anche dalla maggior parte dei turisti.

A differenza dell’aperitivo all’italiana dove i locali mettono a disposizione dei clienti una ciotolina di patatine o altri stuzzichini gratis, in Spagna le tapas si acquistano singolarmente o a pezzi.

Durante il weekend gruppi di amici spagnoli si spostano da un locale all’altro per assaggiare le varie proposte di tapas tanto da coniare il termine tapeo o ir de tapas.

Una tradizione simile esiste anche in Italia e più precisamente a Venezia: qui i locali si chiamano Bacari e le tapas cicheti, mentre il giro dei locali a mangiar stuzzichini si chiama il Bacaro Tour.

 


Zaful WW (stuzzichini spagnoli)

 

PATATAS BRAVAS

 

Ingredienti:

  • 4 patate
  • sale e pepe a piacimento
  • 2 cucchiai di aceto di vino
  • 1/2 cucchiaio di paprika dolce e di paprika forte
  • Olio evo per friggere
  • 2 cucchiai di salsa di pomodoro

 

Procedimento:

Sbucciare e lavare le patate facendole asciugare sopra un panno di cotone. Nel frattempo preparare in un piatto l’emulsione di pomodoro, aceto, paprika, un pizzico di sale e pepe.

Inserire in una teglia l’olio e accendere il fuoco a fiamma media. Quando le patate si saranno asciugate tagliarle a pezzetti di medie dimensioni. Una volta terminato il calore dell’olio avrà raggiunto la temperatura giusta per friggere quindi inserire le patate e lasciare rosolare per circa 20 minuti fino a quando si sarà formata una crosticina dorata.

In un’altra padella aggiungere l’emulsione e finire la cottura delle patate per altri 2 o 3 minuti. Raggiunta la cottura desiderata salare e pepare a piacimento e se lo si desidera aggiungere ancora paprika.


stuzzichini spagnoli

 

FRITTATA DI OLIVE

 

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 6 pomodorini ciliegino
  • 100 grammi di olive verdi denocciolate
  • 100 grammi di farina
  • 1/2 cipolla
  • Una testa di aglio (a piacimento)
  • Sale e pepe q.b.
  • Spezie: rosmarino, timo e prezzemolo

 

Procedimento:

Forse questa è una dei più semplici stuzzichini spagnoli da preparare. Tagliare le olive, la cipolla e i pomodorini a dadini, a pezzettini o a fettine sottili. Schiacciare la testa di aglio e tenerla da parte. Inserire in una ciotolina i pomodori con un po’ di sale per togliere l’acqua e insaporirli con le spezie.

Setacciare la farina in una terrina aggiungendo il sale e le due uova, quindi mescolare il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo. Successivamente aggiungere uno alla volta gli ingredienti, tranne la cipolla e l’aglio, pepando e salando a piacimento.

Soffriggere in una padella con un po’ di olio di oliva la cipolla e l’aglio e infine aggiungere il composto creato. Cuocere per 7/8 minuti fino a raggiungere una colorazione dorata. Togliere la frittata dalla padella e tagliare a pezzettini oppure tagliare a fette in un tagliere e lasciarlo intero a disposizione degli ospiti. La frittata va servita calda.

 

Le ricette delle tapas

 

FUNGHI CHAMPIGNON E PEPERONI

 

Ingredienti:

  • Una confezione di funghi champignon freschi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 peperoni verdi
  • Un cucchiaio di aceto di vino
  • Prezzemolo e origano fresco
  • Pepe e sale q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.

 

Preparazione:

Pulire i funghi freschi e tagliarli a fette sottili prima di metterli a bollire in una pentola a fuoco medio per almeno 5 minuti. Cucinare i peperoni anch’essi per 5 minuti in una teglia tagliati precedentemente a fettine sottili con olio, sale, pepe e un cucchiaio di aceto di vino bianco.

Preparare un’emulsione di aglio tritato, prezzemolo, origano, 3 cucchiai di olio, sale e pepe. Trascorsi i 5 minuti scolare i funghi e aggiungere l’emulsione. Lasciare insaporire per altri 5 minuti e, contemporaneamente, lasciare riposare i peperoni nella teglia coprendoli con un coperchio.

Trascorsi cinque minuti per far insaporire i funghi aggiungere i funghi ai peperoni, cuocere per altri 2/3 minuti a fuoco basso, salare e pepare al punto giusto.  Sia i funghi che i peperoni devono raggiungere una consistenza morbida di cottura.

Gli stuzzichini spagnoli vanno serviti caldi in una ciotola abbinati a delle fette di pane già tagliate su cui adagiare una piccola porzione di funghi e peperoni. Lasciare a disposizione anche l’olio, il sale e il pepe nel caso si volesse aggiungere.

 



 

COZZE GRATINATE

 

Ingredienti:

  • 8 cozze
  • 80 grammi di formaggio pecorino (o similare)
  • 80 grammi di pangrattato
  • 1 Carota, 1 sedano, 1 cipolla
  • Sale e pepe
  • Prezzemolo a piacimento

Preparazione:

Altro giro, altri stuzzichini spagnoli! Mettere l’acqua a bollire in una pentola aggiungendo la carota, il sedano e la cipolla e coprire con un coperchio. Pulire e lavare le cozze facendo particolare attenzione a togliere tutta la sabbia se presente.

Quando l’acqua inizia a bollire aggiungere le cozze e lasciare bollire per altri 5 minuti. Preparare nel frattempo un impasto composto da il formaggio, il pangrattato, il prezzemolo, un pizzico di sale e pepe.

Controllare che si siano aperte tutte le cozze e filtrare l’acqua di cottura in un pentolino. Quest’ultima verrà aggiunta in parte al composto precedentemente preparato facendo attenzione che non si formino grumi.

Dividere le cozze a metà tenendo solo la parte in cui è presente il mollusco per poi metterle all’interno di una pirofila da forno. Aggiungere il composto fino a coprire quasi interamente la valva consumando completamente il prodotto.

Inserire la pirofila nel forno a 180° per circa 15 minuti facendole gratinare. Controllare continuamente la doratura che non deve assumere una tonalità troppo scura. Togliere le cozze dalla pirofila e servire calde in un vassoio.

 


CALAMARES FRITOS

 

Ingredienti:

  • 500 g di calamari
  • 100 grammi di farina
  • 1 uovo
  • Prezzemolo fresco tritato
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio extravergine di oliva
  • Un bicchiere di latte
  • Una bustina di lievito
  • Mezzo bicchiere di acqua

Preparazione:

In una terrina setacciare metà farina con la bustina di lievito, aggiungere a goccia l’acqua per non creare grumi, poi inserire anche il tuorlo d’uovo, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e un cucchiaio di olio.

Lasciare riposare per 15 minuti e montare l’albume a neve per unirlo al composto. Pulire e sgusciare i calamari, tagliarli a pezzetti e inserirli in un’altra ciotola con il latte. Tenere in immersione i calamari affinché si ammorbidiscano per almeno 5 minuti.

Scaldare l’olio in una padella per friggere il pesce. Trascorso il tempo di immersione togliere i calamari infarinarli con il resto della farina, passarli nell’altro composto e infine friggerli nell’olio bollente. Salare e pepare a piacimento e servire caldo.

I tapas gli stuzzichini spagnoli sono pronti per essere serviti ai tuoi amici per una serata internazionale all’insegna dei viaggi. Conosci qualche altra ricetta? Lasciami un commento qui sotto!

 

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L’isola selvaggia di Lanzarote è una fra le più interessanti delle Canarie, grazie alla sua conformazione geologica che la rende unica. Poca vegetazione, colori astratti e una curiosa architettura impreziosita da uno dei suoi più importanti rappresentanti artistici.

Il suo nome, invece, lo deve al navigatore ligure Lanzerotto Malocello che la scoprì nel 1312 e, innamoratosi, la abitò per un ventennio prima di essere espulso dalla popolazione locale dei Guanci.

 

cartina dell'isola selvaggia di lanzarote

 

L’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

Come avrai potuto notare all’interno dell’articolo, un aggettivo continua a ripetersi: “selvaggia”. Per quale motivo?

Perché l’isola è di origine vulcanica e non si preoccupa di nasconderlo ai turisti. Il primo settembre del 1730 il vulcano Timanfaya eruttò e non smise di colare lava per ben 6 anni.

Il quantitativo di lava fuoriuscito è stimato quanto l’intera grandezza dell’isola: ed è ancora lì; ed è quello che il visitatore vede non appena approda nell’entroterra.

Dove prima c’erano coltivazioni, ora rimane, nonostante il tempo trascorso, lava, cenere e crateri aperti in vari punti dell’isola. L’impatto è sconvolgente: difficilmente vedrai in altre parti del mondo un panorama tanto spettrale.

Allontanandoti dall’aeroporto incontrerai solo cumuli e distese di lava da cui nessuna pianta germoglia. Solo sabbia e detriti: un paesaggio lunare paradossale.

 

Quando ho letto dell’eruzione del Timanfaya e della sua durata, avrei voluto fare dietrofront e scappare via.

 

Le Canarie sono conosciute per le raffiche di vento e l’acqua ghiacciata dell’oceano: Lanzarote non ne fa eccezione. Solo che, in questa terra, l’acqua a contatto con la sabbia  regala delle sfumature incredibili.

Quest’isola selvaggia è in grado di riconnetterti con la natura e farti chinare la testa di fronte alla sua potenza: noi piccoli esseri umani, che crediamo di dominare il mondo, lo possiamo fare solo se concesso. Ma quando Madre Natura ci richiama all’ordine, non ci resta che ubbidire.

 

Terra, acqua, fuoco e vento: qui potrai fare il pieno di elementi energetici ed è questo che rende l’isola così speciale.

 

terra lavica di lanzarote

 

COSA VISITARE NELL’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

L’aeroporto si trova vicino ad Arrecife, il capoluogo dell’isola, da cui partono anche i traghetti per Tenerife, Gran Canaria e Cadice in Spagna.

Ancora più vicina all’aeroporto si trova la città Puerto del Carmen, una delle località turistiche più amate. Da lì si può facilmente raggiungere il Parco Nazionale del Timanfaya e testarne la sua energia sotterranea.

Nel centro dell’isola si visita la città di La Geria, famosa per la sua coltivazione di vitigni alquanto originale: le piante, infatti, sono nascoste da un muretto a secco in forma circolare che le ripara dal vento. Dall’uva si ricava il Malvasia, un vino dolce e compatto dal grado alcolico piuttosto elevato.

A sud troviamo playa Bianca un luogo incantevole da cui partono i traghetti per Fuerteventura. È famosa per la playa Papagayo di sabbia bianchissima che nasconde i riflessi di un mare azzurro cristallino, intervallato da sfumature verde brillante.

A nord invece possiamo ammirare Costa Teguise e il collegamento per l’arcipelago Chinijo e l’isola La Graciosa. Un’isola dove non girano macchine: si può solo andare a piedi o in bici. Si può ammirare dal Mirador del Rio che permette una vista mozzafiato sull’arcipelago e sul paesaggio circostante.

Tornando al centro dell’isola si incontra la playa de Famara, altra meraviglia incontaminata: tra gli scogli si nasconde Il lago verde, uno specchio d’acqua dai riflessi smeraldini che fronteggia il mare.

Spostandosi di qualche chilometro, invece, si può visitare la Cueva de los Verdes ovvero una grotta di origine lavica all’interno della quale è stato costruito un auditorium, con l’intenzione di ospitare gli eventi musicali.

 

lago verde foto

 

CÉSAR MANRIQUE

 

Se Lanzarote fosse un testo, César Manrique ne sarebbe l’inciso. L’isola deve molto al suo artista, il quale ha voluto e saputo adattare le opere di urbanistica al paesaggio, senza deturparne l’origine lavica.

Grazie a lui, infatti, il soggiorno diventa più interessante e istruttivo, obbligando i vacanzieri ad aggiungere alla lista delle “cose da visitare” anche questi siti:

  • César Manrique Foundation, la casa natale dell’artista eclettica e bianca, ricca di piante autoctone del territorio;
  • Jardin de Cactus, una raccolta di cactus da tutto il mondo e di tutte le dimensioni;
  • Jameos de l’agua, uno squarcio della crosta terreste, un tunnel vulcanico lasciato in eredità dall’ultima eruzione vulcanica.

 

E non solo: a lui si devono anche il Mirador del Rio, la cucina che sfrutta il calore del vulcano nel parco del Timanfaya e il ristorante che si apre con una vetrata per una vista a 360 gradi sul paesaggio, l’hotel Melia Salina a Costa Teguise e tante altre opere artistiche dislocate lungo tutto il perimetro dell’isola.

 

passeggiata in dromedario

 

CONSIGLI PER VISITARE AL MEGLIO L’ISOLA SELVAGGIA DI LANZAROTE

 

  1. Per visitare il Parco Nazionale del Timanfaya è consigliato prenotare la visita tramite un’agenzia viaggi perché in corriera si potranno raggiungere sentieri chiusi ai visitatori provvisti di auto. Dal ristorante, collocato nei pressi del cratere, si può mangiare il pollo cotto direttamente dal calore del vulcano. A Uga si può fare un mini tour in dromedario tra le dune di sabbia nera.

  2. I vini più pregiati si trovano nella cittadina di La Geria mentre i negozi più famosi sono la Bodega La Geria e la Bodegas El Grifo. Qui si possono acquistare le confezioni di vino da gustare in loco oppure da ordinare per farsele recapitare a casa.

  3. Tutte le domeniche a Teguise c’è un mercato di prodotti locali (vino, aloe, sigari, eccetera) e chincaglierie confezionate per i turisti: per questo si dice che il mercato abbia perso la sua impronta originale adattandola a una clientela più  vacanziera.

  4. Per scoprire l’isola in tranquillità è consigliabile prenotare un auto e visitare i vari punti di interesse seguendo i propri tempi. I prezzi non sono eccessivi e le strade sono facilmente percorribili grazie a un manto stradale e una cartellonistica in perfetto stato di salute. Non mancano numerosi distributori di benzina dislocati in tutta l’isola.

 

jameos de el agua nell'isola selvaggia di lanzarote

 


*** SENSI IN VIAGGIO ***

 

Non è molto semplice fare della flânerie a Lanzarote: gli spazi sono immensi e le strade sono pensate più alle auto che alle bici o ai pedoni; inoltre, non c’è moltissimo da vedere se non ammirare la natura selvaggia.

Il Genius Loci di Lanzarote si è salvato dalle numerose eruzioni vulcaniche? Credo proprio di sì, dato che Manrique ha saputo inserirlo all’interno delle sue numerose opere.

Si tratta di un personaggio nero, screpolato, facile agli scoppi d’ira ma visceralmente legato alla sua terra nonostante le notevoli difficoltà. Aperto al turismo ma consapevole che solo chi è nato a Lanzarote sa coglierne la vera bellezza.

Sarà un regalo per i tuoi occhi scorgere le meraviglie di quest’isola. Ti inebrierai tastando la sabbia che passa dal nero intenso al bianco candido. Il vento non cancellerà i profumi di qualche rara pianta di agave o di aloe e dovrai necessariamente bere il Malvasia per cogliere l’essenza della vita in lotta contro il vento. Il suo sibilo, infatti, ti accompagnerà lungo tutto il soggiorno come una guida inattesa ma sensata nella sua presenza.

 

Musica consigliata: Jarabe de Palo – Agua

Lettura consigliata: Don Chisciotte della Mancha di Cervantes

Sei vie per Santiago recensione film: un intreccio di storie, di lacrime e ricordi che si incontrano lungo il cammino più famoso al mondo .

SEI VIE PER SANTIAGO (recensione film)

 

Il film documentario “Sei Vie per Santiago” presenta alcuni dei possibili approcci grazie ai quali migliaia di persone decidono ogni anno di affrontare il cammino. Vincitore di numerosi Film Festival è diretto da Lydia B. Smith e distribuito da Cineama.

In origine la tratta da Saint Jean Pied de Port fino a Santiago de Compostela veniva percorsa dai pellegrini con l’intenzione di rafforzare la propria fede o di espiare le proprie colpe. Attualmente si intraprende il viaggio per lasciare andare ciò che non appartiene. Prima si aggiungeva, oggi si toglie.

Ogni città è una tappa da raggiungere. Ogni tappa indica una nuova consapevolezza. Nell’approssimarsi al traguardo si ricompongono i pezzi di un puzzle, dove ogni pezzo trova il giusto collocamento all’interno dell’anima. Lungo il cammino il viandante impara a capire quale elemento combacia e quale invece è da scartare.

 


 

 

I PROTAGONISTI

 

I protagonisti del film Sei Vie per Santiago sono:

  • Misa in ricerca della solitudine si ritroverà a condividere quasi tutto il percorso in compagnia di William, imparando che talvolta la vita prende strade inaspettate e che ogni attimo va vissuto intensamente.

  • Waine da quattro anni ha perso la moglie e decide di accompagnare l’amico Jack in questa avventura. Lungo il cammino lascerà alle spalle un po’ di dolore e apprezzerà il valore del tempo.

  • Sam viaggia alla ricerca di un’identità. Ogni passo le indicherà il tragitto da seguire per ritrovare sé stessa.

  • Tatiana con il figlio e il fratello parte per motivi religiosi. Il fratello è ateo e spesso si ritrovano a litigare. Nel cammino capirà che le differenze sono un valore aggiunto e che il rispetto è alla base di ogni rapporto.

  • Tomas, indeciso se fare windsurf o il cammino, spenderà ogni goccia di forza per raggiungere il traguardo, mentre Allie dovrà abbandonare lo spirito di competizione per conoscere il meraviglioso lento ritmo del suo passo.

 

Grazie alle difficoltà i pellegrini porteranno a casa una fonte di forza interiore dalla quale potranno attingere in qualsiasi momento, e scopriranno che camminare non è un semplice esercizio fisico ma una sorprendente via per ritornare a sé stessi.

Trailer del film